
Un nuovo anno scolastico, il 2026/27, che si apre con un risultato organizzativo importante per la provincia di Messina: 1.296 movimenti tra assegnazioni provvisorie e utilizzazioni e 1.791 nomine da GPS completati entro il 31 agosto. Il Provveditore agli Studi LEON ZINGALES (foto in alto) saluta il mondo della scuola messinese sottolineando il lavoro svolto dagli uffici durante tutto il mese di agosto e rilancia il valore della scuola come luogo di conoscenza, crescita e costruzione del futuro. Il servizio…
MASSIMO SCAFFIDI
Un nuovo anno scolastico che si apre con un risultato organizzativo importante per la provincia di Messina: 1.296 movimenti tra assegnazioni provvisorie e utilizzazioni e 1.791 nomine da GPS completati entro il 31 agosto. Il Provveditore agli Studi Leon Zingales saluta il mondo della scuola messinese sottolineando il lavoro svolto dagli uffici durante tutto il mese di agosto e rilancia il valore della scuola come luogo di conoscenza, crescita e costruzione del futuro.
I numeri raccontano il lavoro amministrativo ma dietro quei numeri ci sono classi, studenti, famiglie e la necessità di garantire continuità all’attività didattica. È da qui che parte il messaggio con il quale il Provveditore Zingales saluta l’avvio del nuovo anno scolastico. Un messaggio rivolto a dirigenti, docenti, Dsga, personale amministrativo, tecnico e ausiliario, studenti e famiglie dell’intera provincia, nel quale trova spazio innanzitutto il risultato raggiunto sul fronte degli organici.
L’Ufficio scolastico ha lavorato per tutto agosto per arrivare all’appuntamento del primo settembre con le procedure completate. Il bilancio indicato da Zingales parla di 1.296 movimenti tra assegnazioni provvisorie e utilizzazioni e 1.791 nomine da GPS, concluse entro il 31 agosto. «Possiamo dire con orgoglio che, al primo settembre, tutti i docenti sono in classe», sottolinea il Provveditore, evidenziando come l’obiettivo sia quello di assicurare stabilità e continuità agli studenti.
Ma nella nota di Zingales c’è soprattutto una riflessione sul significato della ripartenza. L’inizio dell’anno scolastico viene definito «un rito che restituisce l’anima alle nostre comunità», con la scuola chiamata a tornare ad essere luogo di futuro e speranza. Non soltanto uno spazio nel quale trasmettere conoscenze e competenze, dunque, ma un presidio educativo nel quale formare coscienze, alimentare curiosità e insegnare ai giovani a guardare il mondo. Parole che acquistano un significato particolare in un momento nel quale la scuola è chiamata a confrontarsi con trasformazioni sociali e culturali sempre più rapide. Al centro rimane il ragazzo, con la sua capacità di apprendere ma anche con le sue fragilità, le domande, le aspirazioni e i talenti ancora da scoprire.
Agli studenti Zingales rivolge l’invito ad affrontare il nuovo anno «con curiosità e coraggio», senza avere paura di fare domande e neppure di sbagliare. Perché anche l’errore fa parte di quel percorso di conoscenza e maturazione che la scuola deve saper accompagnare. Un passaggio importante è dedicato anche alle famiglie, chiamate a rafforzare il patto educativo con l’istituzione scolastica. Una collaborazione che il Provveditore considera essenziale per costruire un percorso di crescita coerente intorno ai ragazzi.
Poi il ringraziamento a chi la scuola la fa funzionare quotidianamente: dirigenti e docenti, definiti «architetti di coscienze», ma anche Dsga e personale ATA, considerati un pilastro indispensabile dell’organizzazione scolastica. Il messaggio per il nuovo anno si chiude con un obiettivo che va oltre numeri, procedure e organici: fare in modo che nessun ragazzo resti indietro e che ogni talento trovi lo spazio per essere riconosciuto e valorizzato. È forse questa la sfida più grande indicata da Zingales. Dopo il lavoro amministrativo necessario per portare i docenti nelle classi, comincia quello educativo: trasformare quelle classi in luoghi nei quali costruire opportunità, conoscenza e futuro.
Edited by, mercoledì 2 settembre 2026, ore 11,21.