Spadafora: Voto di scambio, chiuse le indagini. Sono 16 gli indagati, l’ex sindaco Pistone sempre ai domiciliari

A neanche quattro mesi dall’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare, la Procura di Messina ha chiuso l’inchiesta sul caso del Comune di Spadafora che vede ancora agli arresti domiciliari con l’accusa di voto di scambio il sindaco, dapprima sospeso e poi dimessosi, LETTERIO PISTONE (foto in alto) e lo stesso comune adesso sotto esame della Commissione di indagine prefettizia con la spada di damocle della possibile ingerenza di infiltrazioni mafiose. Sono 16 gli indagati per i quali i pm della Dda di Messina, PIERO VINCI e FRANCESCO MASSARA, chiederanno il rinvio a giudizio con ogni probabilità. Il servizio…

GIUSEPPE LAZZARO

A neanche quattro mesi dall’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare, la Procura di Messina ha chiuso l’inchiesta sul caso del Comune di Spadafora che vede ancora agli arresti domiciliari il sindaco, dapprima sospeso e poi dimessosi, Letterio Pistone e lo stesso comune adesso sotto esame della Commissione di indagine prefettizia con la spada di damocle della possibile ingerenza di infiltrazioni mafiose.

I pm della Dda, i sostituti procuratori Piero Vinci e Francesco Massara, hanno chiuso le indagini inviando il relativo avviso a 16 indagati che adesso hanno tre settimane di tempo per presentare, attraverso i loro legali, eventuali atti o memorie difensive. Dopodichè si passerà alla probabile richiesta di rinvio a giudizio davanti al Gip del Tribunale di Messina.

Il principale indagato resta l’ex sindaco Letterio Pistone, detto “Lillo”, accusato di voto di scambio alle elezioni amministrative vinte nel 2024 ma con l’annullamento, poi ottenuto, dal Tribunale del Riesame di Messina per l’accusa di corruzione.

Gli altri indagati sono: Angelo Bonaffini (anche nei suoi confronti il TdR ha accolto parzialmente il ricorso); il fratello Sarino Bonaffini, rimesso in libertà a luglio dal Gip del Tribunale di Messina Salvatore Pugliese. Quindi il vice segretario del comune Salvatore Fagnani, per una ipotesi di falso in concorso con Pistone in relazione ad una delibera di spesa (avrebbe attestato falsamente la presenza dell’ex sindaco mentre in realtà questi era assente).

E ancora indagati sono: Luigi Giacobbo, Antonino Salvatore Campagna, Giuseppe Pappalardo, Giuseppa Squadrito, Antonino Lo Presti, Santi Massimo Natoli, Giuseppa Prinzivalli, Salvatore Bonaffini, Antonino Bonaffini, Flavia Saccà, Giovanna Crisafulli, Tindara Amato, Giuseppe De Gregorio e Pasqualina Giannone.

LA VICENDA

I carabinieri della Compagnia di Milazzo lo scorso 23 giugno hanno eseguito una misura cautelare personale nei confronti di tre persone, per scambio elettorale politico-mafioso e corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso. Il provvedimento prevedeva gli arresti domiciliari del sindaco di Spadafora Letterio Pistone, nonché di due fratelli, rispettivamente di 75 e 71 anni, ritenuti contigui al clan mafioso dei “Barcellonesi”. Si tratta di Angelo e Benedetto Bonaffini.

Le indagini sono coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina guidata dal Procuratore capo Antonio D’Amato.

L’indagine, avviata su denuncia, con riferimento alle elezioni comunali di Spadafora tenutesi l’8 e il 9 giugno 2024, ha consentito di raccogliere elementi utili da ipotizzare il condizionamento mafioso del voto, per effetto dell’appoggio elettorale, al sindaco eletto, da parte dei due fratelli, i quali avrebbero procacciato voti in suo favore, anche all’esterno del loro nucleo familiare, facendo leva sulla loro posizione nella criminalità organizzata.

Secondo gli investigatori il sindaco, a seguito della sua elezione con una lista civica, avrebbe compiuto – in cambio del sostegno elettorale ricevuto – vari atti amministrativi, volti a soddisfare numerose e pressanti pretese avanzate dai fratelli, consentendo loro di ottenere diverse agevolazioni e vantaggi economici (assegnazione di parcheggi pubblici quale pertinenza di abitazioni di proprietà; sgravi e agevolazioni fiscali non spettanti relativi al pagamento dell’Imu; procedure agevolate per acquisire documenti necessari a risolvere pendenze legali inerenti a immobili sequestrati; cambio di destinazione d’uso di immobili ed altro).

Lillo Pistone, che aveva perso la corsa alla sindacatura alle elezioni amministrative del 2019, cinque anni dopo è stato eletto sindaco riportando 1293 voti contro gli 870 della sindaca allora uscente, Tania Venuto e gli 833 di Giuseppe Nomefermo.

Edited by, giovedì 15 ottobre 2026, ore 10,40. 

 

 

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