
Avevamo già pubblicato, lo scorso 22 ottobre, il servizio sulla maxi-operazione della Procura europea (EPPO) di Palermo e dei carabinieri della Tutela Agroalimentare, contro una presunta truffa sui sussidi agricoli dell’Unione Europea in Sicilia. Eseguite 10 misure cautelari a Mistretta, Capizzi, Nicosia e Piazza Armerina, disposte dal Gip del Tribunale di Enna: si tratta di un arresto in carcere, 5 arresti domiciliari e 4 misure interdittive. Il servizio adesso è ampliato e con la pubblicazione dei nomi degli indagati…
GIUSEPPE LAZZARO
Una maxi-operazione della Procura europea (EPPO) di Palermo e dei carabinieri della Tutela Agroalimentare contro una presunta truffa sui sussidi agricoli dell’Unione Europea in Sicilia è scattata lo scorso 22 ottobre. I militari dell’Arma, sotto il coordinamento del Generale di Brigata Salvatore Altavilla, comandante del Comando Carabinieri per la Tutela Agroalimentare, hanno eseguito 10 misure cautelari a Mistretta, Capizzi, Nicosia e Piazza Armerina, disposte dal Gip del Tribunale di Enna: si tratta di un arresto in carcere, 5 arresti domiciliari e 4 misure interdittive.
I NOMI DEGLI INDAGATI
Pippo Steccato Vattumè, di Capizzi
Giuseppe Steccato Vattumè, di Capizzi
Mario Giuseppe Parasuco Forturella, originario di Capizzi e residente a Piazza Armerina
Domenico Parasuco Forturella, di Capizzi
Giacomina Scaminaci Giulio, di Capizzi
Nino Parasuco Forturella, di Capizzi
Gianluca Billone, di Nicosia
Santa Farinella, di Nicosia
Vincenzo Gurgone, di Nicosia
Angela Carla Giarratano di Caltanissetta
Antonino Iraci Fuintino, di Capizzi
il notaio di Palermo Antonino Pecoraro (a suo carico non è stata richiesta alcuna misura, la vicenda che lo riguarda è circoscritta al rogito di due atti di donazione senza i dovuti controlli, secondo l’ipotesi d’accusa «trasferendo di fatto la titolarità giuridica dei terreni illecitamente usucapiti, in assenza dei presupposti previsti dalla normativa vigente e all’insaputa dei reali proprietari»)
Alfredo Napoli, di Acquedolci.
L’indagine, condotta tra il 2024 e il 2025, avrebbe svelato la presunta esistenza di due gruppi criminali che avrebbero presentato pratiche d’aiuto ingannevoli per conto di decine di agricoltori locali. La rete si sarebbe servita di un Centro di Assistenza Agricola (CAA) abusivo e avrebbe usato terreni dell’ISMEA ubicati tra le provincie di Enna e Messina, per ottenere i contributi comunitari, senza però pagarne i canoni dovuti. Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di associazione per delinquere, truffa aggravata per l’ottenimento di fondi pubblici ed esercizio abusivo di funzioni pubbliche. Contestualmente agli arresti, il Gip ha disposto il sequestro di beni per un valore totale di 900.000 euro, pari al valore dei contributi UE indebitamente percepiti.
Edited by, lunedì 26 ottobre 2026, ore 11,43.