Acquedolci: Chiesta la riapertura delle indagini sulla morte dell’impiegato comunale Federico Latteri

Una perizia redatta nell’ambito di un processo civile e una nuova istanza per la riapertura delle indagini, presentata alla Procura di Patti. Sono questi gli ultimi passaggi sul caso della morte di FEDERICO LATTERI (foto in alto), l’impiegato comunale di Acquedolci, morto domenica 24 luglio 2022 a Sant’Agata Militello, dopo aver impattato con un’auto, condotta da ROSA SCILIBERTO, di Torrenova, mentre era in sella alla sua bicicletta sulla Strada Provinciale 162, nel tratto di lungomare di contrada Giancola. Il servizio…

GIUSEPPE LAZZARO

Una perizia redatta nell’ambito di un processo civile e una nuova istanza per la riapertura delle indagini, presentata alla Procura di Patti. Sono questi gli ultimi passaggi sul caso della morte di Federico Latteri, l’impiegato comunale di Acquedolci, morto domenica 24 luglio 2022 a Sant’Agata Militello, dopo aver impattato con un’auto mentre era in sella alla sua bicicletta sulla Strada Provinciale 162, nel tratto di lungomare di contrada Giancola.

La Procura di Patti, sulla base degli accertamenti medico-legali effettuati durante l’indagine, aveva concluso che Latteri avesse avuto un infarto prima dell’impatto, perdendo il controllo della bicicletta. Il procedimento nei confronti della conducente della vettura, Rosa Sciliberto, di Torrenova, era stato, dunque, archiviato nel 2023.

La famiglia, non convinta di questa tesi, si era rivolta al prof. Emiliano Maresi, anatomopatologo, incaricato di esaminare i vetrini istologici relativi all’autopsia. La sua valutazione aveva escluso la presenza di segni compatibili con un infarto miocardico acuto e, sulla base della nuova consulenza di parte, i legali della famiglia Latteri, gli avvocati Claudio Congedo e Giuseppe Emanuele Greco, entrambi del foro di Palermo, avevano chiesto la riapertura delle indagini. La Procura, però, aveva ritenuto che le risultanze della consulenza non costituissero “nuovi elementi” ma una diversa valutazione medico-legale degli stessi reperti già esaminati nell’inchiesta, rigettando l’istanza. La battaglia legale della famiglia Latteri era, però, proseguita, sul fronte civile, con la citazione della compagnia assicurativa e della conducente davanti al Tribunale di Ivrea per il risarcimento del danno. Nel corso di quel procedimento, la giudice Federica Lorenzatti, per vagliare l’eventuale nesso di causalità tra la morte di Latteri e il sinistro, ha disposto una consulenza tecnica d’ufficio, conferendo l’incarico al dott. Bruno Magliona, medico legale, ricercatore e professore aggregato presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Parma. La consulenza è stata acquisita e discussa nel procedimento civile, tuttora pendente.

“All’esito di questi accertamenti, l’infarto viene categoricamente escluso e le risultanze scientifiche e medico-legali attuali orientano con decisione la causa della morte verso un’embolia polmonare gassosa, direttamente derivante dai traumi riportati nell’impatto, dovuti allo schiacciamento multiorgano”, hanno spiegato i legali della famiglia Latteri, che hanno depositato gli atti e avanzato ora una nuova istanza di riapertura delle indagini alla Procura di Patti, confidando nella possibile condivisione di quanto argomentato nella richiesta.

“Non abbiamo mai creduto all’ipotesi del malore, nonostante il precedente infarto di Federico”, dichiara la moglie di Latteri, Angelina Miraglia. “Prima di morire mi aveva riferito di non essersi sentito male. Non ci sono né vincitori né vinti, noi combattiamo solo per la verità e perché il nostro Federico possa avere giustizia, dando voce a chi non può difendersi”, aggiunge la vedova di Latteri. Ora la parola torna alla Procura di Patti.

Edited by, mercoledì 30 settembre 2026, ore 8,50. 

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