
Si chiude con una formula liberatoria piena la complessa vicenda giudiziaria che nel 2021 aveva travolto la gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti nei Comuni di Terme Vigliatore, Castroreale e Rodì Milici. Il Gip del Tribunale di Messina TIZIANA LEANZA, accogliendo integralmente la richiesta della Procura, ha infatti disposto il decreto di archiviazione per tutti i 23 indagati (nel servizio tutti i nomi) – tra amministratori di importanti società del settore, tecnici e operatori – e per le tre aziende coinvolte che erano la MULTIECOPLAST, la CARUTER e la ONOFARO ANTONINO. Il servizio…
GIUSEPPE LAZZARO
Si chiude con una formula liberatoria piena la complessa vicenda giudiziaria che nel 2021 aveva travolto la gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti nei Comuni di Terme Vigliatore, Castroreale e Rodì Milici. Il Gip del Tribunale di Messina Tiziana Leanza, accogliendo integralmente la richiesta della Procura, ha infatti disposto il decreto di archiviazione per tutti i 23 indagati – tra amministratori di importanti società del settore, tecnici e operatori – e per le tre aziende coinvolte.
La parola fine arriva con la formula più radicale prevista dal CFodice di procedura penale: “il fatto non sussiste”. L’indagine, scattata a seguito degli accertamenti del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) dei carabinieri e coordinata originariamente dai magistrati inquirenti, aveva puntato i riflettori sull’Associazione Temporanea di Imprese (ATI) costituita dalle società Caruter srl, Multiecoplast srl e Onofaro Antonino srl, che gestiva l’appalto dei rifiuti nell’hinterland tirrenico.
Al centro dei sospetti c’erano presunte irregolarità nelle procedure di conferimento e pesatura dei rifiuti a Terme Vigliatore tra il luglio 2019 e il marzo 2021. Gli inquirenti avevano ipotizzato due fattispecie di reato: frode nelle pubbliche forniture e attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti.
Secondo l’iniziale teorema d’accusa, il mancato o alterato tracciamento dei rifiuti avrebbe consentito di abbattere i costi di smaltimento a discapito della pubblica amministrazione e dell’ambiente, portando nel corso dell’indagine anche a temporanei provvedimenti cautelari e sequestri (successivamente revocati dal Tribunale del Riesame di Messina).
A distanza di anni dal blitz e dopo approfonditi accertamenti tecnici e documentali, lo scenario ipotizzato dall’accusa è caduto integralmente. Nel decreto appena emesso il Gip Tiziana Leanza ha definito le motivazioni della Procura “pienamente condivisibili”, sancendo l’insussistenza degli elementi oggettivi dei reati ipotizzati. Non vi fu alcuna frode, né tantomeno un traffico illecito di rifiuti: la gestione dell’appalto e il trattamento dei materiali sono risultati conformi alle norme.
Il provvedimento cancella ogni ombra sulle figure chiave delle aziende coinvolte e sul personale tecnico. Ecco l’elenco completo dei soggetti per cui è stata disposta l’archiviazione:
I vertici aziendali e le società:
• Caruso Giuseppina (legale rappresentante della Caruter Srl)
• Fiasconaro Luca (legale rappresentante della Multiecoplast Srl)
• Onofaro Claudio (legale rappresentante della Onofaro Antonino Srl)
Gli altri indagati (dipendenti, tecnici e operatori):
• Aliquò Salvatore
• Maniaci Antonino
• Alioto Alex Carmelo
• Arcodia Pignarello Giuseppe
• Baeli Salvatore
• Bonvegna Fabio
• Fazio Gaetano
• Galati Sansone Giuseppe
• Guidara Michele
• Impalà Franco
• Italiano Antonino
• Maniaci Vincenzo
• Papale Antonio
• Prizzi Vito Giovanni
• Ravidà Luigi
• Recupero Mario
• Ricciardo Antonino
• Ricciardo Antonio
• Ridolfo Antonio
• Spinella Raffaele
• Boria Claudio
Edited by, mercoledì 1 luglio 2026, ore 9,46.