Capo d’Orlando: Elezioni, panoramica (4). Indiscrezioni su Marici, Librizzi e Scafidi. La sinistra fuori da tutto

Il nostro primo viaggio con una panoramica sulle elezioni amministrative del prossimo anno a Capo d’Orlando ha acceso il dibattito in rete, sempre ricordando che si tratta solo di indiscrezioni o anche di sussurri e bisbigli e senza certezze e conferme. Da qui gli ultimi nomi: il giornalista GIUSEPPE MARICI, il possibile ritorno dell’avvocato SALVATORE LIBRIZZI, il consigliere FELICE SCAFIDI (foto in alto in ordine da sinistra). La certezza è invece quella che la sinistra con pochissimi sostenitori è fuori da tutto. Il servizio…

GIUSEPPE LAZZARO

Se nei precedenti tre servizi, di questo primo viaggio esplorativo, abbiamo indicato alcuni, possibili, candidati a sindaco, ma sempre nel campo delle indiscrezioni, risulta complicato andare a cercare nomi diversi per il settore “vari e altri”, non attinenti cioè a chi guida in questo momento giunta e maggioranza a Palazzo Europa e di chi occupa gli scranni della minoranza.

Un primo nome è quello di Giuseppe Marici, giornalista, già portavoce del fallimentare ministro “Gigino” Di Maio (oggi finito nel dimenticatoio nazionale), del Movimento 5 Stelle. Marici, dopo la fine politica di Di Maio, è tornato a Capo d’Orlando ed ha manifestato la volontà di candidarsi a sindaco, a dire il vero un po’ sbiadita ultimamente.

Nello scorso inverno ha fondato l’associazione “Orgoglio orlandino”, davanti al pienone al Teatro allo Scalo ma, in quella sede, nulla venne riferito sulla possibilità di candidarsi a sindaco e di formare una lista in appoggio. A decidere tutto sarà, comunque, il parlamentare all’Ars Cateno De Luca, sindaco di Taormina, che sarà candidato alla presidenza alle elezioni regionali del 2027 con il suo Sud chiama Nord. Non per nulla De Luca, da solo, ha deciso che la moglie di Marici, la ex sottosegretaria dei 5 Stelle, Laura Castelli, originaria di Torino, domiciliata a Capo d’Orlando, fosse nominata presidente di Sud chiama Nord, candidata sindaca a Milazzo alle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio scorsi e, dopo la sconfitta rimediata nella città del Capo, nominata, senza essere candidata o designata, vice sindaca di Messina. Una decisione sulla quale il sindaco metropolitano Federico Basile, inchinandosi davanti a De Luca, ha dovuto solo dire il consueto:”Obbedisco, Cateno”. A Capo d’Orlando riteniamo che ci siano persone e competenze, anche non in carica al comune, per candidarsi a sindaco, e che non c’è bisogno di De Luca o, eventualmente, di Lavardera e di Controcorrente per i suggerimenti. Quindi Giuseppe Marici attende e riflette.

Nelle ultime settimane sussurri e bisbigli, neanche indiscrezioni, fanno circolare nuovamente il nome, dopo dieci anni, dell’avvocato Salvatore Librizzi, un passato da consigliere comunale nella DC (dal 1985 al 1993) e assessore provinciale (1998-2003) con presidente Salvatore Leonardi. Nel 2011 andò vicino alla clamorosa impresa venendo sconfitto a testa alta dal riconfermato sindaco Enzo Sindoni al ballottaggio. Dopo cinque anni di opposizione attraverso il movimento Paese Parallelo che lo supportava, c’erano tutte le carte in regola, alle elezioni del 2016, per candidarsi e vincere. Ma nella corsa a due, come si ricorderà, la sconfitta di Librizzi, davanti al sindaco Franco Ingrillì, fu una autentica batosta (1.344 voti di scarto) proprio perché il candidato sindaco Librizzi non era uno così, ma uno di spessore, leadership e personalità.

Librizzi disse basta con la politica dedicandosi alla sua brillante attività di avvocato amministrativista (è tra i migliori in Sicilia) e, con esso, finì Paese Parallelo. Ma adesso qualcosa si sussurra e si bisbiglia anche se non si sa in quale direzione.

Una domanda sorge spontanea: la cittadina di Capo d’Orlando, con Salvatore Librizzi sindaco, come sarebbe stata? Migliore o peggiore? E può essere un interrogativo che potrebbe pesare nella lunga corsa a Palazzo Europa perché l’ex consigliere democristiano, se mai dovesse ridiscendere in campo, lo farebbe da candidato sindaco e per vincere: senza se e senza ma.

Un altro nome che si bisbiglia è quello di Felice Scafidi, consigliere della Lega, indipendente e fuoriuscito dal gruppo di minoranza “CambiAmo Capo”. Abbiamo già scritto che Scafidi cerca un posto in qualche lista e spera, soprattutto, nella difficile candidatura a sindaco dell’altro consigliere indipendente Fabio Colombo.

Ma Scafidi ha un grande amico nella Lega: l’attuale sindaco di Furci Siculo, tra l’altro da pochi mesi sposato con la ex consigliera comunale di Naso Maria Luisa Triscari. I possibili consigli del suo mentore Francilia, potrebbero indurre Felice Scafidi a formare una lista e a candidarsi a sindaco.

Infine, la sinistra o il centro-sinistra. Qua non ci sono nomi, neanche per ipotesi, indiscrezioni o bisbigli. Infatti, a parte l’intrepido ex assessore Nino Cappa e una decina di ex comunisti, a parte il 25 aprile, e neanche tanto da quando la sinistra ha messo Israele quale suo avversario e per delle iniziative pro-ospedale di Sant’Agata Militello e la giusta difesa dei diritti della sanità sul territorio, non sono andati. E la Cgil, che dovrebbe tutelare i lavoratori e sindacato vicino alla sinistra, nella propria sede di fronte al Comune, invece della bandiera che fu sventolata ai tempi da Placido Rizzotto come simbolo della lotta per la difesa dei diritti dei lavoratori, ha messo quella della Palestina: la sinistra sarà fuori da tutto alle prossime elezioni di Capo d’Orlando.

Edited by, venerdì 9 ottobre 2026, ore 10,30. 

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