Capo d’Orlando: Torrente Forno, l’assessore Galipò porta il caso fino al parlamento

Dal territorio agli uffici regionali, fino al parlamento nazionale attraverso un atto ispettivo presentato dal deputato di Italia Viva DAVIDE FARAONE. La vicenda del Torrente Forno diventa un caso istituzionale dopo l’iniziativa dell’assessore CARMELO GALIPO’ (foto in alto) che, nelle ultime settimane, ha riportato al centro dell’attenzione una delle criticità idrauliche più importanti di Capo d’Orlando. Il servizio…

Dal territorio agli uffici regionali, fino al parlamento nazionale. La vicenda del Torrente Forno diventa un caso istituzionale dopo l’iniziativa dell’assessore Carmelo Galipò che, nelle ultime settimane, ha riportato al centro dell’attenzione una delle criticità idrauliche più importanti di Capo d’Orlando.

Una questione che parte da lontano ma sulla quale Galipò ha deciso di riaccendere i riflettori partendo da un dato concreto: per la ricostruzione e l’adeguamento del canale coperto del Torrente Forno erano stati individuati circa 4 milioni di euro e, nonostante un progetto arrivato a un avanzato livello di definizione, l’intervento non è stato ancora realizzato. L’assessore ha promosso nelle scorse settimane una serie di sopralluoghi con l’Autorità di Bacino, con l’obiettivo di verificare direttamente le condizioni dei torrenti che attraversano il territorio comunale, individuare gli interventi eseguibili dal Comune e quelli per i quali occorre invece il sostegno finanziario degli enti sovracomunali

La questione del Torrente Forno però necessita di una diversa attenzione. Il corso d’acqua attraversa una zona fortemente urbanizzata e il tratto canalizzato e tombato interessa un’area nella quale insistono abitazioni, attività economiche, scuole e strutture socio-assistenziali. La documentazione progettuale evidenzia da tempo problemi legati alla capacità del canale esistente, alla manutenzione e all’accumulo di materiale. Non si tratta, dunque, soltanto della pulizia periodica di un torrente ma di un problema che richiede un intervento strutturale di messa in sicurezza.

Da qui Galipò ha avviato una vera e propria ricostruzione amministrativa della vicenda, recuperando atti, corrispondenza e documentazione progettuale. Il passaggio centrale risale al 2022. La Regione Siciliana aveva inserito l’intervento nell’ambito della programmazione per la mitigazione del rischio idrogeologico e, il 2 agosto di quell’anno, la Presidenza della Regione annunciava pubblicamente il finanziamento di 4 milioni di euro per il Torrente Forno. Ma la ricerca documentale condotta nelle ultime settimane ha fatto emergere un elemento ancora più significativo: la vicenda non si era fermata all’annuncio.

Nel 2024 il progetto è stato ulteriormente aggiornato, sono stati effettuati approfondimenti e indagini specialistiche ed è stata predisposta la documentazione necessaria alla realizzazione dell’opera. Gli atti amministrativi dello stesso periodo continuavano a richiamare le risorse finanziarie destinate all’intervento.

Ed è a questo punto che nasce la domanda posta da Galipò alle istituzioni: che fine hanno fatto quelle somme e cosa manca oggi per realizzare l’opera? L’assessore della giunta-Ingrillì ha quindi formalizzato la questione attraverso una nota indirizzata alla Regione Siciliana, al Commissario di Governo per il dissesto idrogeologico, all’Autorità di Bacino, alla Protezione Civile e al ministro Nello Musumeci, chiedendo non soltanto di ricostruire la destinazione delle somme originariamente previste ma, soprattutto, di reperire immediatamente le risorse qualora quelle iniziali non fossero più disponibili. Una richiesta che Galipò ha voluto portare anche a Roma.

La documentazione è stata infatti trasmessa all’on. Davide Faraone, deputato nazionale palermitano di Italia Viva, che ha raccolto la sollecitazione e trasformato la vicenda del Torrente Forno in un atto di sindacato ispettivo parlamentare. L’interrogazione di Faraone è stata ufficialmente pubblicata negli atti della Camera dei deputati il 18 settembre 2026, con il numero 4-08948. Il caso del Torrente Forno arriva così all’attenzione del governo nazionale. Per Galipò, tuttavia, l’obiettivo dichiarato non è individuare responsabilità politiche ma ottenere…

                G.L.

Edited by, martedì 22 settembre 2026, ore 10,05. 

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