Capo d’Orlando: Trasferimento delle cubature edilizie, Legambiente ricorre al Tar Sicilia contro il Comune

Legambiente Nebrodi ha presentato un ricorso al Tar Sicilia di Catania in merito al trasferimento delle volumetrie edilizie e contro il nuovo regolamento approvato quest’anno dal Consiglio comunale di Capo d’Orlando. La vicenda è lunga dieci anni. Lanciata anche una campagna di sostentamento (in alto la locandina). Il servizio…

Legambiente Nebrodi, nelle persone del già dirigente regionale dell’associazione Salvatore Granata e del presidente Enzo Bontempo, ha presentato un ricorso al Tar Sicilia di Catania in merito al trasferimento delle volumetrie edilizie e contro il nuovo regolamento approvato dal Consiglio comunale di Capo d’Orlando.

La vicenda parte nel 2016 quando la Regione Siciliana chiarì che la cessione dei diritti edificatori può avvenire tra zone omogenee individuate dall’ex Piano Regolatore Generale, nel rispetto della densità edilizia. Nel 2019 il Comune approvò un primo regolamento.

Legambiente presentò alcune osservazioni, contestando le decisioni del Consiglio del tempo, inviate anche alla Regione ma Palazzo Europa restò in silenzio. Nel 2021 arrivò una nuova integrazione normativa in materia da Palermo: per trasferire le volumetrie devono essere rispettati anche i requisiti di identità o assimilabilità delle zone, della densità edilizia, destinazione e vicinanza tra i fondi. Ora l’associazione ambientalista contesta il nuovo regolamento approvato nel 2026 e individua tre principali criticità.

La prima: la possibilità, secondo Legambiente, di trasferire volumetrie tra zone non omogenee e non vicine, modificando così gli indici di densità edilizia e la capacità edificatoria prevista dall’ex Prg senza passare per una variante urbanistica. Il regolamento prevede la divisione del territorio in cosiddetti “comparti” che non terrebbero conto della zonizzazione prevista dall’ex Prg mentre il terzo punto riguarda gli effetti economici, urbanistici ed ambientali.

Legambiente parla di un regolamento che favorirebbe un aumento della rendita fondiaria marginale: i terreni aumenterebbero il loro valore grazie alla possibilità di trasferirvi volumetria, senza farsi carico della realizzazione delle opere di urbanizzazione necessarie a sostenere l’aumento della volumetria stessa o, quanto meno, sovraccaricando quelle esistenti. Un beneficio privato che, secondo l’associazione, potrebbe tradursi in maggiori costi per la collettività. Più volumetria significa infatti, potenzialmente, più abitanti e più utenze, quindi maggiore pressione su strade, parcheggi, scuole, servizi e sottoservizi.

Nel mirino anche la fascia costiera, dove l’aumento del carico urbanistico potrebbe aggravare la pressione su un litorale già interessato dall’erosione. L’associazione, assistita dagli avvocati Gianfranco Passalacqua del foro di Roma, Basilio Ricciardi e Giuseppe Mormino, ambedue del foro di Patti, ha chiesto anche la sospensione della delibera in attesa della decisione del Tar e ha lanciato una raccolta fondi per sostenere le spese legali, che avrebbe soprattutto lo scopo di attivare il dibattito e l’impegno pubblico su una questione così determinante per il futuro di Capo d’Orlando.

              G.L.

Edited by, lunedì 21 settembre 2026, ore 14,16. 

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