Castel di Lucio: Dai domiciliari all’obbligo di dimora il tunisino raggiunto da un mandato di cattura internazionale

La Prima sezione della Corte d’Appello di Messina ha disposto la sostituzione della misura cautelare degli arresti domiciliari con la misura meno afflittiva dell’obbligo di dimora nei confronti del cittadino tunisino WALID BEN HALIMA, nei giorni scorsi raggiunto da un mandato di cattura internazionale emesso dalle autorità del suo Paese per reati legati al traffico di sostanze stupefacenti ed eseguito dai carabinieri della Stazione di Castel di Lucio, dove il soggetto dimora e del Nucleo Operativo della Compagnia di Mistretta. Il tunisino è difeso dall’avvocato FABRIZIO RIBAUDO (foto in alto) che ha chiesto e ottenuto il provvedimento meno afflittivo. Il servizio…

Giuseppe Lazzaro

La Prima sezione della Corte d’Appello di Messina ha disposto la sostituzione della misura cautelare degli arresti domiciliari con la misura meno afflittiva dell’obbligo di dimora nei confronti del cittadino tunisino Walid Ben Halima, nei giorni scorsi raggiunto da un mandato di cattura internazionale emesso dalle autorità del suo Paese per reati legati al traffico di sostanze stupefacenti.

La decisione, accoglie l’istanza presentata dall’avvocato Fabrizio Ribaudo, del foro di Patti e difensore dell’accusato che, a seguito dell’interrogatorio aveva chiesto la sostituzione della misura cautelare in atto con una meno afflittiva.

Il provvedimento della Corte d’Appello trae fondamento da un’attenta valutazione della situazione personale e sociale dell’uomo. Come emerso dalle dichiarazioni rese in sede di interrogatorio, il soggetto ha dimostrato un significativo e attuale radicamento nel territorio del comune di Castel di Lucio.

L’uomo, giunto in Italia nel luglio 2020 come “richiedente protezione internazionale” e utilizzando documenti di identità falsi, era riuscito a ottenere il permesso di soggiorno e la residenza a Castel di Lucio, eludendo nel tempo le verifiche che avrebbero potuto disvelare il provvedimento di cui era destinatario. Difatti l’arresto è scaturito da accertamenti svolti dai carabinieri della Stazione di Castel di Lucio e dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Mistretta, i quali – anche grazie al supporto del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Roma – sono riusciti a risalire alla reale identità del soggetto, scoprendo il mandato di cattura internazionale emesso nei suoi confronti. In particolare, le verifiche che hanno portato alla luce la reale identità del tunisino, sono state condotte in sinergia anche con Europol (Agenzia dell’Unione Europea per la cooperazione nelle attività di contrasto), grazie alla quale è stato possibile effettuare una comparazione tecnica dei rilievi segnaletici e dattiloscopici eseguiti in Italia con quelli eseguiti a suo tempo in Tunisia, evidenziando così il provvedimento pendente.

Edited by, martedì 5 maggio 2026, ore 9,02. 

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