
Un’ordinanza cautelare nei confronti di otto persone è stata eseguita nelle province di Catania e Pavia da 80 finanzieri del capoluogo etneo nell’ambito di un’operazione antimafia coordinata dalla Procura distrettuale di Catania con venti indagati. Il provvedimento dispone misure cautelari personali e reali, ipotizza a vario titolo i reati di associazione mafiosa, estorsione, ricettazione, detenzione di armi, trasferimento fraudolento di valori e spaccio di sostanze stupefacenti tutti aggravati dal metodo mafioso. Nel mirino l’attività del clan Laudani tra Acireale, Aci Sant’Antonio e Aci Catena. A capo del sodalizio GIUSEPPE SCUTO, inteso “u vetraru”. L’operazione è stata denominata “LUMIA”. Il servizio sul link Sicilia News…
Un’ordinanza cautelare, nell’ambito dell’operazione “Lumia”, nei confronti di otto persone è stata eseguita nelle province di Catania e Pavia da 80 finanzieri del capoluogo etneo nell’ambito di un’operazione antimafia coordinata dalla Procura distrettuale di Catania con venti indagati. Il provvedimento emesso dal Gip del Tribunale del capoluogo etneo, che dispone misure cautelari personali e reali, ipotizza a vario titolo i reati di associazione mafiosa, estorsione, ricettazione, detenzione di armi, trasferimento fraudolento di valori e spaccio di sostanze stupefacenti tutti aggravati dal metodo mafioso. Nel mirino l’attività del clan Laudani tra Acireale, Aci Sant’Antonio e Aci Catena.
Dall’indagine è emerso il condizionamento del mercato degli agrumi, soprattutto limoni, e il relativo trasporto da parte del gruppo capeggiato da Orazio Salvatore Scuto, detto “u vetraru”. Tutto avveniva attraverso il controllo di alcune società, tra le quali la Friscus srl già sequestrata nel 2020. Scuto, sebbene detenuto, si sarebbe avvalso di un gruppo di uomini di fiducia per monopolizzare la filiera del mercato agrumicolo dei paesi pedemontani: tra questi Angelo Puglisi, Ivano Aleo, il nipote Salvatore Faro, Antonino Di Pino, Giuseppe Scuto, Orazio Sciuto e Alessandro Settimo Bonaccorso.
Dal carcere Scuto impartiva gli ordini utilizzando schede telefoniche fittiziamente intestate a extracomunitari (cosiddette “utenze citofono”) introdotte anche con un drone. I sodali lo chiamavano addirittura “papà”. Antonino Di Pino, nonostante la giovane età, è risultato uno dei membri principali, l’unico a veicolare all’esterno gli ordini di Scuto in quanto detentore dell’utenza “citofono”.
Un’altra figura di rilievo era Angelo Puglisi, alter ego di Scuto, al quale sarebbe stata affidata la gestione di fatto della Vetrans srl attraverso la quale il gruppo affermava la propria egemonia.
Ivano Aleo, detto “il pugile”, si sarebbe occupato delle estorsioni e della gestione di un punto scommesse di Acireale. Giuseppe Scuto ha ricoperto una funzione importante fungendo da reggente pro-tempore fino al deterioramento dei rapporti per il mancato pagamento di una partita di droga da lui acquistata da fornitori calabresi. Altro fedelissimo di Scuto è risultato Salvatore Faro, deputato a gestire la compravendita di auto. Altri affiliati erano Orazio Sciuto e Alessandro Settimo Bonaccorso.
Il mercato degli agrumi veniva condizionato imponendo agli imprenditori la stipula di contratti di “procacciamento d’affari” a favore del clan, a copertura di elargizioni economiche periodiche erogate attraverso le società delle vittime. Estorsioni e minacce venivano esercitate verso i più riottosi. Diversi imprenditori, dunque, per avere accesso o non essere esclusi dal mercato agrumicolo acese, dovevano sottomettersi alle regole imposte da Scuto che aveva creato una fitta rete di società. Di contro, sottolinea la Procura, dalle indagini della guardia di finanza di Catania, sarebbero emerso come “imprenditori e titolari di esercizi commerciali si sarebbero rivolti alla cosca per la tradizionale attività di recupero credito o per bloccare legittime pretese creditorie o, ancora, per essere protetti dai furti”.
GLI ARRESTATI
Ivano Aleo, alias “il pugile” o “pitbull nico”, nato a Catania il 09/05/1983;
Alessandro Settimo Bonaccorso, alias “u ponchiu”, nato a Catania il 24/10/1972;
Antonino Di Pino, alias “u picciriddu”, nato ad Acireale il 03/09/1997;
Salvatore Faro, alias “Mantellina” o “u sceccu” o “campagnolo”, nato a Catania il 22/04/1976;
Angelo Puglisi, alias “pitbull grande”, nato ad Aci Bonaccorsi il 20/09/1981;
Orazio Sciuto, alias “Mafalda”, nato ad Aci Catena il 22/02/1957;
Giuseppe Scuto, inteso “zio Pino”, nato a San Giovanni La Punta il 13/09/1963;
Orazio Salvatore Scuto, alias “u Vetraru” o “papà”, nato ad Aci Catena l’01/01/1959.
Sequestrate due società ad Aci Sant’Antonio del valore complessivo di un milione di euro: la Vetrans srl, operante nel settore merci su strada, e la ditta di Emanuela Nicolosi (centro Snai).
g.l.
Edited by, mercoledì 25 giugno 2025, ore 14,30.