Galati Mamertino: Avviato il percorso per il nuovo Piano Urbanistico Generale

Galati Mamertino guarda al futuro con il nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG), l’ex Piano Regolatore Generale. Venerdì scorso 26 settembre si è svolta l’iniziativa pubblica che ha segnato l’avvio dell’iter per la redazione e l’approvazione del piano. Servizio e foto…

Galati Mamertino guarda al futuro con il nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG), l’ex Piano Regolatore Generale. Venerdì scorso 26 settembre si è svolta l’iniziativa pubblica che ha segnato l’avvio dell’iter per la redazione e l’approvazione del piano.

«È stato un momento importante per il nostro Comune – dichiara il sindaco Vincenzo Amadore –. Il PUG, previsto dalla nuova normativa urbanistica regionale, guiderà lo sviluppo del territorio nei prossimi anni con l’obiettivo di coniugare tutela del paesaggio, rigenerazione urbana e partecipazione della comunità. Come Amministrazione riteniamo che il progetto di futuro debba appartenere a tutti i cittadini».

Il piano si fonda su tre principi cardine: la sostenibilità e la qualità degli interventi, il riuso e la rigenerazione urbana degli spazi esistenti e la concertazione e partecipazione della comunità alle scelte decisionali. «La sfida è ridurre al minimo il consumo di suolo, bene comune e risorsa non rinnovabile, privilegiando il recupero delle aree già urbanizzate e la valorizzazione del paesaggio agricolo e forestale» spiega l’architetto Carmelo Galati Tardanico, uno dei professionisti incaricati. Grande attenzione sarà rivolta alla rigenerazione urbana e al recupero degli spazi pubblici degradati, delle aree dimesse e dei nuclei rurali oggi abbandonati. «Restituire vitalità a ciò che esiste – sottolinea il pianificatore Cosimo Camarda – è il modo migliore per rilanciare l’attrattività del paese senza consumare nuovo territorio».

Un ruolo centrale sarà riservato al centro storico, cuore identitario della comunità. Il PUG prevede la tutela e la valorizzazione degli edifici storici e dei nuclei di interesse ambientale, favorendo interventi di restauro, riqualificazione e recupero compatibili con la tradizione locale. «Il centro storico non deve essere un museo a cielo aperto ma uno spazio vivo, capace di accogliere nuove funzioni e rafforzare il senso di appartenenza» aggiungono i progettisti.

Il percorso di redazione del Piano non sarà solo tecnico ma fortemente partecipativo: cittadini, associazioni e operatori locali saranno coinvolti attraverso incontri pubblici e momenti di confronto. «Un piano urbanistico ha senso solo se nasce da un progetto condiviso. Il nostro obiettivo è costruire il futuro di Galati insieme a chi lo abita ogni giorno» ribadiscono i professionisti.

Dal punto di vista strategico il PUG garantirà che ogni trasformazione urbana avvenga nel pieno rispetto della sicurezza, della salute e della qualità della vita, tutelando al tempo stesso l’identità storico-culturale del territorio. Le azioni di recupero e riqualificazione non saranno pensate solo per valorizzare il patrimonio esistente ma anche per ridurre le disuguaglianze territoriali e rafforzare la coesione sociale. Particolare rilievo sarà dato alla riduzione del consumo di suolo, consentita soltanto nei casi in cui non vi siano alternative concrete, e sempre in una logica di compattezza urbana. La progettazione di infrastrutture e servizi sarà infine calibrata sulle reali esigenze della comunità, così da migliorare la qualità della vita quotidiana e rafforzare la vocazione del centro nel più ampio contesto territoriale.

Durante l’incontro sono stati illustrati anche gli studi propedeutici affidati a un team di esperti: la dottoressa Deborah Naro per lo studio agricolo-forestale, i dottori Alfredo Natoli e Salvatore Cotone per lo studio geologico e l’ingegnere Elvira Cappotto per lo studio idraulico. Le relazioni hanno evidenziato sia la complessità sia il grande valore del territorio galatese, segnato da oltre quattrocento punti a rischio idrogeologico che interessano circa il 25% della superficie comunale.

Particolarmente apprezzati anche i contributi del mondo accademico. La professoressa Barbara Lino, dell’Università di Palermo, ha aperto il suo intervento con una citazione di Georges Simenon: «Un piccolo paese è un paese che è stato grande e se ne ricorda». Ha quindi sottolineato come i PUG debbano essere intesi «non soltanto come strumenti di regolazione dello spazio ma come cornici di senso e di responsabilità, capaci di definire i valori condivisi e il patto civile che lega cittadini, istituzioni e territorio».

Il prof. Daniele Rosivalle, anch’egli del Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo, ha invece posto l’accento sugli strumenti di partecipazione: «Il fuoco di ogni processo partecipativo è il coinvolgimento nella trasformazione dello spazio non solo in termini progettuali ma anche culturali. A Galati Mamertino, come in tutti i piccoli comuni, è fondamentale condividere con la comunità la cultura del progetto e l’idea di futuro».

Nelle prossime settimane seguiranno ulteriori iniziative di confronto e coinvolgimento della popolazione. «Sento il dovere di ringraziare quanti hanno preso parte alla giornata di lavori – ha concluso il sindaco Amadore – a cominciare dai rappresentanti degli Ordini professionali che hanno contribuito con interventi di grande qualità e che hanno riconosciuto il valore di un’iniziativa tra le prime del suo genere in provincia di Messina. Ringrazio anche i cittadini e i professionisti che hanno partecipato con attenzione e spirito costruttivo. L’unico rammarico resta l’assenza di quanti preferiscono le critiche sterili sui social alla collaborazione concreta: speriamo di vederli nei prossimi appuntamenti». Con questo approccio Galati Mamertino si candida a diventare un laboratorio di pianificazione sostenibile, capace di custodire la propria memoria storica e affrontare le sfide contemporanee in equilibrio tra tradizione e innovazione.

           g.l.

Edited by, mercoledì 1 ottobre 2025, ore 12,46. 

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