
Il Gup del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto SALVATORE PUGLIESE ha disposto il rinvio a giudizio per 16 dei 20 indagati dell’inchiesta sul disastro ambientale della discarica di Mazzarrà Sant’ Andrea, in contrada Zuppà, da anni dismessa (foto in alto). Il 9 luglio, davanti alla Corte d’Assise di Messina, inizierà il processo. Tre i prosciolti, tra di loro la ex europarlamentare SONIA ALFANO. Il servizio…
Il Gup del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto Salvatore Pugliese, a conclusione di una maxi-udienza preliminare durata circa otto ore, dove sono stati sentiti tutti i difensori, e dopo una lunga camera di consiglio, ha disposto il rinvio a giudizio per 16 dei 20 indagati dell’inchiesta sul disastro ambientale della discarica di Mazzarrà Sant’ Andrea, in contrada Zuppà, da anni dismessa.
Un procedimento che vedeva coinvolti 20 indagati – 19 persone e una società -, tra coloro che, amministratori pubblici e tecnici, si sono occupati in qualche modo della gestione della grande struttura di smaltimento, oggi definitivamente chiusa ma fonte di troppe problematiche complesse e, soprattutto, di grave inquinamento ambientale. Il giudice, quindi, ha accolto quasi per intero le richieste della Procura, formulate il 14 dicembre 2024 dalla sostituta procuratrice della Dda di Messina Francesca Bonanzinga.
LA DECISIONE
Sono stati prosciolti i tre liquidatori, l’ex europarlamentare, già presidente della Commissione speciale antimafia del Parlamento europeo Sonia Alfano, Pierluigi Biffo e Francesco Cucinotta e la società TirrenoAmbiente (l’illecito amministrativo contestato è prescritto) in persona del curatore fallimentare Angelo Vitarelli.
Rinviati a giudizio, davanti alla Corte d’Assise a Messina il prossimo 9 luglio:
Giuseppe Antonioli, Maurizio Bonasera, Roberto Campagna, Francesco Cannone, Salvatore Cocina (attuale capo della Protezione civile regionale), Maurizio Costa, Antonio Crisafulli, Antonia De Domenico, Calogero Foti, Sebastiano Giambò, Dario Grussu, Francesco Lo Cascio, Carmelo Navarra, Carmelo Pietrafitta, Alfio Raineri e Roberto Ravidà.
Per le parti civili il Gup aveva già ammesso, nella scorsa udienza, quasi tutte, tra enti pubblici, associazioni e privati cittadini, ad eccezione dell’associazione Zero-Waste, per la quale ha ritenuto che non fosse provata la legittimazione a fare parte del processo. E tra enti pubblici, associazioni e singoli cittadini, saranno parte civile i ministeri dell’Ambiente e della Salute, i Comuni di Mazzarrà Sant’Andrea e Furnari, il Wwf, Legambiente, il Codacons, e parecchi cittadini che abitano nelle vicinanze della discarica.
L’INCHIESTA
L’inchiesta, a suo tempo coordinata dalla sostituta procuratrice della Dda di Messina Rosanna Casabona, che oggi è Procuratore capo a Caltagirone, vedeva complessivamente 20 indagati: 19 tra i vertici della società TirrenoAmbiente che l’ebbe in gestione ed oggi è fallita, amministratori pubblici regionali e locali, liquidatori della società e infine tecnici, e poi la stessa società come persona giuridica. Vengono contestati i reati di gestione illecita di rifiuti, avvelenamento di acque, inquinamento ambientale e disastro ambientale.
g.l.
Edited by, giovedì 1 maggio 2025, ore 10,14.