
Arresto convalidato e obbligo di dimora per STEFANO MURATORE, 76 anni, originario di Pettineo, residente a Tusa, arrestato dai carabinieri della Compagnia di Mistretta con l’accusa di usura e denunciato per estorsione. Lo ha deciso il Gip del Tribunale di Patti ANDREA LA SPADA in accoglimento delle istanze avanzate dal difensore dell’indagato, avvocato LUCIO DI SALVO. L’accusa è ridimensionata rispetto alle iniziali contestazioni. Il servizio…
GIUSEPPE LAZZARO
Arresto convalidato e obbligo di dimora per Stefano Muratore, 76 anni, originario di Pettineo, residente a Tusa, arrestato dai carabinieri con l’accusa di usura e denunciato per estorsione. Lo ha deciso il Gip del Tribunale di Patti Andrea La Spada in accoglimento delle istanze avanzate dal difensore dell’indagato, avvocato Lucio Di Salvo ed è stato progressivamente ridimensionato il regime restrittivo eseguito dai militari dell’Arma della Compagnia di Mistretta nell’ambito di un’indagine per una presunta vicenda di usura ai danni di un commercialista mistrettese, oggi non più in attività, noto nell’hinterland perchè coinvolto in precedenti vicende giudiziarie.
La contestazione riguarderebbe, in termini generali, un rapporto economico che, secondo l’ipotesi formulata dagli inquirenti, avrebbe avuto origine da un prestito di circa 30mila euro concesso nel 2016. Da quella somma sarebbero derivate, nel corso degli anni, richieste di pagamento ritenute usurarie e con tassi di interesse arrivati sino al 257%. L’accusa dovrà naturalmente trovare conferma nelle successive fasi del procedimento.
Il primo significativo passaggio è intervenuto nell’immediatezza dell’arresto. Il difensore di fiducia, avvocato Lucio Di Salvo, ha presentato un’istanza urgente per ottenere la modifica delle modalità della custodia precautelare che ha prodotto un effetto pressoché immediato: Stefano Muratore, dopo appena tre ore dall’ingresso nella Casa circondariale “Madia” di Barcellona Pozzo di Gotto, ha lasciato il carcere ed è stato trasferito presso la propria abitazione in attesa dell’udienza di convalida.
Il confronto decisivo si è quindi svolto davanti al Gip del Tribunale di Patti Andrea La Spada. Il pubblico ministero aveva chiesto la convalida dell’arresto e l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari. Nel corso dell’udienza, l’avvocato Di Salvo ha sostenuto l’insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e delle esigenze cautelari, chiedendo che non venisse applicata la misura sollecitata dalla Procura. La difesa ha inoltre insistito sulla necessità di adottare, in ogni caso, una soluzione rispettosa dei principi di proporzionalità, adeguatezza e minore afflittività.
Il Gip ha convalidato l’arresto ma non ha accolto la richiesta del pubblico ministero di sottoporre l’uomo agli arresti domiciliari. Al 76enne è stato applicato il solo obbligo di dimora nel Comune di Tusa. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e il Muratore resta indagato.
Edited by, venerdì 17 luglio 2026, ore 17,16.