
Il Gup del Tribunale di Patti UGO DOMENICO MOLINA, con il rito abbreviato, ha condannato a 7 anni e 4 mesi di reclusione CALOGERO PARAFIORITI, 63 anni, originario di Galati Mamertino, residente a Sant’Agata Militello ex direttore e unico impiegato dell’Ufficio postale di Motta d’Affermo. L’accusa è quella di avere provocato un ammanco dalle casse, per un periodo di sette anni, di quasi 600.000 euro. Le vittime, tutti correntisti truffati, sono 58 e costituite parte civile (nel servizio tutti i nomi). Il servizio…
GIUSEPPE LAZZARO
Si sarebbe appropriato per anni dei risparmi di una vita, tradendo la fiducia di un’intera comunità che vedeva in lui l’unico volto delle Poste Italiane nel piccolo centro nebroideo. Si chiude con una pesante condanna il processo di primo grado nei confronti di Calogero Parafioriti, 63 anni, originario di Galati Mamertino, residente a Sant’Agata Militello, ex direttore dell’Ufficio postale di Motta d’Affermo. Il Gup del Tribunale di Patti Ugo Domenico Molina lo ha condannato a 7 anni e 4 mesi di reclusione al termine del processo celebrato con il rito abbreviato. L’accusa è pesantissima: aver sottratto quasi 600.000 euro dai conti e dai libretti di risparmio dei suoi clienti, quasi una sessantina. L’imputato è stato difeso dall’avvocato Massimiliano Fabio.
Le indagini, coordinate dalla sostituta procuratrice di Patti Antonietta Ardizzone, hanno ricostruito un sistema di raggiri andato avanti per sette anni, dal 2015 al 2022. Forte del suo ruolo di unico impiegato, che lo vedeva allo stesso tempo cassiere e responsabile, Parafioriti avrebbe agito indisturbato, effettuando operazioni non autorizzate e prelievi illeciti. L’ammanco totale, meticolosamente ricostruito, ammonta a 558.265,51 euro. A far crollare tutto sono stati gli stessi correntisti. Uno dopo l’altro si sono accorti di ammanchi inspiegabili e hanno trovato il coraggio di denunciare tutto ai carabinieri della Compagnia di Mistretta, dando il via all’inchiesta. Sono ben 58 le persone che si sono costituite parte civile nel processo per cercare di recuperare il denaro sottratto. Oltre alla pena detentiva, il giudice ha disposto per Parafioriti l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e ha stabilito il risarcimento dei danni in favore delle parti civili, da liquidarsi in separata sede. Entro 90 giorni il deposito delle motivazioni.
I CORRENTISTI TRUFFATI
Leggendo l’atto di citazione si tratta di: Caterina Marinaro, Salvatore e Rosanna Greco, Grazia Lo Monaco, Giuseppe Ganguzza (deceduto, subentrati i familiari), Rosaria Greco, Rosa Lipari, Sebastiano Greco, Giovanni Presti, Francesca Battaglia, Rosaria Arangio, Antonino Lipari, Nella Rampulla, Angela Marinaro, Rosetta Rampulla, Rocco e Giuseppa Grazia Lipari, Antonino Filippo Mario Alferi, Giuseppa La Gala, Gioacchino e Giovanni Alferi, Sebastiano e Giuseppe Sabatino Lo Carro, Calogera Giardina, Carmelo Mascarello, Antonino Corona, Arcangela Patiri, Giuseppe, Gaetano, Sebastiano e Rosa Noto; Nina Cavoli, Vincenzo Nisi, Rosaria Catanzaro, Antonino Fazio, Maria Presti, Giuseppa Marinaro, Domenico e Giuseppe La Gala, Giovanna Noto, Antonella Marinaro, Angela Vaccaro, Angela Lipari, Francesco Vaccaro, Carmelo Bellardita, Sebastiano e Giuseppa Di Salvo, Sebastiano Domenico Bellardita, Giuseppe Alferi, Filippo Mazzone, Giuseppa Scivoli, Antonino e Filippo Lo Monaco, Amelia Manzo, Grazia Palmeri, Giovanni e Maria Sciortino e Angela Palmeri. Le suddette parti civili sono residenti a Motta d’Affermo, Mistretta, Gerenzano (Varese), Caronno Pertusella (Va), Pettineo, Santo Stefano di Camastra, Webster (USA), Cefalù, Catania, Castelnovetto (Pavia) e Alcara Li Fusi.
Edited by, mercoledì 17 settembre 2025, ore 11,17.