Op. “Dinamite”: Traffico di droga in provincia e nei Nebrodi. Emesse 46 condanne in appello, un solo assolto

La Prima sezione penale della Corte d’Appello di Messina ha emesso 46 condanne, rispetto alle 52 del primo grado, nell’ambito del processo del secondo giudizio scaturito dall’operazione “DINAMITE”, la maxi-inchiesta antidroga, coordinata dalla DDA di Messina, scattata nel giugno 2024 e che aveva svelato un grosso traffico di sostanze stupefacenti tra Messina, provincia sino ai Nebrodi (imputati soggetto di Piraino e Tortorici) e la Calabria come base del rifornimento. In appello gli imputati erano 47. La Corte ha ratificato 12 pene concordate e ha deciso 27 rideterminazioni, un’assoluzione e 7 conferme del primo grado. Il servizio…

La Prima sezione penale della Corte d’Appello di Messina ha emesso 46 condanne, rispetto alle 52 del primo grado, nell’ambito del processo del secondo giudizio scaturito dall’operazione “Dinamite”, la maxi-inchiesta antidroga, coordinata dalla DDA di Messina, scattata nel giugno 2024 e che aveva svelato un grosso traffico di sostanze stupefacenti tra Messina, provincia sino ai Nebrodi (imputati soggetti di Piraino e Tortorici) e la Calabria come base del rifornimento. Un “giro” attivo h24 e che faceva guadagnare anche 500mila euro al mese.

In appello gli imputati erano 47. La Corte ha ratificato 12 pene concordate e ha deciso 27 rideterminazioni, un’assoluzione e 7 conferme del primo grado.

APPELLO

L’unico imputato assolto, per non avere commesso il fatto, è Marcello Nunnari che in primo grado in abbreviato era stato condannato a 5 anni e 4 mesi e 24.000 euro di multa.

La pena concordata i giudici l’hanno ratificata in: 9 anni e un mese per Rosario Abbate; 5 anni e 10 mesi per Lorenzo Calderone Iannino; 8 anni e 6 mesi per Gioacchino Cananzi; 5 anni e 2 mesi per Carmelo Conti Gennaro; 7 anni, 9 mesi e 10 giorni per Salvatore Costa; 5 anni e 3 mesi per Giuseppe Costanzo Zammataro; 9 anni e 2 mesi per Giuseppe Gangemi; 7 anni e 11 mesi per Bruno Giorgi; 4 anni, 3 mesi e 20 giorni per Giuseppe Lo Cascio; 7 anni e 6 mesi per Francesco Spadaro; 9 anni e 8 mesi per Antonio Strangio; 1 anno, 9 mesi e 20 giorni per Cristian Sturniolo.

Per altri 27 imputati c’è stata una rideterminazione della pena. Ecco il dettaglio:

Giuseppe Anzalone, 7 anni e 2 mesi; Alex Arrigo, 8 anni e 4 mesi; Antonino Astone, 8 anni e 4 mesi; Michael Gabriel Luca Astone, 8 anni e 7 mesi; Giuseppe Astuto, 7 anni e 2 mesi; Maria Cacopardo, 9 anni e 10 mesi; Giovanni Cannistrà, 5 anni e 4 mesi; Claudio Caporlingua, 5 anni e 4 mesi; Giuseppe Castorino, 21 anni e 2 mesi; Graziano Castorino, 12 anni; Giovambattista Cuscinà, 7 anni e 8 mesi; Valentina Demarco, 5 anni e 3 mesi; Antonino Falcone, 5 anni e 4 mesi; Paolo Grasso, 6 anni; Giovanni Idotta, 8 mesi; Filippo Messina, 7 anni e 10 mesi; Maria Minutoli, 10 anni e 8 mesi; Vincenzo Muni, 7 anni e 2 mesi; Giuseppe Pizzata, 7 anni e 4 mesi; Domenico Romano, 1 anno e 2 mesi; Giada Sabbatini, 5 anni e 2 mesi; Antonino Santovito, 1 anno; Maurizio Savoca, 13 anni e 4 mesi; Antonino Scirone, 4 anni e 6 mesi; Antonino Settimo, 20 anni e 8 mesi; Paolo Settimo, 19 anni; Gianluca Torrini, 1 anno e 4 mesi.

Sette infine le condanne di primo grado confermate integralmente che sono per: Fabio Bellantoni a 8 anni e 4 mesi; Andrea Centorrino a 8 anni e 4 mesi; Angelo Conti a 8 anni e 6 mesi; Stefania Galletta a 6 anni e 10 mesi; Antonino Mastrolembo Barnà a 5 anni+24.000 euro di multa; Domenico Milanese a 10 anni e Grazia Minutoli a 7 anni e 8 mesi.

L’OPERAZIONE

L’operazione “Dinamite” fu la conseguenza di tre distinte indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Messina, a partire dal gennaio 2021. Una eseguita dai carabinieri della Compagnia di Messina Sud, le altre due dalla Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto. Venne svelata l’esistenza e l’operatività di diverse organizzazioni criminali a Messina e nel barcellonese, attive nel narcotraffico, con collegamenti con strutture criminali calabresi e soggetti attivi anche in Campania, Lombardia e all’estero. Nell’ambito delle tre attività investigative erano stati, infatti, documentati diversi, stabili, canali di approvvigionamento della droga. Con la Calabria per la cocaina; con alcuni soggetti attivi nelle province di Napoli e Milano, nonché con la Spagna, per l’hashish; con soggetti attivi nei Paesi Bassi (Olanda), con riferimento allo spice, cannabinoide sintetico con effetto psicotropo estremamente dannoso per la salute.

Le indagini, articolate e complesse, si erano strutturate utilizzando i tradizionali strumenti delle intercettazioni, telefoniche e ambientali; di servizi di osservazione e pedinamento con arresti e sequestri; dichiarazioni di collaboratori di giustizia. Gli elementi raccolti disvelarono l’organigramma di quattro tra le principali organizzazioni criminali operanti, dal 2020, nel traffico di stupefacenti e nella gestione di piazze di spaccio nei quartieri messinesi di Giostra, Santa Lucia Sopra Contesse, Villaggio Cep e Villaggio Aldisio, nonché nelle zone di Barcellona Pozzo di Gotto e di Milazzo.

             G.L.

Edited by, sabato 31 ottobre 2026, ore 12,19. 

 

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