Op. “Nebrodi 2”: Una condanna a 7 anni e 4 mesi e due assoluzioni negli abbreviati

Una condanna e due assoluzioni. Si è conclusa così l’udienza preliminare per uno stralcio relativo all’operazione “Nebrodi 2”, scattata il 6 febbraio 2024, il secondo capitolo della maxi-inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Messina sulla cosiddetta “mafia dei pascoli” e sul sistema delle truffe in agricoltura ai danni dell’Agea e dell’Unione Europea. Con il rito abbreviato la Gup del Tribunale di Messina MONIA DE FRANCESCO ha condannato, a 7 anni e 4 mesi di reclusione, GIUSEPPE LO RE, detto “Pino”, di Caronia (foto in alto) e assolto GIUSEPPE GILETTO, di Acquedolci e GIUSEPPE COSTANZO ZAMMATARO, di Tortorici. Il servizio…

GIUSEPPE LAZZARO

Una condanna e due assoluzioni. Si è conclusa così l’udienza preliminare per uno stralcio relativo all’operazione “Nebrodi 2”, scattata il 6 febbraio 2024, il secondo capitolo della maxi-inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Messina sulla cosiddetta “mafia dei pascoli” e sul sistema delle truffe in agricoltura ai danni dell’Agea e dell’Unione Europea. Si tratta del seguito dell’operazione “Nebrodi 1”, scattata il 15 gennaio 2020 a seguito di indagini dei carabinieri del Ros e della guardia di finanza. Il processo della “Nebrodi 1” ha già finito l’appello quasi un anno fa e attende l’ultimo responso della Cassazione mentre il procedimento ordinario della “Nebrodi 2” è in corso di svolgimento per il primo grado.

In questo caso, al centro dell’udienza preliminare, uno stralcio relativo ai riti abbreviati. La Gup del Tribunale di Messina Monia De Francesco ha condannato a 7 anni e 4 mesi Giuseppe Lo Re, detto “Pino”, di Caronia, mentre sono stati assolti Giuseppe Giletto, di Acquedolci e Giuseppe Costanzo Zammataro, di Tortorici.

Nella scorsa udienza l’accusa, rappresentata dai sostituti procuratori della Direzione distrettuale antimafia di Messina Francesco Massara e Marco Accolla, aveva formulato per Lo Re una richiesta di condanna a 10 anni di reclusione, per Giletto a 8 anni di reclusione mentre una richiesta d’assoluzione per “insufficienza di prove” era stata chiesta per Costanzo Zammataro. I pubblici ministeri, inoltre, avevano anche depositato le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia rese nell’ambito di altri procedimenti per provare l’attendibilità come pentiti. A sostenere le ragioni della difesa l’avvocato Giuseppe Serafino per Lo Re e Giletto mentre Costanzo Zammataro è stato difeso dall’avvocato Michele Panzera.

Edited by, mercoledì 16 luglio 2025, ore 17,54. 

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