Op. “Nebrodi”: Aggravato regime di sorveglianza speciale a 5 anni per il capo dei Batanesi Sebastiano Bontempo

Attualmente è in carcere per scontare una condanna a 24 anni ma ne deve scontare circa 6 anni e mezzo tra continuazione e detenzione in corso. Disposto il divieto di soggiorno in tutta la Sicilia e aggravato, da 3 a 5 anni, il regime di sorveglianza speciale. Questo l’esito del provvedimento disposto dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Messina nei confronti di SEBASTIANO BONTEMPO (foto in alto), condannato a 10 anni per l’operazione “Nebrodi”, considerato a capo del clan mafioso di Tortorici dei Batanesi. Il servizio sul link Cronaca…

GIUSEPPE LAZZARO

La Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Messina, su proposta del Procuratore aggiunto Vito Di Giorgio, ha disposto l’aggravamento della misura di prevenzione speciale dai 3 anni iniziali ai 5 anni attuali per Sebastiano Bontempo, 54 anni, di Tortorici, inteso “u’ guappo”, considerato a capo del clan mafioso dei Batanesi. Per la prima volta è stato disposto il divieto di soggiorno in tutta la Sicilia nei confronti dell’uomo, una misura ritenuta molto più efficace dell’obbligo di soggiorno a Tortorici visti i rapporti che il Bontempo aveva intessuto in varie zone siciliane secondo le indagini della DDA di Messina e i rapporti investigativi.

Sebastiano Bontempo attualmente si trova rinchiuso nel carcere di Sassari dopo essere stato condannato con sentenza definitiva il 16 ottobre 2022 a 24 anni di reclusione per associazione mafiosa pluriaggravata, per fatti avvenuti dal novembre 1995 al gennaio 2020, nonché per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e trasferimento fraudolento di valori. In verità, Bontempo deve scontare 10 anni perché 14 sono stati inglobati a seguito di una continuazione con altra sentenza e, nello specifico, dal 15 gennaio 2020, quando venne arrestato nell’ambito dell’operazione “Nebrodi”, ha già scontato 3 anni e 6 mesi, quindi gli restano da scontare circa 6 anni e mezzo.

Bontempo era stato scarcerato il 5 maggio 2016 dopo avere scontato oltre 24 anni di carcere per omicidio, tentato omicidio, associazione mafiosa, porto abusivo di armi. Ma una volta tornato in libertà ha potuto consolidare – secondo la DDA – il suo ruolo di capomafia indiscusso, riallacciando i rapporti con le famiglie mafiose più vicine ai Batanesi a cominciare da quella barcellonese retta all’epoca, per il braccio armato, da Carmelo D’Amico, oggi collaboratore di giustizia. Come detto il 15 gennaio 2020 Sebastiano Bontempo è stato nuovamente arrestato nell’operazione antimafia “Nebrodi” che ha disarticolato le due cellule mafiose tortoriciane, quella dei Bontempo Scavo (anche se non è stata riconosciuta l’associazione mafiosa nella sentenza di primo grado per questo clan) e quella dei Batanesi. Nelle intercettazioni ambientali i sodali lo definiscono il numero uno, l’uomo che guidava con mano sicura il suo gruppo ma che si occupava anche di far restituire le auto rubate a persone a lui vicine. Uno spessore criminale di cui nel tempo hanno riferito i collaboratori di giustizia del Longano, da Carmelo D’Amico a Nunziato Siracusa, sfociato nel provvedimento restrittivo.

Edited by, venerdì 7 luglio 2023, ore 14,10. 

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