Riposto: Noemi impiccata in casa. Un indagato per omicidio che nega di essere il fidanzato

Il presunto compagno di NOEMI IMPELLIZZERI (foto in alto), la 33enne trovata morta impiccata nei giorni scorsi nella sua casa a Riposto (CT), è indagato per omicidio ma a piede libero e non è stato raggiunto da alcuna ordinanza di custodia cautelare. L’uomo, TONY PROIETTO, nega di essere il compagno della donna e di averla uccisa (il che non è stato ancora provato). Il servizio sul link Sicilia News…

Il presunto compagno di Noemi Impellizzeri, la 33enne trovata morta impiccata nei giorni scorsi nella sua casa a Riposto (CT), è indagato per omicidio ma a piede libero e non è stato raggiunto da alcuna ordinanza di custodia cautelare. Si tratta di Tony Proietto, di Riposto. Lo ha reso noto il suo avvocato, Ivan Siragusa, che cita anche alcune dichiarazioni dell’assistito, in cui nega il suo coinvolgimento nella vicenda.

La notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati viene confermata da fonti della Procura di Catania secondo cui è rientrata nell’ambito degli accertamenti irripetibili da eseguire. Le stesse fonti, parlando dell’autopsia, hanno fatto sapere che non è emersa una indicazione univoca.

Noemi Impellizzeri era stata ritrovata morta impiccata domenica scorsa. La prima ipotesi era che si fosse suicidata ma i carabinieri hanno continuato a indagare sviluppando tutte le piste investigative. Il fidanzato, che aveva trovato la compagna senza vita, ha raccontato agli investigatori che Noemi gli avrebbe preannunciato l’intenzione di farla finita. Secondo i familiari della vittima, invece, si sarebbe trattato di una messinscena, e l’autopsia lo dimostrerebbe. Nella casa si era anche sviluppato un incendio.

Sulla loro vita di coppia, però, l’uomo smentisce: “Voglio precisare che io e Noemi non eravamo fidanzati, non c’era nessuna relazione al di fuori dell’amicizia”. E “dopo essersi lasciata con il suo ragazzo mi ha chiesto di ospitarla per un periodo, io l’ho accolta e aiutata fino a qualche giorno fa”. Riguardo alla frequenza dei loro contatti, l’uomo ha detto “in alcune giornate ci scambiavamo dei messaggi. Negli ultimi venti giorni invece, che avevo i miei figli e mia moglie, l’ho dovuta bloccare”, perché “mi chiamava tutti i giorni perché aveva bisogno o era successo qualcosa” ma lei “chiamava il mio migliore amico che faceva da portavoce”. “Forse era un po’ invadente ma non posso dire fosse scomoda”. Riguardo all’ultimo giorno in cui si sarebbero sentiti, venerdì sera, ha aggiunto: “Se avessi pensato che le sue intenzioni fossero state serie, sarei andato lì per fare il possibile. Il modo in cui lei mi ha parlato, quando mi ha detto ”Ho trovato la corda. È inutile che provi a venire qui, è inutile che avvisi i miei familiari” e poi “Devo guardare su Youtube il nodo”, mi ha fatto credere che fosse uno scherzo”. E riguardo alla scoperta del corpo, “non ho pensato ai soccorsi perché avevo constatato che era lì da 24 ore e non si poteva fare nulla”. Poi conclude: “Mi era stato riferito che Noemi avesse trascorso il giorno prima insieme ad un ragazzo e quando nella videochiamata mi ha detto di dover chiudere per guardare come fare il nodo, io ho pensato che era tornato quel ragazzo a prenderla e, quindi, se ne doveva andare”.

              G.L.

Edited by, giovedì 27 agosto 2026, ore 15,11. 

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