SALUTE&BENESSERE: CHE RISCHI CORRO A UTILIZZARE DETERGENTI PROFUMATI?

Associare il profumo di pino, limone o lavanda all’idea di una casa igienizzata è un riflesso condizionato per milioni di persone. Eppure, la scienza sta dimostrando che il vero pulito non ha odore e che l’uso diffuso di detergenti profumati per le pulizie domestiche comporta seri rischi per le vie respiratorie. Non è proprio di routine, ma da attenzionare, il servizio di questa settimana proposto dalla dottoressa ISABELLA SALVIA, nutrizionista con studio in Torrenova ed esperta di medicina in generale, nella settimanale rubrica “Salute&Benessere”…

ISABELLA SALVIA

Associare il profumo di pino, limone o lavanda all’idea di una casa igienizzata è un riflesso condizionato per milioni di persone. Eppure, la scienza sta dimostrando che il vero pulito non ha odore e che l’uso diffuso di detergenti profumati per le pulizie domestiche comporta seri rischi per le vie respiratorie.

Recenti studi internazionali hanno riacceso i riflettori sull’inquinamento indoor, svelando una realtà preoccupante, ovvero che l’aria di casa, dopo l’uso di questi prodotti, può diventare persino più tossica di una strada trafficata.

Il problema principale risiede nei Composti Organici Volatili (COV), sostanze chimiche che evaporano a temperatura ambiente e vengono rilasciate massicciamente dalle fragranze, siano esse sintetiche o di origine naturale come gli oli essenziali. Una ricerca della Purdue University guidata dal professor Brandon Boor ha dimostrato un meccanismo ancora più insidioso, scoprendo che le fragranze rilasciano sostanze chiamate terpeni. Nel giro di pochi minuti, queste molecole reagiscono con l’ozono normalmente presente nell’aria di casa, scatenando un’interazione che genera istantaneamente nanoparticelle ultrafini. Data la loro dimensione microscopica, queste particelle penetrano in profondità nelle vie aeree, superando i filtri naturali del naso e raggiungendo direttamente gli alveoli polmonari.

L’inalazione costante di queste sostanze chimiche e delle particelle secondarie non è affatto innocua e provoca effetti sulla salute che variano da piccoli disturbi immediati a patologie croniche invalidanti. La risposta più comune si manifesta sotto forma di irritazione e reazioni allergiche come tosse secca, bruciore alla gola, naso chiuso e respiro corto. Spesso le persone parlano di una generica allergia ai detersivi, ma nella maggior parte dei casi si tratta di una forte iperreattività bronchiale causata dall’azione irritante delle molecole.

Per chi soffre già di asma o Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva, l’esposizione rappresenta un innesco per attacchi acuti, ma il rischio concreto è anche quello di sviluppare asma cronico in soggetti precedentemente sani. A confermare il danno a lungo termine è uno storico studio dell’Università di Bergen, che ha monitorato per anni migliaia di persone, rilevando che l’uso quotidiano di detergenti aggressivi e spray profumati provoca un declino della funzionalità polmonare paragonabile a quello di chi fuma 20 sigarette al giorno. In questo scenario, i detergenti in formato spray risultano essere i più pericolosi in assoluto. La nebulizzazione crea infatti minuscole goccioline che rimangono sospese a lungo nell’aria, facilitando un’inalazione profonda e immediata da parte di chi pulisce. È importante inoltre sfatare il mito dei prodotti ecologici o a base di oli essenziali botanici.

Anche se derivati dalle piante, questi estratti concentrati rilasciano comunque i terpeni che attivano le medesime reazioni chimiche nocive una volta spruzzati nell’ambiente. Per mantenere la casa pulita senza compromettere la salute dei polmoni, gli esperti raccomandano di modificare alcune abitudini quotidiane. Diventa fondamentale privilegiare detergenti completamente privi di profumazioni aggiunte ed evitare la dicitura generica che maschera l’uso di sostanze chimiche neutralizzanti. Un’altra ottima abitudine consiste nell’applicare il detergente liquido direttamente su un panno in microfibra anziché spruzzarlo nell’aria, riducendo drasticamente la quantità di particelle inalate.

Durante e dopo le pulizie è poi indispensabile arieggiare sempre gli ambienti per abbattere la concentrazione di inquinanti. Infine, non bisogna mai miscelare prodotti diversi, come candeggina e ammoniaca, poiché l’interazione può generare gas tossici estremamente letali per l’apparato respiratorio.

Edited by, venerdì 11 settembre 2026, ore 18,54. 

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