SALUTE&BENESSERE: GIORNATA MONDIALE DELL’ALZHEIMER

Ogni anno, fin dal 1994 e per iniziativa della federazione di associazioni internazionali Alzheimer Disease International, il 21 settembre si celebra la Giornata Mondiale dell’Alzheimer: i malati, solo in Italia, sono circa mezzo milione. Questo l’argomento della settimana presentato dalla dottoressa ISABELLA SALVIA, nutrizionista con studio in Torrenova ed esperta di medicina in generale, nella rubrica “Salute&Benessere”. Il servizio…

Ogni anno, fin dal 1994 e per iniziativa della federazione di associazioni internazionali Alzheimer Disease International, il 21 settembre si celebra la Giornata Mondiale dell’Alzheimer.

Con il motto “Alzheimer: viverlo insieme”, il tentativo è di trasformare la comunità globale affinché sia più accogliente verso i malati.

Opinion leaders, malati, care givers, famiglie, medici, ricercatori, tutti insieme per ricordare a governi e policy makers quanto l’Alzheimer e le patologie neurodegenerative possano diventare un problema di salute pubblica, a maggior ragione in una popolazione che in media è sempre più vecchia: come si migliorano diagnosi e cura, e soprattutto la qualità della vita dei pazienti?

Come si cancellano i pregiudizi della popolazione sulla demenza e come la si stimola a trattare le persone malate con più rispetto?

Per rispondere a queste domande le associazioni scientifiche per la ricerca sull’Alzheimer, quelle di pazienti e quelle a sostegno dei familiari in decine di Paesi in tutto il mondo hanno infatti organizzato numerosi eventi, seminari e workshop: dalla marcia organizzata a Parigi, così come in molte altre nazioni nel mondo, agli eventi nelle scuole indiane promossi nelle scorse settimane dalla Alzheimer’s and Related Disorders Society of India, dall’iniziativa statunitense di colorare di viola i profili Twitter o Facebook, alla serata di consapevolezza sulla patologia proposta in Irlanda. E naturalmente l’Italia non è da meno, e le iniziative sono state e saranno decine in ogni regione italiana, come riporta Alzheimer Italia sul suo sito.

Si stima che ad oggi in Italia i malati di Alzheimer siano circa 500 mila, ma conoscere il numero preciso è difficile, anche perché il decorso della malattia è lento, e non sempre questa viene riconosciuta subito. Disturbi cognitivi possono infatti essere presenti anche anni prima che venga formulata una diagnosi di demenza di Alzheimer, che in ogni caso è solo una diagnosi “possibile” o “probabile”, visto che quella definitiva si fa attraverso l’identificazione delle placche amiloidi nel tessuto cerebrale, possibile solo con l’autopsia dopo la morte del paziente.

La diagnosi precoce è in ogni caso molto importante, sia perché offre la possibilità di trattare alcuni sintomi della malattia, sia perché permette al paziente di pianificare il suo futuro, quando ancora è in grado di prendere decisioni. Questo tipo di demenza, si manifesta inizialmente solo con lievi problemi di memoria, seppure si concluda con grossi danni ai tessuti cerebrali. La rapidità con cui i sintomi si acutizzano varia da persona a persona, tuttavia in media i pazienti possono vivere fino a 8-10 anni dopo la diagnosi.

Come si legge sul sito dell’Iss dedicato alla patologia, per fare la diagnosi possibile, i medici si avvalgono di diversi test:

– esami clinici, come quello del sangue, delle urine o del liquido spinale;

– test neuropsicologici per misurare la memoria, la capacità di risolvere problemi, il grado di attenzione, la capacità di contare e di dialogare;

– Tac cerebrali per identificare ogni possibile segno di anormalità;

Questi esami permettono al medico di escludere altre possibili cause che portano a sintomi analoghi, come problemi di tiroide, reazioni avverse a farmaci, depressione, tumori cerebrali, ma anche malattie dei vasi sanguigni cerebrali.

La messa a punto di nuovi farmaci per la demenza di Alzheimer è oggi il campo più importante di ricerca. Le cause della patologia non sono conosciute, ma si crede siano simili a quelle che causano altre condizioni croniche, e che si sviluppi a seguito di più fattori, piuttosto che per una singola causa.

L’Alzheimer non conosce limiti sociali, economici o etnici ed è solo una delle possibili forme di demenza, che colpisce molte più persone nel mondo: ad oggi 36 milioni di pazienti, nel 2050 supereranno i 115 milioni poiché nel mondo si verifica un nuovo caso di demenza ogni quattro secondi. Ma il fatto più importante è forse questo: tutti questi numeri sono destinati a crescere nei prossimi decenni, anche a causa dell’invecchiamento generale della popolazione.

Ecco perché è importante conoscere il più possibile questa malattia.

Eventuali quesiti o temi d’interesse mi potranno essere segnalati su Facebook alla pagina “Dott.ssa Isabella Salvia – Biologa Nutrizionista” o tramite WhatsApp al 320 6556820.

ISABELLA SALVIA

I contenuti di questo articolo hanno esclusive finalità informative e divulgative, non essendo destinati ad offrire consulenza medica/nutrizionale personale. La dottoressa Isabella Salvia consiglia sempre di rivolgersi ad un professionista qualificato della nutrizione (un biologo nutrizionista, un medico dietologo o un dietista) per ricevere un piano alimentare personalizzato, redatto sulla base di una diagnosi individuale, sia per soggetti sani che per le persone affette da patologie accertate.

Edited by, venerdì 19 settembre 2025, ore 21,00. 

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