
Lupus Eritematoso Sistemico (LES): una malattia autoimmune cronica complessa che in Italia colpisce oltre 28.000 persone, in larga maggioranza donne in età fertile e collegato all’alimentazione da seguire. Argomento complesso ma da leggere sino in fondo quello presentato, in questa settimana, nella rubrica “Salute&Benessere”, dalla dottoressa ISABELLA SALVIA, nutrizionista con studio in Torrenova ed esperta di medicina in generale. Il servizio…
ISABELLA SALVIA
Il sistema immunitario è il nostro scudo biologico, progettato per difenderci da virus e batteri. Cosa succede, però, se questo scudo si gira improvvisamente contro di noi?
È lo scenario del Lupus Eritematoso Sistemico (LES), una malattia autoimmune cronica complessa che in Italia colpisce oltre 28.000 persone, in larga maggioranza donne in età fertile.
Oggi la ricerca medica ha fatto passi da gigante nel controllo della patologia. Accanto ai trattamenti farmacologici tradizionali, che vengono aggiornati costantemente per ottimizzare l’uso di immunosoppressori e farmaci biologici, sta emergendo con forza un secondo pilastro terapeutico: l’alimentazione.
La dieta non cura il lupus ma si è dimostrata un’arma fondamentale per ridurne i sintomi e prevenire le complicanze.
Il Lupus è definito dai reumatologi il “grande mimico” perché si manifesta in modo diverso in ogni paziente, imitando spesso altre malattie. Il corpo produce autoanticorpi che aggrediscono i tessuti sani, provocando un’infiammazione cronica che può danneggiare:
• Articolazioni e muscoli: causando dolori e gonfiori simili all’artrite.
• Pelle: con il tipico eritema a “ali di farfalla” sulle guance e sul naso.
• Organi interni: come reni, cuore, polmoni e sistema nervoso centralizzato.
• Livelli di energia: provocando una stanchezza cronica debilitante (fatigue).
La malattia procede per “vampate” (fasi di riacutizzazione) alternate a periodi di remissione. Proprio nella gestione della stanchezza e nel controllo degli stati infiammatori, la tavola gioca un ruolo decisivo.
Non esiste una “dieta magica” universale per il lupus. Tuttavia, la comunità scientifica concorda sul fatto che il modello alimentare più efficace sia la Dieta Mediterranea tradizionale, grazie al suo eccezionale potere antinfiammatorio e antiossidante.
Gli studi indicano che i pazienti che adottano regimi alimentari ricchi di vegetali e poveri di cibi ultra-processati registrano un netto miglioramento della qualità della vita. L’obiettivo principale a tavola è triplice: disattivare le molecole pro-infiammatorie, contrastare gli effetti collaterali dei farmaci cortisonici e proteggere l’apparato cardiovascolare.
I cibi dai superpoteri sono: Omega – 3, antiossidanti multicolore, fibre e cereali integrali. Ottima scelta dunque il pesce azzurro come salmone, sgombro, sarde, noci e nei semi di lino; frutta e verdura fresche di stagione; pane, pasta e riso integrale.
Un capitolo a parte merita l’integrazione medica. Chi soffre di lupus deve proteggersi dai raggi UV, poiché il sole può scatenare le riacutizzazioni della malattia.
La mancata esposizione solare, unita all’uso prolungato di cortisonici, espone però i pazienti a un rischio altissimo di osteoporosi e carenza di Vitamina D. Come evidenziato dalle linee guida internazionali sulla nutrizione, l’integrazione controllata di Vitamina D e un adeguato apporto di calcio, tramite latticini magri, acque calciche e mandorle, sono cruciali per proteggere lo scheletro e supportare l’attività immunitaria.
Il Lupus Eritematoso Sistemico resta una patologia complessa che richiede un monitoraggio medico specialistico costante. L’alimentazione non sostituisce le terapie prescritte dal reumatologo, ma rappresenta un prezioso alleato quotidiano. Modificare lo stile di vita a tavola significa riprendere, almeno in parte, il controllo sul proprio corpo, spegnendo l’infiammazione un pasto alla volta.
Eventuali quesiti o temi d’interesse mi potranno essere segnalati su Facebook alla pagina “Dott.ssa Isabella Salvia – Biologa Nutrizionista” o tramite WhatsApp al 320 6556820.
I contenuti di questo articolo hanno esclusive finalità informative e divulgative, non essendo destinati ad offrire consulenza medica/nutrizionale personale. La dottoressa Isabella Salvia consiglia sempre di rivolgersi ad un professionista qualificato della nutrizione (un biologo nutrizionista, un medico dietologo o un dietista) per ricevere un piano alimentare personalizzato, redatto sulla base di una diagnosi individuale, sia per soggetti sani che per le persone affette da patologie accertate.
Edited by, venerdì 10 luglio 2026, ore 19,24.