
Resta ristretto agli arresti domiciliari il sindaco di Spadafora, attualmente sospeso, LETTERIO “LILLO” PISTONE (foto in alto), coinvolto nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Messina sul condizionamento mafioso del voto in occasione delle elezioni amministrative svoltesi nel giugno 2024. Il Tribunale del Riesame di Messina ha discusso il ricorso presentato dal legale di fiducia dell’indagato, avvocato SALVATORE SILVESTRO, ed ha confermato l’accusa di voto di scambio ma annullato quella di corruzione: quindi il ricorso è stato parzialmente accolto. Il prossimo passo sarà il ricorso in Cassazione. Il servizio…
GIUSEPPE LAZZARO
Resta ristretto agli arresti domiciliari il sindaco di Spadafora, attualmente sospeso, Letterio “Lillo” Pistone, coinvolto nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Messina sul condizionamento mafioso del voto in occasione delle elezioni amministrative svoltesi nel giugno 2024. Il Tribunale del Riesame di Messina ha discusso il ricorso presentato dal legale di fiducia dell’indagato, avvocato Salvatore Silvestro, ed ha confermato l’accusa di voto di scambio ma annullato quella di corruzione: quindi il ricorso è stato parzialmente accolto. Il prossimo passo sarà il ricorso in Cassazione.
Il TdR ha confermato gli arresti domiciliari per Angelo Bonaffini, indagato nella stessa inchiesta insieme al fratello Benedetto che, nei giorni scorsi, era tornato in libertà. Anche i Bonaffini sono difesi dall’avvocato Silvestro.
L’indagine, coordinata dalla Dda di Messina e con gli arresti eseguiti lo scorso 23 giugno, ha consentito di raccogliere elementi utili da ipotizzare il condizionamento mafioso del voto, per effetto dell’appoggio elettorale, al sindaco eletto, da parte dei due fratelli, i quali avrebbero procacciato voti in favore di Pistone, anche all’esterno del loro nucleo familiare, facendo leva sulla loro posizione nella criminalità organizzata. Secondo gli investigatori il sindaco, a seguito della sua elezione con una lista civica, avrebbe compiuto – in cambio del sostegno elettorale ricevuto – vari atti amministrativi, volti a soddisfare numerose e pressanti pretese avanzate dai fratelli Bonaffini, consentendo loro di ottenere diverse agevolazioni e vantaggi economici (assegnazione di parcheggi pubblici quale pertinenza di abitazioni di proprietà; sgravi e agevolazioni fiscali non spettanti relativi al pagamento dell’Imu; procedure agevolate per acquisire documenti necessari a risolvere pendenze legali inerenti a immobili sequestrati; cambio di destinazione d’uso di immobili ed altro).
Come detto, invece, il TdR ha annullato, a carico di Pistone, l’ipotesi di “corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio”, con il sindaco indagato con una insegnante di 51 anni, non destinataria di misura cautelare, la quale – in occasione delle elezioni, nella veste di segretario di una sezione elettorale – avrebbe “spiato” le operazioni di voto compiute da persone anziane o affette da disabilità, informando, in tempo reale, il candidato sindaco (poi eletto), nonché modificando, in suo favore, alcune schede nulle o contestabili ed ottenendo, in cambio, utilità varie, fra le quali l’assegnazione, da parte del Comune di Spadafora, di un incarico collaborativo volontario, a titolo gratuito, nelle tematiche del settore scolastico, nonché l’ammissione di un proprio familiare al servizio civile, remunerato, nella Pro Loco di Spadafora.
Lillo Pistone, che aveva perso la corsa alla sindacatura alle elezioni amministrative del 2019, cinque anni dopo è stato eletto sindaco riportando 1293 voti contro gli 870 della sindaca allora uscente, Tania Venuto e gli 833 di Giuseppe Nomefermo.
L’arresto del sindaco ha causato la sospensione dalla carica disposta dal Prefetto di Messina Cosima Di Stani ma sono in sella giunta e consiglio comunale ed è il vice sindaco Carlo Alberto Lamberto a svolgere le funzioni di sindaco pro-tempore.
Edited by, sabato 18 luglio 2026, ore 12,43.