Aveva appiccato un incendio per “vendere” pascoli altrui: arrestato dai carabinieri un 59enne di Taormina, GIUSEPPE RUGGERI, già in carcere dal 13 marzo per estorsione aggravata dalla finalità di agevolare un’associazione mafiosa. L’uomo è stato individuato come il responsabile dell’incendio che si è sviluppato il 25 e il 26 luglio 2023 nelle aree di Taormina, Castelmola e Letojanni. Il servizio (in alto il video fornito dai carabinieri)…
Un 59enne di Taormina, Giuseppe Ruggeri, è stato arrestato dai carabinieri per l’incendio di vaste proporzioni che si era sviluppato il 25 e il 26 luglio 2023, nelle aree di Taormina, Castelmola e Letojanni, le cui fiamme, che superavano i tre metri di altezza, interessarono un’estensione complessiva di 234 ettari e distrutto e causato ingenti danni a coltivazioni e aree boschive. L’incendio aveva provocato il danneggiamento, oltre a fabbricati presenti nei terreni, anche di parti che lambivano l’autostrada A18 Messina-Catania, con la momentanea interruzione del tratto autostradale tra Roccalumera e Taormina.
L’uomo, già arrestato lo scorso 13 marzo nell’ambito di una operazione dei carabinieri e della guardia di finanza, coordinata dalle Dda di Messina e Catania, il 25 luglio di due anni fa avrebbe innescato l’incendio per bruciare i terreni perché si rigenerasse nuova erba e sfruttarli così per il pascolo, anche se i fondi non erano di sua proprietà ma solo limitrofi ai suoi possedimenti. In particolare, l’indagato avrebbe invitato vari allevatori a condurre il proprio bestiame nelle aree in questione, avviando trattative per “concedere” le stesse – benché senza titolo alcuno – in cambio di somme di denaro per migliaia di euro. Il Ruggeri avrebbe vantato ingiustificatamente la disponibilità dei terreni e comportandosi di fatto come padrone degli stessi – a scapito dei legittimi proprietari – e avrebbe esercitato un vero e proprio predominio sull’area al solo scopo di incendiarli e tramutarli in aree idonee al pascolo, in modo da affidarli dietro pagamento ai titolari di allevamenti.
In particolare, l’incendio del luglio 2023 era stato innescato nel comune di Taormina, in un’area che comprendeva un’intera collina dove erano presenti appezzamenti di terreno con annesse coltivazioni di privati, tra cui ulivi. Come emerso dall’indagine, durante le operazioni di appiccamento del fuoco, le fiamme si erano propagate in modo così rapido che l’indagato non sarebbe riuscito a spostare il suo camion, che andava distrutto, con due fucili che si trovavano al suo interno. Quel giorno, infatti, i venti avevano subìto cambiamenti di direzione e intensità, causando la rapidissima propagazione delle fiamme che in poco tempo avevano interessato tutte le zone circostanti, rendendo particolarmente dispendiose le operazioni di spegnimento a cura del Corpo Forestale Regionale e dei vigili del fuoco. Nelle giornate del 25 e 26 luglio 2023 l’impegno delle forze in campo nell’area per l’attività antincendio era stato notevole, anche nella considerazione che, oltre all’incendio in questione, si erano poi verificati altri episodi incendiari che avevano interessato altri comuni.
L’arresto per incendio boschivo è stato eseguito dai carabinieri della Compagnia di Taormina con una ordinanza che dispone la custodia cautelare in carcere e firmata dal Gip del Tribunale di Messina. Le indagini sono state coordinate dalla Procura di Messina. Come detto Giuseppe Ruggeri era già stato arrestato lo scorso 13 marzo nell’ambito di una vasta inchiesta della Dda di Messina per estorsione aggravata dalla finalità di agevolare un’associazione mafiosa.
Giuseppe Lazzaro
Edited by, martedì 6 maggio 2025, ore 10,07.