
Dopo due settimane di stop per una dovuta pausa estiva, torna la nostra settimanale rubrica di successo del venerdì Salute&Benessere, da oltre sette anni curata dalla dottoressa ISABELLA SALVIA, nutrizionista con studio in Torrenova ed esperta di medicina in generale. L’argomento scelto oggi si abbina perfettamente alle tentazioni della tavola, in particolare le patatine fritte che possono causare, se mangiate in gran quantità, il diabete. Il servizio…
Non è una novità degna di nota sapere che le patatine fritte non sono propriamente un toccasana per la salute, tuttavia, qualche giorno fa, uno studio americano ha rivelato che mangiarne in gran quantità ogni settimana espone ad un alto rischio di diabete.
Nello specifico, sono tre le porzioni settimanali di patatine fritte ad essere collegate ad un 20% in più di sviluppo di diabete di tipo 2 (T2D).
La ricerca condotta dagli epidemiologi della Harvard T.H. Chan School of Public Health a Boston ha esaminato gli esiti della dieta di 205.107 uomini e donne monitorati (attraverso regolari questionari) per oltre 30 anni. I partecipanti segnalavano la frequenza del consumo di determinati alimenti – patatine fritte, patate bollite, purè – e l’insorgenza di nuove malattie come ad esempio il diabete.
Inoltre, i risultati hanno dimostrato che sostituire le patatine con cereali integrali ridurrebbe il rischio fino al 19%.
E’ anche risaputo che muoversi fa bene alla salute.
Un recente studio danese dimostra però che l’attività fisica può fare la differenza tra restare in salute più a lungo o rischiare eventi gravi come infarto e ictus anche per chi ha appena ricevuto una diagnosi di diabete di tipo 2.
La ricerca, firmata dallo Steno Diabetes Centre di Odense e in arrivo al congresso Easd di Vienna in programma a settembre, ha seguito oltre 11mila persone per più di otto anni. Ai partecipanti è stato chiesto di descrivere le proprie abitudini: circa uno su cinque era sedentario, la maggior parte faceva attività leggera e il resto sport moderato o intenso.
I numeri parlano chiaro: rispetto ai sedentari, il rischio di eventi cardiovascolari si riduceva del 23% con attività leggera e del 28% con sport più intenso; la mortalità scendeva rispettivamente del 27% e del 33%. E questo indipendentemente da età, sesso o altri fattori di rischio. In sostanza, anche una passeggiata quotidiana può diventare un alleato prezioso.
Eventuali quesiti o temi d’interesse mi potranno essere segnalati su Facebook alla pagina “Dott.ssa Isabella Salvia – Biologa Nutrizionista” o tramite WhatsApp al 320 6556820.
ISABELLA SALVIA
I contenuti di questo articolo hanno esclusive finalità informative e divulgative, non essendo destinati ad offrire consulenza medica/nutrizionale personale. La dottoressa Isabella Salvia consiglia sempre di rivolgersi ad un professionista qualificato della nutrizione (un biologo nutrizionista, un medico dietologo o un dietista) per ricevere un piano alimentare personalizzato, redatto sulla base di una diagnosi individuale, sia per soggetti sani che per le persone affette da patologie accertate.
Edited by, venerdì 29 agosto 2025, ore 17,12.