SALUTE&BENESSERE: LA PANCIA “PARLA”

La pancia “parla”. Cosa significa, e in base a cosa, lo spiega la dottoressa ISABELLA SALVIA, nutrizionista con studio in Torrenova ed esperta di medicina in generale, nella settimanale rubrica “Salute&Benessere”. Il servizio…

ISABELLA SALVIA

Non è solo una questione estetica. Il grasso addominale, soprattutto quello che si accumula in profondità, attorno agli organi interni, rappresenta uno dei principali fattori di rischio per numerose malattie croniche. E, spesso, cresce in modo silenzioso.

Esistono due tipi principali di grasso addominale: sottocutaneo, visibile e palpabile sotto la pelle e viscerale, più profondo, localizzato tra fegato, intestino e altri organi. È proprio il grasso viscerale il più pericoloso.

A differenza di quello sottocutaneo, è metabolicamente attivo poiché produce sostanze infiammatorie e interferisce con il corretto funzionamento dell’organismo.

Numerosi studi hanno dimostrato che un eccesso di grasso addominale aumenta il rischio di ipertensione, aterosclerosi, infarto e ictus.

Il meccanismo è legato alla produzione di citochine infiammatorie e all’aumento della resistenza insulinica, che favorisce alterazioni del profilo lipidico (colesterolo e trigliceridi).

Il grasso viscerale è strettamente associato allo sviluppo del diabete di tipo 2. L’accumulo addominale riduce la sensibilità delle cellule all’insulina, portando a livelli elevati di glucosio nel sangue.

Quando a questo si aggiungono pressione alta, trigliceridi elevati e circonferenza vita aumentata, si parla di sindrome metabolica, una condizione che moltiplica il rischio cardiovascolare.

Il tessuto adiposo viscerale funziona come un vero organo endocrino.

Produce molecole pro-infiammatorie che mantengono l’organismo in uno stato di infiammazione cronica di basso grado.

Non serve una TAC per avere un primo campanello d’allarme.

La misura della circonferenza addominale è un indicatore pratico e affidabile. Diversi fattori contribuiscono all’accumulo centrale:

  • Sedentarietà
  • Dieta ricca di zuccheri e farine raffinate
  • Stress cronico (cortisolo elevato)
  • Alterazioni ormonali, come nella menopausa

Con l’avanzare dell’età, il metabolismo rallenta e la massa muscolare si riduce, facilitando l’accumulo viscerale.

Paradossalmente, il grasso viscerale è anche quello che si riduce più rapidamente quando si interviene su stile di vita.

Le strategie più efficaci includono: allenamento di forza per preservare la massa muscolare, attività aerobica regolare, alimentazione ricca di fibre e proteine, riduzione degli zuccheri semplici e sonno adeguato.

Non servono diete estreme, ma costanza e interventi mirati.

Il grasso addominale non è solo un problema estetico, ma un segnale metabolico da non sottovalutare.

Monitorarlo e intervenire precocemente significa ridurre il rischio di malattie gravi e migliorare la qualità e l’aspettativa di vita.

Eventuali quesiti o temi d’interesse mi potranno essere segnalati su Facebook alla pagina “Dott.ssa Isabella Salvia – Biologa Nutrizionista” o tramite WhatsApp al 320 6556820.

I contenuti di questo articolo hanno esclusive finalità informative e divulgative, non essendo destinati ad offrire consulenza medica/nutrizionale personale. La dottoressa Isabella Salvia consiglia sempre di rivolgersi ad un professionista qualificato della nutrizione (un biologo nutrizionista, un medico dietologo o un dietista) per ricevere un piano alimentare personalizzato, redatto sulla base di una diagnosi individuale, sia per soggetti sani che per le persone affette da patologie accertate.

Edited by, venerdì 27 febbraio 2026, ore 20,42. 

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