
La Prima sezione della Corte d’Appello di Messina ha disposto una conferma, lievi sconti di pena e un’assoluzione totale a conclusione del processo di secondo grado su un giro di gioco d’azzardo, estorsioni ed usura nei confronti di presunti fiancheggiatori del gruppo del rione di San Giovanni di Barcellona. Assolto GIUSEPPE ACCETTA (foto in alto), volto noto nel mondo del calcio dilettantistico per essere stato il direttore sportivo dell’Igea Virtus. Il servizio…
GIUSEPPE LAZZARO
La Prima sezione della Corte d’Appello di Messina (presidente Caterina Mangano) ha disposto lievi sconti di pena e un’assoluzione totale a conclusione del processo di secondo grado su un giro di estorsioni ed usura nei confronti di presunti fiancheggiatori del gruppo del rione di San Giovanni di Barcellona al cui vertice vi sarebbe stato Ottavio Imbesi, esponente di spicco del clan di Barcellona, deceduto il 21 marzo 2023, pochi mesi dopo il blitz scattato il 16 dicembre 2022.
Il processo di primo grado, celebrato davanti al Tribunale di Barcellona, si era concluso il 2 dicembre 2024 con sei condanne e una sola assoluzione. Estorsione e usura, in alcuni casi tentati sono le accuse contestate a vario titolo.
Adesso la Corte d’Appello di Messina ha modificato in parte quella sentenza assolvendo totalmente Giuseppe Accetta con la formula perché il fatto non sussiste e disponendo lievi riduzioni di pena per quasi tutti gli altri.
Nel dettaglio, condanna a 7 anni di reclusione e 1800 euro di multa per Salvatore Lunetta, di Barcellona; 8 anni e 9 mesi e 3.050 euro di multa per Carmelo Imbesi (fratello del defunto Ottavio), barcellonese, che è stato anche parzialmente assolto da un’imputazione; 4 anni e 6 mesi e 933 euro di multa a Domenico Chiofalo, di Bafia (frazione di Castroreale) e 7 anni e 1600 euro di multa a Tiziana Messina, anch’essa di Bafia. Conferma della pena per iol barcellonese Mariano Perdichizzi a 7 anni, 6 mesi e 1200 euro di multa. La Corte ha condannato anche alla refusione delle spese sostenute dalle parti civili e ha liquidato 631 euro per il Comitato Addiopizzo Messina.
Esce dal processo, essendo stato completamente assolto Giuseppe Accetta: i giudici hanno disposto nei suoi confronti l’immediata liberazione. Accetta, che si trovava ai domiciliari e venendo condannato, in primo grado, a 7 anni e 6 mesi, è noto nel mondo del calcio dilettantistico per essere stato direttore sportivo dell’Igea Virtus di Barcellona.
LA VICENDA
L’operazione scaturì dalle indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina e coinvolse dieci persone alle quali vennero contestati reati per fatti posti in essere nell’hinterland barcellonese tra il 2018 e il 2021. Le indagini permisero di verificare che gli iniziali indagati, avvalendosi della forza di intimidazione derivante dall’appartenenza alla locale “famiglia” mafiosa, costringevano professionisti ed imprenditori locali alla corresponsione di ingenti somme di denaro e di beni di vario genere, utilizzando il consueto pretesto di dover sostenere le spese dei mafiosi detenuti. È stato appurato, in altri casi, che le pretese di denaro si riferivano a debiti contratti con gli esponenti del clan nell’ambito di scommesse on line, effettuate attraverso piattaforme illegali. Le vittime si trovavano ben presto notevolmente esposte e, a seguito di pesanti minacce, costrette ad onorare i debiti o cercare di dilazionare il pagamento corrispondendo ulteriori somme per gli interessi usurai applicati. Particolarmente rilevanti risultarono le investigazioni riguardanti le strategie che permisero di assumere il totale controllo del mercato ortofrutticolo barcellonese sul quale la locale “famiglia” mafiosa agiva imponendo sia le quantità e la qualità della merce da mettere in commercio sia il prezzo; in determinati casi alcuni rivenditori si trovavano costretti ad acquisire merce in quantità superiore a quella richiesta. Le ingenti risorse, provento di attività illecite, venivano reimpiegate per la concessione di prestiti a tasso usuraio o per investimenti immobiliari, come emerso dalle indagini, nel corso delle quali la Polizia di Stato individuò e sottopose a sequestro beni immobili, prodotti finanziari e denaro contante per un valore di oltre 500.000 euro riconducibili al clan mafioso dei “Barcellonesi”.
Edited by, domenica 31 maggio 2026, ore 15,48.