Barcellona P.G.: Violazione delle prescrizioni, Aurelio Coppolino dagli arresti domiciliari in carcere

Dai domiciliari al carcere. Si aggrava la misura cautelare nei confronti del dott. AURELIO COPPOLINO (foto in alto), 46 anni, di Barcellona Pozzo di Gotto, accusato di molestie e atti persecutori via social e, per questo, arrestato lo scorso 20 giugno. Ieri l’indagato è stato trasferito in carcere dagli agenti di polizia del Commissariato barcellonese per la violazione delle prescrizioni imposte nel provvedimento di arresto. Il servizio…

GIUSEPPE LAZZARO

Dai domiciliari al carcere. Si aggrava la misura cautelare nei confronti del dott. Aurelio Coppolino, 46 anni, di Barcellona Pozzo di Gotto, accusato di molestie e atti persecutori via social. Ieri l’indagato è stato trasferito in carcere dagli agenti di polizia del Commissariato barcellonese.

Il provvedimento di aggravamento, firmato dal Gip del Tribunale di Barcellona Giuseppe Caristia, è scattato a seguito di presunte ripetute violazioni delle prescrizioni imposte dall’Autorità giudiziaria. Secondo l’accusa Coppolino avrebbe continuato a utilizzare i canali social – ricorrendo anche a profili alternativi dopo l’oscuramento di quelli ufficiali – per pubblicare video e contenuti fortemente offensivi e minatori nei confronti del deputato nazionale e avvocato Tommaso Calderone, parte offesa principale dell’inchiesta. L’indagine, tuttavia, non si limita al parlamentare barcellonese: tra le presunte vittime figurano anche l’avvocato Diego Lanza, del foro di Barcellona e l’ex europarlamentare Sonia Alfano che hanno presentato successive querele.

La misura arriva a pochi giorni dall’interrogatorio di garanzia nel corso del quale l’indagato avrebbe confermato tutte le dichiarazioni fatte via social e dal contestuale rigetto della revoca dei domiciliari, motivato dal giudice con l’attualità delle esigenze cautelari ed il rischio di reiterazione del reato. La difesa dell’indagato, rappresentata dall’avvocato Ugo Colonna, ha depositato circa 350 pagine di documentazione – tra annotazioni di polizia e verbali di collaboratori di giustizia – finalizzate a dimostrare la veridicità delle accuse mosse dal Coppolino all’on. Calderone ma il Gip le ha ritenute prive di riscontri oggettivi, derubricandole a semplici congetture e sospetti.

La reazione di Coppolino all’ordinanza ha assunto i contorni della protesta. Convinto dell’ingiustizia del provvedimento e deciso a rivendicare il proprio diritto di critica, l’ex componente dello staff dirigenziale di Orlandina Basket, Cestistica Barcellona e Viola Reggio Calabria, si è costituito spontaneamente per tre volte in cinque ore presso il Commissariato di polizia, la Casa circondariale “Madia” e la caserma dei carabinieri della Compagnia di Barcellona, chiedendo l’immediata traduzione in cella. Adesso l’avvocato Colonna potrebbe presentare ricorso al Tribunale del Riesame di Messina per contestare la massima misura restrittiva.

LA VICENDA

Aurelio Coppolino è stato arrestato sabato 20 giugno scorso dagli agenti di polizia del Commissariato di Barcellona che gli hanno notificato la misura cautelare dei domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico. Il provvedimento cautelare è stato firmato dal Gip del Tribunale di Barcellona Giuseppe Caristia su richiesta della Procura, guidata dal Procuratore capo Giuseppe Verzera, con il coordinamento del sostituto procuratore Michele Scaglione, titolare delle indagini. L’esecuzione del provvedimento è avvenuta a Olbia dove Coppolino si trovava. L’indagine è partita dalla querela presentata dal deputato nazionale di Forza Italia Tommaso Calderone, avvocato del foro di Barcellona, che ha denunciato una serie di condotte ritenute lesive della propria sfera personale e professionale. Da lì, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, si sarebbe sviluppata un’attività durata mesi, con l’analisi di contenuti diffusi online e di riscontro tecnico-informatico. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’indagato avrebbe utilizzato in modo sistematico social network, dirette streaming e piattaforme video per diffondere contenuti offensivi e denigratori nei confronti di diversi soggetti, configurando – per la Procura – le ipotesi di reato di molestie e atti persecutori.

Un elemento ritenuto rilevante dagli inquirenti è la prosecuzione delle condotte anche dopo precedenti interventi di oscuramento di profili e canali social riconducibili al Coppolino. Contestualmente all’esecuzione della misura, la polizia aveva effettuato perquisizioni tra Olbia e Barcellona Pozzo di Gotto, sequestrando materiale informatico: computer, dispositivi elettronici e supporti di archiviazione digitale. Nel provvedimento cautelare sono state inoltre imposte prescrizioni stringenti: divieto di utilizzo di social network e strumenti di comunicazione telematica, oltre a limitazioni nei contatti con soggetti diversi dai familiari e dal difensore.

Edited by, martedì 30 giugno 2026, ore 9,54. 

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