
C’è un indagato per omicidio colposo, un medico, nell’ambito dell’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore di Patti VITTORIO FIUME, sulla morte della piccola NICOLE CAMELIA, 18 mesi, di Brolo, deceduta all’ospedale “Barone Romeo” di Patti il Venerdì Santo. Intanto si svolgeranno domenica 12 i funerali della piccola come riporta il manifesto funebre affisso in paese (in alto). Gli avvocati PAOLO STARVAGGI e DOMENICO MAGISTRO assistono i genitori della bambina. Il servizio…
MASSIMO SCAFFIDI
C’è un silenzio che attraversa Brolo e l’intero comprensorio. Un silenzio carico di dolore, di incredulità, di parole che non riescono a trovare voce davanti a una tragedia che ha colpito tutti. La morte della piccola Nicole Camelia, appena 18 mesi, non è soltanto il dramma di una famiglia. È una ferita aperta per un’intera comunità che, in queste ore, si è stretta attorno ai genitori con una partecipazione rara e profonda.
La notizia era arrivata come un fulmine nel giorno più simbolico, il Venerdì Santo, lo scorso 3 aprile. La bimba era giunta in condizioni disperate al pronto soccorso dell’ospedale “Barone Romeo” di Patti, dopo essere stata soccorsa nella sua abitazione di Brolo. Nonostante i tentativi dei sanitari, per lei non c’è stato nulla da fare.
Nicole era una piccola guerriera. Nata prematura, con un peso di appena 500 grammi, aveva affrontato sin dai primi giorni di vita un percorso difficile, segnato da criticità cardiache e polmonari. Eppure, grazie all’amore della sua famiglia e a un lungo cammino di cure e sacrifici, era riuscita a crescere, a migliorare, a sorprendere tutti. I genitori avevano fatto la spola tra l’ospedale Cannizzaro di Catania in cui la piccola era nata, il “Bambin Gesù” di Taormina in cui è stata sottoposta ad un intervento chirurgico al cuore e l’Utin di Patti che subito dopo l’ha presa in cura, e si era riusciti nel miracolo di portare Nicole ad una condizione più che tranquillizzante, tanto che la bimba pesava 6 kg, cominciava a camminare ed a parlare, oltre che a nutrirsi nell’incredulità di quanti al momento della nascità avevano pensato che difficilmente ce l’avrebbe fatta.
Nicole ce l’aveva fatta, dicevano i medici del Cannizzaro, che l’avevano adottata ed ancora continuvavano con amore a seguire. Ma quando tutte le angosce sembravano alle spalle, quando il calvario sembrava terminato, inaspettatamente, il dramma del Venerdì Santo.
Sulla vicenda la Procura di Patti ha avviato da subito gli accertamenti previsti dai protocolli. Il sostituto procuratore Vittorio Fiume che inizialmente aveva aperto un fascicolo contro ignoti, disponendo l’autopsia per chiarire le cause del decesso. Poi il quadro sanitario\giudiziario si è arricchito di nuovi elementi. Ora per la morte della piccola Nicole, la Procura della Repubblica di Patti ha avviato un’indagine finalizzata a chiarire con esattezza le cause del decesso e iscrivendo un medico nel registro degli indagati. Infatti nel corso delle attività istruttorie, i legali dei genitori – l’avvocato Paolo Starvaggi, per la madre della piccola Nicole e l’avvocato Domenico Magistro, per il padre – hanno presentato una richiesta di iscrizione nel registro degli indagati, ai sensi dell’articolo 335 del Codice di procedura penale, nei confronti di un medico che ha seguito la bimba e dell’Asp di Messina, quest’ultima in qualità di responsabile civile, ipotizzando i reati di omicidio colposo e responsabilità sanitaria. Secondo quanto ricostruito dai legali, un passaggio cruciale riguarderebbe la visita di controllo effettuata l’1 aprile scorso presso il Centro Cardiologico Pediatrico del Mediterraneo dell’ospedale “San Vincenzo” di Taormina. In quella sede, il responsabile del reparto avrebbe disposto l’immediata sospensione della somministrazione del Sildenafil, un farmaco salvavita che, in precedenza, era stato indicato come da ridurre gradualmente, in linea con le indicazioni delle linee guida.
A supporto di questa tesi i legali hanno prodotto tre referti medici relativi alle visite effettuate nel tempo. In particolare, nel documento dell’1 aprile, pur risultando indicata nella parte iniziale la terapia con Sildenafil (0,4 mg ogni 8 ore), nelle conclusioni non compare alcuna conferma della stessa. Una circostanza che si discosta dai precedenti referti: in quello del 27 giugno 2025 la terapia veniva esplicitamente confermata mentre in quello del 24 settembre 2025 era stata rimodulata, con un incremento del dosaggio.
Ulteriore elemento depositato da legali riguarda una serie di conversazioni WhatsApp tra la madre della bambina e tre medici che avevano seguito la piccola Nicole nel suo percorso clinico. Messaggi dai quali emergerebbero le preoccupazioni espresse dalla donna subito dopo la visita dell’1 aprile, proprio in relazione alla sospensione del farmaco. Alla luce di tali elementi, il pubblico ministero, dottor Vittorio Fiume, ha inizialmente sospeso le operazioni per poi procedere, il giorno successivo, all’iscrizione del sanitario nel registro degli indagati per omicidio colposo. Contestualmente sono stati notificati l’avviso di garanzia e quello di accertamento tecnico irripetibile, con la nomina del consulente d’ufficio.
L’incarico è stato affidato al dott. Giovanni Andò, che ha eseguito l’autopsia alla presenza del consulente dei familiari, il dott. Luigi Lucibello. Al termine degli accertamenti il corpo della piccola Nicole è stato restituito ai familiari e trasferito nella camera mortuaria dell’ospedale “Barone Romeo” di Patti, da cui nel pomeriggio di oggi – sabato 11 aprile – sarà trasportato presso l’abitazione familiare di Brolo. I funerali si svolgeranno domenica 12 aprile, alle ore 16, nella Chiesa Madre di Brolo.
Un ultimo saluto che si preannuncia carico di emozione e partecipazione, perché Nicole, in questi suoi 18 mesi di vita, è riuscita a lasciare un segno profondo.
“Un piccolo angelo è tornato al cielo” – Così si legge nell’annuncio funebre. Una frase semplice, che prova a dare senso a qualcosa che senso non ha. Resta il ricordo di una bambina che aveva imparato a lottare prima ancora di vivere davvero. Resta l’immagine di una famiglia che non ha mai smesso di crederci. E resta una comunità intera che oggi si stringe, in silenzio, attorno a un dolore che appartiene a tutti.
Edited by, sabato 11 aprile 2026, ore 11,38.