Brolo, op. “Mutui fantasma”. In appello 6 condanne ridotte e 15 assoluzioni

La Corte d’Appello di Messina ha parzialmente riformato la sentenza di primo grado emessa dal collegio giudicante del Tribunale di Patti nel giugno 2023, nel procedimento scaturito dall’operazione “MUTUI FANTASMA” scattata a Brolo nel 2014, con l’esecuzione di misure cautelari a carico di 7 persone. Emesse 6 condanne, tutte ridotte e disposte 15 assoluzioni. Tutti i dettagli nel servizio (foto in alto l’ex capo dell’Ufficio Ragioneria del comune, CARMELO ARASI, con condanna ridotta a 7 anni e 1 mese di reclusione)…

GIUSEPPE LAZZARO

La Corte d’Appello di Messina (presidente Katia Mangano, a latere Antonino Giacobello e Carmine De Rose) ha parzialmente riformato la sentenza di primo grado emessa dal collegio giudicante del Tribunale di Patti nel giugno 2023, nel procedimento scaturito dall’operazione “Mutui fantasma” scattata a Brolo nel 2014, con l’esecuzione di misure cautelari a carico di 7 persone. L’inchiesta riguardava l’accensione di mutui con la Cassa Depositi e Prestiti da parte del comune di Brolo, tra il 2009 e il 2013, per finanziare opere pubbliche che, secondo l’accusa, non furono realizzate o erano relativi a procedimenti viziati, nonché per l’erogazione da parte del comune di contributi a privati e sovvenzioni ad associazioni sportive.

LA SENTENZA D’APPELLO

La Corte d’Appello ha disposto la riduzione della pena per l’ex dirigente dell’Ufficio Ragioneria del comune, Carmelo Arasi, a 7 anni e 1 mese di reclusione, contro i 15 anni e 3 mesi inflitti in primo grado. Per lui disposta anche l’intervenuta prescrizione per un capo di imputazione.

Pena ridotta a 5 anni e 9 mesi anche per Salvo Messina, ex sindaco di Brolo, condannato in primo grado a 7 anni e 6 mesi di reclusione.

Santa Caranna

Pene lievemente ridotte anche per altri quattro imputati: Santa Caranna condannata a 4 anni e 6 mesi di reclusione (4 anni e 9 mesi in primo grado); Rosa Castrovinci, pena ridotta a 3 anni (in primo grado 4 anni e 15 giorni); Antonella Campo, pena ridotta da 4 anni e 6 mesi a 4 anni e 3 mesi; Giuseppina Di Leo, pena dirotta da 4 anni e 9 mesi a 4 anni e 4 mesi.

Giuseppina Di Leo

Antonella Campo

Assolti gli altri 15 imputati, condannati invece in primo grado, perché il fatto non costituisce reato. Si tratta di: Elena Rosa Lo Vercio, Enza Rifici, Giovanni Scaffidi Mangialardo, Antonino Masi, Antonino Giuffrè, Vittorio Astone, Giuseppe Indaimo, Rossella Arasi (figlia del ragioniere Carmelo), Dario Presti, Rosa Gatto, Tina Gatto, Giuseppe Caranna, Domenico Caranna, Carmelo Gentile e Costantino Maniaci.

Revocate anche le pene accessorie e le confische, nonché le statuizioni civili specifiche della sentenza di primo grado, confermata nel resto.

Disposto per tutti il pagamento delle spese processuali ed il risarcimento delle parti civili, da liquidarsi in separata sede. Dopo il deposito delle motivazioni (entro novanta giorni) gli imputati potranno presentare l’ultimo ricorso in Cassazione.

LE ACCUSE

Salvo Messina definito il “capo”, Carmelo Arasi l’“organizzatore”, Antonella Campo, Santa Caranna e Giuseppina Di Leo “partecipi” dell’associazione nata per commettere “delitti di falso, truffa e peculati”. Questo il principale quadro emerso all’atto di conclusione delle indagini sui mutui fantasma al Comune di Brolo firmato dai sostituti procuratori Francesca Bonanzinga (oggi alla Procura di Messina) e Maria Milia, agli atti del processo. Sono le associazioni sportive operanti nel territorio comunale di Brolo ad essere state passate al setaccio dagli inquirenti e dove emergono i maggiori movimenti di denaro mai approvato dalla Giunta Municipale come invece previsto. Il caso forse più eclatante è quello che riguarda la palestra “Lair Sport/Associazione sportiva dilettantistica”. Sino al settembre del 2012 era Salvo Messina il legale rappresentante sostituito dalla suocera, Elena Rosa Lo Vercio (adesso assolta) dal giugno 2012. Secondo gli inquirenti Carmelo Arasi e Salvo Messina avrebbero, “con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso e in tempi diversi”, emanato ben 44 mandati di pagamento dal 2009 al 2013 attestando falsamente spese mai autorizzate dall’Ente in favore della “Lair Sport”, per un importo complessivo di 635.400,00 €. Anche il vice sindaco ed assessore al bilancio del tempo, il commercialista Carmelo Gentile, era stato condannato e adesso assolto. Gli era stata contestata l’appropriazione indebita, in concorso con Carmelo Arasi, della somma complessiva di 26.437 € come rimborso e indennità di carica mai autorizzate dall’ente. E’ di 48.000 € invece la somma che è stata incassata dalla Volley Mar Tirreno negli anni 2012 e 2013. Queste somme, si legge negli atti, venivano occultate in bilancio quali “spese urgenti, indifferibili e non frazionabili”, “competenza versamento tassa igiene”. Per tale reato era stata accusata anche Enza Rifici, moglie dell’ex sindaco Messina e adesso assolta. Nel vortice dell’inchiesta anche la Tiger Brolo, la società calcistica fallita nell’estate 2015 dopo la retrocessione in Eccellenza. Secondo l’accusa, infatti, in concorso tra loro, Carmelo Arasi, Giovanni Scaffidi Mangialardo e Antonino Masi, questi ultimi in qualità di presidenti della Tiger del tempo, avrebbero incassato 122.100,00 € dal 2009 al 2013 nonostante la disposizione di un contributo ordinario di 10.000 euro annui, con il solito stratagemma di occultamento di tali somme sotto le voci “spese urgenti, indifferibili e non frazionabili”, “competenza versamento tassa igiene”. Ma Scaffidi Mangialardo e Masi adesso sono stati assolti. Stesso sistema è stato utilizzato per l’incasso di quasi 8.000 € a favore dell’Associazione Tennistica Dilettantistica Circolo Tennis di Brolo, con l’esibizione presso la tesoreria di falsi mandati di pagamento a favore di Antonino Giuffrè, rappresentante legale della società sportiva e adesso assolto. 25.500 € invece sono stati incassati, sempre con l’occultamento delle somme sotto la voce “spese urgenti, indifferibili e non frazionabili”, “competenza versamento tassa igiene”, da Vittorio Astone, rappresentante legale dell’Associazione Polisportiva Dilettantistica Futura Brolo dal 2011 al 2013 e adesso assolto. Secondo l’accusa tutte queste somme non sono mai state autorizzate dall’Ente perché mancavano i pareri competenti. E ancora, in concorso tra loro, Salvo Messina, Carmelo Arasi, Costantino Maniaci, Mario Messina e Santa Caranna con “artifici e raggiri”, avrebbero presentato alla Cassa Depositi e Prestiti richiesta di prestito di scopo ordinario per l’importo di 1.700.000,00 € per la realizzazione di un palazzetto dello sport polivalente allegando una delibera di giunta falsa perché alterata da Maniaci e Arasi nella parte in cui venivano stabilite le modalità di finanziamento dell’opera, attestazioni false circa la capacità a contrarre debiti da parte dell’ente e della privazione in bilancio di tale addebitamento a firma di Arasi con relative approvazioni di bilancio di previsione 2011 e attestazioni false circa lo stato di avanzamento dei lavori. Questo, secondo l’accusa, avrebbe indotto in errore i funzionari della Cassa Depositi e Prestiti che stipulavano un contratto di mutuo con l’ente brolese credendo che i lavori fossero già avanzati e procedevano così con l’erogazione degli accrediti. Sempre per la stessa vicenda Costantino Maniaci era stato accusato di aver modificato la delibera di giunta originale del 3 ottobre 2011 n. 14, omettendo a pagina 2 il punto in premessa in cui si specificava che era prevista una parziale copertura delle spese per l’opera con un finanziamento dell’assessorato regionale di 1.200.000,00 € e sostituendo a pag. 3 la lettera d) che originariamente spiegava come il Comune avrebbe coperto le spese grazie al contributo della Regione ma sostituita con la dicitura che “l’ente potrà far fronte alla spesa necessaria accendendo un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti o con altri istituti bancari preposti”. Santa Caranna, quale responsabile del procedimento del mutuo, è stata inoltre accusata di aver attestato falsamente, con determina del 16 dicembre 2011, che il bilancio di esercizio 2011 era stato approvato con delibera consiliare n. 23 del 21 marzo 2011 e dove vi era l’impegno di richiedere un mutuo di 1.700.000,00 € per la realizzazione del palazzetto dello sport, quando invece era stato approvato con delibera n. 13 del 7 giugno e non vi era alcuna previsione di tale prestito. Nel calderone c’era anche il mutuo per i lavori di miglioramento sismico dell’edificio 1 della scuola elementare di via Roma. In questo caso Salvo Messina, Mario Messina e Carmelo Arasi, erano stati accusati di aver richiesto un finanziamento alla Cassa Depositi e Prestiti di 918.750.000 € allegando la delibera di giunta n. 179 del 23 dicembre 2010 ma falsa perché – scrissero i pm Bonanzinga e Milia al tempo – “in essa venivano omesse le disposizioni circa le modalità di finanziamento dei lavori, attestazioni circa la capacità a contrarre debiti da parte dell’ente e della previsione in bilancio di contrarre tale debito ma anche attestazioni false circa lo stato di avanzamento dei lavori e nel redigere attestazioni inerente i beni culturali per ottenere un mutuo di importo superiore rispetto a quanto deliberato in giunta”. Coloro che vengono definiti dagli inquirenti come “capo” (Messina Salvo) e “organizzatore” (Arasi Carmelo) sono accusati anche di aver presentato attestazioni false circa l’approvazione del bilancio di esercizio 2011 riportante la previsione di un prestito per la realizzazione dei lavori in contrada Sirò procurandosi un ingiusto vantaggio economico consistente nella disponibilità di 583.530 €. Sempre l’ex sindaco e l’ex ragioniere capo sono stati accusati di avere indotto in errore la Cassa Depositi e Prestiti per una attestazione di avanzamento dei lavori per un contributo riguardante la realizzazione di otto alloggi popolari in contrada Piana del Comune di Brolo per un importo complessivo di 631.849 €, in realtà mai iniziati come il palazzetto dello sport dei sogni o l’adeguamento sismico della scuola elementare. Stesso copione per i lavori di completamento del metanodotto per un importo complessivo di 330.874 euro. Il ragioniere Arasi è stato accusato anche di avere esibito, presso la Tesoreria comunale, dei falsi mandati di pagamento, a sua firma, attestanti spese mai autorizzate e si sarebbe appropriato della somma complessiva di 629.804 €. Con lo stesso sistema sarebbero stati accreditati su conti correnti personali ben 267.407,28 € a Santa Caranna, 78.951,04 € ad Antonella Campo, 10.957,82 € a Francesca Mondello, 38.580,00 € a Giuseppina Di Leo e 7.416,27 € a Rosa Castrovinci. La figlia del ragioniere Arasi, Rossella, era stata accusata di avere incassato, con la complicità del padre, 96.998,01 € attestando spese mai autorizzate dall’ente. Erano ancora numerosi i capi di accusa per gli imputati come, ad esempiom quello che riguarda Carmelo Arasi e Giuseppina Di Leo per l’appropriazione di 180.392,73 € dal 2011 al 2013 e l’ex ragioniere è accusato anche di avere attestato falsamente che alla data del 21 dicembre 2011 non esistevano debiti fuori bilancio, circostanza non rispondente al vero posto che risultavano numerosi provvedimenti esecutivi a danno del Comune di Brolo. La dichiarazione era stata redatta in risposta alla richiesta formulata dall’allora Revisore dei Conti Tiziana Vinci.

Edited by, martedì 24 giugno 2025, ore 9,24.

 

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