Capo d’Orlando: Droga sul pulmino. Una condanna e un’assoluzione per due donne

Una condanna a 6 mesi con la sospensione della pena e un’assoluzione. Questa la sentenza emessa dal giudice monocratico del Tribunale di Patti (foto in alto) MARIALUISA GULLINO nei confronti di due donne di Capo d’Orlando, di 30 e 28 anni, che erano state arrestate, unitamente ad un altro soggetto che ha patteggiato la pena a 3 anni, la sera del 23 marzo 2019, su un pulmino, a Ponte Naso con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti…

Si è concluso con una condanna ed un’assoluzione il processo di primo grado a carico di due ragazze di Capo d’Orlando, J.C., oggi 30enne e C.F., oggi 28enne, che erano state arrestate la sera del 23 marzo 2019 dai carabinieri della Stazione di Capo d’Orlando durante un servizio di controllo per la repressione del traffico di stupefacenti.

Le due giovani quella sera si trovavano a bordo di un furgone da 16 posti all’interno del quale vi erano altri 11 ragazzi che componevano la comitiva. Il gruppo viaggiava alla volta di Catania sul mini bus preso a noleggio da una ditta privata per trascorrere una serata in discoteca. Il veicolo, condotto dall’autista dipendente della ditta noleggiante, dopo essere partito dal Cat di Capo d’Orlando veniva fermato dai militari a Ponte Naso.

A seguito dei primi controlli erano rinvenute addosso alla J.C., occultate dentro il reggiseno, due dosi di ketamina, due dosi di Mdma e due pasticche di ecstasy mentre la perquisizione personale sulla C.F. dava esito negativo. Sotto il sedile occupato da quest’ultima era però rinvenuto un contenitore a forma di batteria all’interno del quale c’erano sette dosi di cocaina.

Un terzo soggetto, C.L., oggi 31enne era, invece, trovato in possesso di quattordici involucri di cocaina, una pasticca di ecstasy, tutti contenuti in un imballo di cellophane nonché un’ulteriore dose di cocaina occultata all’interno di un altro involucro. Sugli altri occupanti il bus la perquisizione dava esito negativo mentre nel vano posteriore del veicolo era rinvenuta altra sostanza stupefacente e precisamente due dosi di cocaina dentro un pennarello, una dose di Mdma ed una pasticca di ecstasy, che però non veniva attribuita a nessun componente della comitiva. I tre soggetti erano, quindi, posti in arresto e poi imputati per avere, in concorso tra loro, detenuto a fini di spaccio tutta la droga oggetto di sequestro.

Prima dell’inizio del processo C.L., difeso dall’avvocato Ugo Colonna, del foro di Messina, patteggiava una pena di 3 anni di reclusione mentre le altre due giovani decidevano di affrontare il dibattimento. All’esito dell’istruttoria dibattimentale il giudice monocratico del Tribunale di Patti, Marialuisa Gullino, previa riqualificazione del reato nella fattispecie meno grave di cui al quinto comma dell’art. 73 del D.P.R. n. 309 del 1990, ha condannato J.C., difesa dall’avvocato Marco Franco, del foro di Roma, alla pena di 6 mesi di reclusione e 800 euro di multa, oltre le spese processuali, con concessione della sospensione condizionale mentre ha assolto C.F., difesa dall’avvocato Alessandro Nespola, del foro di Patti, con la formula “per non aver commesso il fatto”.  Con riferimento alla pronuncia assolutoria secondo il giudice non può escludersi che la droga contenuta nel contenitore a forma di batteria fosse appartenuta a qualcun altro, in particolare al C.L. ed alla ragazza che era seduta accanto alla C.F. come da sempre sostenuto dall’imputata.

          Giuseppe Lazzaro

Edited by, sabato 9 luglio 2022, ore 8,17. 

 

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