Capo d’Orlando: Sequestro conservativo dei beni (1,4 milioni) della Guardia di Finanza. L’inchiesta è del 2017

Dopo avere pubblicato integralmente giovedì 4 agosto, e non c’era riportato alcun nome, il comunicato stampa trasmesso dal Comando Provinciale della guardia di finanza, carte alla mano emerge che risale al 2017, quindi non è una novità e con il dibattimento aperto al Tribunale di Patti, l’inchiesta delle Fiamme Gialle che ha portato al sequestro conservativo di beni, per un valore di 1,4 milioni di euro, nei confronti dell’imprenditore ENZO SINDONI, ex sindaco di Capo d’Orlando…

Dopo avere pubblicato integralmente giovedì 4 agosto, e non c’era riportato alcun nome, il comunicato stampa trasmesso dal Comando Provinciale della guardia di finanza, carte alla mano emerge che risale al 2017, quindi non è una novità, l’inchiesta delle Fiamme Gialle che ha portato al sequestro conservativo di beni, per un valore di 1,4 milioni di euro, nei confronti dell’imprenditore Enzo Sindoni, ex sindaco di Capo d’Orlando. Nel dettaglio si tratta di quattro immobili tra Capo d’Orlando, Milano ed in provincia di Genova e quote di partecipazione relative a quattro sigle societarie e firmato dal presidente della Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti Vincenzo Lo Presti.

Il recente sequestro “ante causam”, a salvaguardia degli interessi dell’erario, disposto dalla Corte dei Conti della Regione Siciliana, riguarda alcune contestazioni di indebita percezione di finanziamenti dell’Unione Europea nel settore dell’agricoltura.

L’operazione, denominata “Agrumi d’oro”, portò al dibattimento processuale davanti al Tribunale di Patti nei confronti di nove imputati. Il procedimento risale al 2017 e gli atti furono trasferiti alla Corte dei Conti per le valutazioni di competenza. Si tratta dunque di un’indagine già a processo e sulla quale l’Agridea, il consorzio agricolo rimasto coinvolto al tempo, ne aveva contestato i contenuti nel febbraio 2017 definendola “una rivincita” che ha tanto il sapore della vendetta”. In riferimento ad analoghe operazioni della guardia di finanza poi sfociate in archiviazioni dei procedimenti (fatti anni 2001 Procura di Palmi e 2008 Procura di Siracusa).

IL COMUNICATO STAMPA DELLA GUARDIA DI FINANZA (nomi di società e persone con ndr sono stati da noi aggiunti)

I finanzieri del Comando Provinciale di Messina hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro conservativo emesso dalla Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti di Palermo, per un’ipotesi di danno erariale conseguente a episodi di indebita percezione di finanziamenti dell’Unione Europea, erogati quali aiuti e sovvenzioni a società attive nel settore dell’agricoltura. Il provvedimento cautelare interviene nella fase “ante causam” ed è stato notificato unitamente alla contestazione provvisoria di responsabilità. In particolare la complessa attività investigativa svolta, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Messina, ha consentito di individuare un consolidato meccanismo illecito che vedeva coinvolti tre consorzi di Capo d’Orlando facenti capo ad un’unica compagine societaria, oltre ad una nota società sportiva locale (Orlandina Basket ndr), anch’essa risultata beneficiaria dei contributi indebitamente percepiti.

L’analisi delle risultanze investigative ha consentito di contestare l’esistenza di un articolato schema di reciproca fatturazione di costi non esistenti, praticato dai tre consorzi coinvolti, allo scopo di costruire una falsa rappresentazione delle differenti realtà aziendali e nella prospettiva di creare i presupposti formali per l’indebito ottenimento dei contributi dell’Unione Europea. Valorizzando gli elementi probatori acquisiti, la Corte dei Conti di Palermo ha richiesto ulteriori specifici approfondimenti finalizzati ad evidenziare i possibili profili di responsabilità amministrativo-contabile per il danno erariale emerso dalle indagini. Con questo obiettivo, sulla scorta di un’ulteriore specifica delega attribuita al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Messina, si è provveduto a ricostruire le ipotesi di responsabilità nei confronti di due soggetti, coinvolti quali referenti delle società oggetto di accertamento. Per uno, in particolare (Enzo Sindoni ndr), risultato quale amministratore di fatto dei tre consorzi, la Procura contabile ha richiesto l’effettuazione di mirati accertamenti patrimoniali e, quindi, proposto l’adozione di un provvedimento di sequestro conservativo. Il provvedimento, teso a salvaguardare gli interessi dell’erario attraverso il blocco dei beni fino al raggiungimento della somma che si considera indebitamente percepita, ha consentito di sottoporre a sequestro beni immobili e quote societarie per un importo complessivo quantificato pari ad euro 1,4 milioni.

Giuseppe Lazzaro

Edited by, sabato 6 agosto 2022, ore 14,49. 

 

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