Catania, op. “Naumachia”: arrestate 36 persone dei clan Santapaola-Ercolano e gruppo Nizza – IL VIDEO

Oltre 200 carabinieri di Catania sono stati impegnati in una grossa operazione antimafia che ha colpito 36 persone ritenute appartenenti alla famiglia mafiosa dei Santapaola-Ercolano. Sono accusate di estorsione, spaccio di droga e ricettazione. Nel corso delle perquisizioni sono state trovate armi comuni e da guerra. L’operazione, denominata “Naumachia”, ha riguardato anche le province di Siracusa, Enna, Asti, Agrigento, Caltanissetta, Napoli, Pavia e Palermo. Il servizio sul link Sicilia News (in alto il video fornito dai CC)…

Oltre 200 carabinieri di Catania sono stati impegnati in una grossa operazione antimafia che ha colpito 36 persone ritenute appartenenti alla famiglia mafiosa dei Santapaola-Ercolano. Sono accusate di estorsione, spaccio di droga e ricettazione. Nel corso delle perquisizioni sono state trovate armi comuni e da guerra. L’operazione, denominata “Naumachia”, ha riguardato anche le province di Siracusa, Enna, Asti, Agrigento, Caltanissetta, Napoli, Pavia e Palermo.

Le indagini sono cominciate nel 2020 e si sono protratte fino al gennaio 2023. Al centro il gruppo Nizza, attivo nei quartieri San Giovanni Galermo, Librino e San Cristoforo ma anche i gruppi dei quartieri di Castello Ursino e San Cosimo. Tra i principali indagati c’è proprio il detenuto Giovanni Nizza, capace di mantenere contatti costanti con i componenti liberi del clan, dai quali avrebbe ricevuto puntuali aggiornamenti e ai quali avrebbe impartito direttive. Il ruolo di responsabile operativo sarebbe stato affidato a uomini diversi: dapprima Silvio Corra (poi diventato collaboratore di giustizia), quindi Salvatore Scavone (anche lui divenuto collaboratore di giustizia) e Natalino Nizza, figlio di Giovanni, affiancati da Rosario Lombardo (deceduto), storico consigliere del clan.

Negli ultimi dieci anni tutti i fratelli Nizza (Daniele, Giovanni, Andrea, Salvatore, Fabrizio) sono stati colpiti da ordinanze e da condanne, per due di loro (Daniele e Andrea) è stato applicato il 41 bis (carcere duro), mentre Fabrizio ha intrapreso il percorso della collaborazione con la giustizia. Dall’indagine sono emerse estorsioni a imprenditori locali ma la vera forza dei Nizza era nella eccellente capacità di gestione del traffico di droga, grazie anche alla forza militare che permetteva di mantenere una posizione di potere nel mercato catanese. Le maggiori piazze di spaccio erano a Librino, San Cristoforo e San Giovanni Galermo: i guadagni venivano utilizzati per mantenere i detenuti (con lo scopo di evitare che, venendo abbandonati dall’organizzazione, si potessero rivolgere allo Stato) e per aumentare l’imponente dotazione di armi.

Importanti anche i ruoli rivestiti dalle donne e l’ascesa dei giovani figli verso ruoli di rilievo. Tra le figure delle mogli dei fratelli Nizza particolare importanza sarebbe stata rivestita da Maria Rosaria Nicolosi, moglie di Giovanni e madre di Natalino: avrebbe avuto un ruolo di collegamento tra il marito e i membri del clan liberi, organizzando la partecipazione degli affiliati alle video chiamate autorizzate tra lei e il marito e ricevendo le richieste sulla gestione del clan; avrebbe anche procurato preziosi alleati nel traffico di stupefacenti, suggerendo strategie e alleanze mafiose.

Nel frattempo andava avanti l’ascesa criminale dei giovani “figli d’arte” come Natalino e Salvatore Sam Privitera (figlio di Giovanni, detto “u nacchiu”), oggi collaboratore di giustizia: già da minorenni sarebbero stati investiti dal latitante Andrea Nizza del compito di suoi messaggeri, percorrendo un “cursus honorum” criminale formidabile, arrivando anche a rivestire ruoli organizzativi all’interno del gruppo Nizza in un momento in cui tutti i più anziani si trovavano in carcere. Questa ascesa è stata duramente ostacolata dopo l’omicidio di Vincenzo Timonieri: un fatto di sangue di estrema gravità, compiuto ai danni di un appartenente alla stessa cosca e vicino a coloro i quali si sono resi responsabili del delitto, Natalino Nizza e Sam Privitera, arrestati e condannati.

Tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021 è emersa una contrapposizione violenta tra i Nizza e il gruppo mafioso facente capo al detenuto Lorenzo Saitta, detto “lo scheletro”, il quale voleva sottrarre alla famiglia la principale fonte di reddito e di potere, approfittando della debolezza del gruppo in quel momento storico. Una guerra sfociata anche in scontri a fuoco.

Gli investigatori hanno anche scoperto la particolare affezione della famiglia Nizza alle celebrazioni per Sant’Agata, patrona di Catania: in particolare nel 2022 è stata documentata l’affissione a una delle candelore votive di uno stendardo recante, tra le altre, la parola “Banana” (storico soprannome di Giovanni Nizza). Sono invece del 2023 i video pubblicati su una nota piattaforma social che mostrano un bambino, legato da stretti vincoli di parentela a Giovanni Nizza, fatto sedere durante la processione sulla medesima candelora che aveva ospitato lo stendardo.

In carcere sono finiti:

ANDÒ Salvatore, nato a Catania il 21.9.1992;

BONFIGLIO Kevin, nato a Catania il 2.12.1993;

CALABRETTA Mario Maurizio, nato a Catania il 15.01.1988;

COCUZZA Antonino, nato a Catania il 5.9.1974;

CONTARINI Domenico, nato a Catania l’11.7.1971;

COSTANZO Giovanni, nato a Catania il 25.7.1994;

CUTUGNO Angelo, nato a Catania il 6.11.1993;

DENARO Paolo Giuseppe, nato a Catana il 19.5.1994;

DI GAETANO Pierpaolo Gianluca, nato a Catania il 29.6.1979;

FINOCCHIARO Orazio, nato a Catania l’8.11.1972;

FONTANAROSA Michele, nato a Catania il 13.4.1957;

GARDALI Marco, nato a Catania il 6.6.1996;

LA ROSA Andrea, nato a Catania il 4.11.1989;

LIZZIO Simone, nato a Catania il 20.11.1998;

LO PRESTI Alessandro, nato a Catania il 21.2.1980;

MAGRI’ Francesco, nato a Catania il 20.12.1971;

MAGRI’ Giovanni, nato a Catania il 6.10.1994;

MARLETTA Mario, nato a Catania il 5.1.1989;

MAZZARELLI Giuseppe, nato a Catania il 28.8.1995;

MUSCARÀ Corrado Gabriel, nato a Catania il 13.9.1996;

NICOLOSI Maria Rosaria, nata a Catania il 29.8.1977;

NIZZA Giovanni, nato a Catania il 18.11.1973;

NIZZA Natale, nato a Catania il 12.11.1996;

NIZZA Natale Dario, nato a Catania il 29.8.1993;

PATANE’ Carmelo Christian, nato a Catania il 19.7.1994;

PINO Vincenzo, nato a Catania il 2.10.1998;

PINTO Giovanni, nato a Catania il 29.10.1976;

PLATANIA Francesco, nato a Catania il 2.4.1968;

PRIVITERA Giovanni, nato a Catania il 17.12.1975;

PRIVITERA Giovanni Maria, nato a Catania il 7.8.1993;

RAIMONDO Antonino, nato a Catania il 15.8.1973;

RUSSO Mario, nato a Catania il 7.3.1972;

SCAVONE Ivan, nato a Catania il 2.6.1994;

STRAZZERI Gabriele Agatino, nato a Catania il 30.9.1995;

TRENTUNO Antonino, nato a Catania il 3.1.1994.

Ai domiciliari con controllo elettronico: MISSALE Saverio, nato a Catania il 30.6.1964.

g.l.

Edited by, giovedì 10 luglio 2025, ore 15,50. 

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