Fondi agricoli UE: Inefficace la misura cautelare per l’agronomo di Acquedolci Alfredo Napoli

Martedì scorso, 27 ottobre, il Gip del Tribunale di Enna ORNELLA MAIMONE ha dichiarato l’inefficacia della misura cautelare personale applicata all’agronomo di Acquedolci ALFREDO NAPOLI, coinvolto nella maxi-operazione della Procura Europea di Palermo e dei carabinieri della Tutela Agroalimentare contro una presunta truffa sui sussidi agricoli dell’Unione Europea in Sicilia, scattata lo scorso 22 ottobre (vedere servizio postato sul link News lo scorso 26 ottobre). Il servizio…

Martedì scorso, 27 ottobre, il Gip del Tribunale di Enna Ornella Maimone ha dichiarato l’inefficacia della misura cautelare personale applicata all’agronomo di Acquedolci Alfredo Napoli. La dichiarazione di inefficacia non costituisce una pronuncia assolutoria né determina la conclusione del procedimento penale. Essa comporta, tuttavia, il venir meno dell’efficacia della misura cautelare personale precedentemente disposta.

Alfredo Napoli, difeso dall’avvocato Sebastian Calcò, è rimasto coinvolto nella maxi-operazione della Procura europea (EPPO) di Palermo e dei carabinieri della Tutela Agroalimentare contro una presunta truffa sui sussidi agricoli dell’Unione Europea in Sicilia, scattata lo scorso 22 ottobre (vedere servizio in archivio postato sul link News lunedì 26 ottobre ndr). I militari dell’Arma, sotto il coordinamento del Generale di Brigata Salvatore Altavilla, comandante del Comando Carabinieri per la Tutela Agroalimentare, hanno eseguito 10 misure cautelari a Mistretta, Capizzi, Nicosia e Piazza Armerina, disposte dal Gip del Tribunale di Enna: si tratta di un arresto in carcere, 5 arresti domiciliari e 4 misure interdittive. E l’agronomo Alfredo Napoli era stato raggiunto da una delle quattro misure interdittive che, come detto, adesso è inefficace.

L’indagine, condotta tra il 2024 e il 2025, avrebbe svelato la presunta esistenza di due gruppi criminali che avrebbero presentato pratiche d’aiuto ingannevoli per conto di decine di agricoltori locali. La rete si sarebbe servita di un Centro di Assistenza Agricola (CAA) abusivo e avrebbe usato terreni dell’ISMEA ubicati tra le provincie di Enna e Messina, per ottenere i contributi comunitari, senza però pagarne i canoni dovuti. Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di associazione per delinquere, truffa aggravata per l’ottenimento di fondi pubblici ed esercizio abusivo di funzioni pubbliche. Contestualmente agli arresti, il Gip ha disposto il sequestro di beni per un valore totale di 900.000 euro, pari al valore dei contributi UE indebitamente percepiti.

Edited by, venerdì 30 ottobre 2026, ore 14,40.

 

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