Frana di Niscemi: Sono 13 gli indagati e gli ultimi 4 governatori siciliani

Svolta nelle indagini sulla frana che il 25 gennaio scorso ha devastato Niscemi (foto in alto): tra i 13 indagati per disastro colposo e danneggiamento ci sono i presidenti della Regione Siciliana in carica dal 2010 al 2026: RAFFAELE LOMBARDO, ROSARIO CROCETTA, NELLO MUSUMECI e l’attuale governatore RENATO SCHIFANI. Il servizio sul link Sicilia News…

Svolta nelle indagini sulla frana che il 25 gennaio scorso ha devastato Niscemi: tra i 13 indagati per disastro colposo e danneggiamento ci sono i presidenti della Regione Siciliana in carica dal 2010 al 2026: Raffaele Lombardo (2008-2012), Rosario Crocetta (2012-17), Nello Musumeci (2017-22) e Renato Schifani (2022 in corso). L’enorme smottamento ha trascinato a valle case e mezzi, con decine di immobili sospesi nel vuoto. Circa 1.500 gli sfollati dei quali circa la metà sono rientrati nelle loro abitazioni alcune settimane addietro.

Oltre ai presidenti della Regione (indagati sia in qualità di commissari delegati all’attuazione degli interventi previsti dall’ordinanza di Protezione civile nazionale che imponeva la realizzazione di opere di mitigazione del rischio della frana, sia in qualità di commissari di governo contro il dissesto idrogeologico), sono indagati i capi della Protezione civile regionale dal 2010 al 2026: Pietro Lo Monaco, Calogero Foti e Salvatore Cocina; i direttori generali della Regione preposti all’ufficio contro il dissesto idrogeologico, Vincenzo Falgares, Salvo Lizio e Maurizio Croce, Sergio Tuminello, Giacomo Gargano, e la responsabile dell’Ati (Associazione temporanea d’impresa) Sebastiana Coniglio che avrebbe dovuto eseguire le opere di mitigazione appaltate a inizio 2000. Il contratto si risolse per inadempimento nel 2010. I fondi stanziati, circa 12 milioni di euro, sono ancora nelle casse della Regione.

L’indagine si suddivide in tre fasi, come ha detto il Procuratore di Gela Salvatore Vella che coordina le indagini. La prima ha come oggetto la mancata realizzazione delle opere di mitigazione che avrebbero potuto impedire o ridurre le conseguenze della frana che a gennaio ha messo in ginocchio Niscemi e che furono stabilite dopo il primo grosso evento franoso del 1997 e il mancato mantenimento dei sistemi di monitoraggio a tutela degli abitanti. Nel 1999 fu sottoscritto il contratto di appalto per la realizzazione degli interventi per 12 milioni di euro ma nulla fu fatto. Il contratto con l’Ati che si era aggiudicata la gara si risolse nel 2010. Per questa prima tranche ci sono 13 indagati.

La seconda fase riguarderà i mancati interventi sulla raccolta e la regimentazione delle acque bianche e nere che fin da subito sono state individuate come causa dell’innesco del fronte di frana.

La terza riguarda la “zona rossa”, sia quella interessata dalla frana del 1997 che quelle prossime al ciglio già individuate come a rischio molto elevato già nella relazione della commissione nominata con ordinanza della Presidenza del Consiglio dei ministri. Gli accertamenti verteranno sui mancati sgomberi e le mancate demolizioni, sul blocco di nuove costruzioni e sulle autorizzazioni di opere che non dovevano essere realizzate. Per le ultime due fasi il lavoro dei pm è appena iniziato. L’elenco degli indagati è dunque destinato a crescere.

La Sicilia web

Edited by, mercoledì 15 aprile 2026, ore 15,06. 

 

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