
Il giudice monocratico del Tribunale di Patti, sezione Civile, GIOVANNI GENOVESE, ha rigettato la domanda del creditore e imposto l’assoluta impignorabilità dello storico Convento di Fragalà di Frazzanò (foto in alto), ai sensi del Codice dei Beni Culturali. Si conclude così una vicenda giudiziaria iniziata nel 2018 e il cui avvio aveva destato parecchio clamore, dato che oggetto dell’azione di pignoramento da parte dell’avvocato EUGENIO BENVEGNA, creditore del comune di Frazzanò, in forza di un’ordinanza di assegnazione emessa dal Tribunale di Patti, era appunto il Convento di Fragalà. Il servizio…
Il giudice monocratico del Tribunale di Patti, sezione Civile, Giovanni Genovese, ha rigettato la domanda del creditore e imposto l’assoluta impignorabilità dello storico Convento di Fragalà di Frazzanò, ai sensi del Codice dei Beni Culturali. Si conclude così una vicenda giudiziaria iniziata nel 2018 e il cui avvio aveva destato parecchio clamore, dato che oggetto dell’azione di pignoramento da parte dell’avvocato Eugenio Benvegna, creditore del comune di Frazzanò, in forza di un’ordinanza di assegnazione emessa dal Tribunale di Patti, era il Convento di San Filippo di Fragalà, risalente al XV secolo.
La sentenza, n. 508/2025, definisce due giudizi di opposizione all’esecuzione, promossi dallo stesso Comune e riuniti in un’unica causa, sostanzialmente per lo stesso motivo. Tutto trae origine da un credito vantato dall’avvocato Benvegna che, nel 2015, aveva chiesto senza ottenerla, la liquidazione di 3.900 euro per spese legali da liquidare per una causa in cui il comune risultava parte soccombente. Il sindaco di Frazzanò Gino Di Pane aveva chiesto al legale di trovare una soluzione transattiva che però non fu mai raggiunta. La procedura di recupero andò, quindi, avanti e l’avvocato Benvegna aveva chiesto ed ottenuto il pignoramento immobiliare di un fabbricato rurale e due terreni che al catasto risultavano di proprietà del comune. Gli immobili in questione costituivano, però, proprio il complesso del Convento di Fragalà e il comune, assistito dall’avvocato Salvatore Cinnera Martino, non solo si era opposto all’esecuzione forzata, adducendo che il convento era bene impignorabile, poiché ricompreso dalla stessa Regione Siciliana tra i beni di particolare interesse storico, ma aveva altresì promosso azione contro il legale perché, secondo la tesi della difesa, il pignoramento sarebbe stato illegittimo, in quanto i beni pignorati erano inalienabili e il professionista non avrebbe avuto diritto ad agire con l’esecuzione forzata.
Il giudice civile Genovese, riuniti i due fascicoli, ha stabilito che i beni individuati dal professionista per soddisfare il proprio credito sono impignorabili, dichiarando anche l’inammissibilità di tutte le altre richieste di risarcimento che il creditore aveva avanzato sia contro il comune che del terzo chiamato in causa e cioè il sindaco Di Pane, sostanzialmente citato per danni.
“E’ definitivamente accertato che l’esecuzione intrapresa dall’avvocato Benvegna non potrà proseguire e nessuna vendita all’asta di quel bene sarà mai possibile”. Questo il commento dello studio Cinnera Martino con una nota. “Ciò, a conferma della correttezza dell’operato del Comune di Frazzanò, difeso dal sottoscritto e del suo sindaco, ingegnere Gino Di Pane, difeso dall’avvocato Davide Monastra”.
La notizia della paventata vendita all’asta dell’antico Monastero di San Filippo di Fragalà aveva destato particolare scalpore nell’opinione pubblica, allarmata dalla possibile cessione a privati di un bene di particolare importanza storico-artistica”, continua il legale del comune di Frazzanò riferendosi ad una dichiarazione sulla vicenda rilasciata nel 2018 da un consigliere di minoranza, l’ex sindaco Carcione e circolata su quotidiani locali e nazionali. “Con il provvedimento reso dal Tribunale di Patti, invece, si conferma l’insussistenza di un qualsiasi rischio di vendita all’asta del bene e, soprattutto, il buon operato dell’Amministrazione Comunale di Frazzanò”.
g.l.
Edited by, giovedì 8 maggio 2025, ore 9,45.