
La “mafia dell’antimafia” venne definita, per certi episodi strani, dall’allora candidato presidente alla Regione Siciliana, poi eletto, NELLO MUSUMECI, oggi ministro. Storie particolari come quella dell’ex presidente di Confindustria Sicilia ANTONELLO MONTANTE (foto in alto), uomo forte che condizionava buona parte della vita politica e amministrativa, e non solo, della regione e poi finito in carcere. Ma adesso, con l’accusa di corruzione, Montante ha patteggiato la pena, dopo il ricalcolo ordinato dalla Cassazione, a 5 anni e 10 mesi ed eviterà di tornare in carcere. C’è qualcuno che ancora dubita sul “sistema giustizia”? Il servizio sul link Sicilia News…
Grazie al concordato, un patteggiamento in appello a 5 anni e 10 mesi, eviterà il carcere Antonello Montante, l’ex leader di Confindustria Sicilia finito sotto processo per corruzione. Condannato a 14 anni in abbreviato, ha avuto 8 anni in appello. La Cassazione ha disposto però un rinvio ad altra sezione per il ricalcolo della pena, non avendo ritenuto sussistenti le accuse di associazione a delinquere, rivelazione del segreto di ufficio e accesso abusivo al sistema informatico contestati, insieme alla corruzione, negli altri gradi di giudizio.
Il verdetto è stato messo in esecuzione dalla Procura generale di Caltanissetta il 27 settembre 2025 e l’imprenditore si è presentato nel carcere Bollate di Milano per scontare la pena. In fase di nuovo appello per il ricalcolo imposto dalla Cassazione, che nel frattempo ne aveva disposto la scarcerazione in attesa del nuovo processo, i legali hanno proposto il concordato. Avendo l’imprenditore già scontato un periodo di detenzione in custodia cautelare, la pena finale per Montante scende sotto i 4 anni, limite fissato per l’eventuale accesso a misure alternative al carcere.
L’indagine che ha portato al processo ha svelato i pesanti condizionamenti che Montante esercitava su parte della politica regionale, investigatori e settori della macchina amministrativa regionale e l’attività di dossieraggio grazie alla quale era capace di mettere insieme informazioni su potenziali nemici e personaggi influenti. Hanno avuto accesso al concordato anche Diego Di Simone, ex capo della security di Confindustria, e il poliziotto Marco De Angelis, condannati rispettivamente a 5 anni e a 3 anni e 3 mesi in appello, ora ridotti a 2 anni e 10 mesi e a 2 anni, 8 mesi. Caduta anche l’interdizione dai pubblici uffici.
g.l.
Edited by, mercoledì 18 marzo 2026, ore 17,21.