Messina: Centro Nemo Sud al Policlinico. Inchiesta per peculato e corruzione, 4 misure cautelari e sequestri per 11 milioni –TUTTI I NOMI

Come riportato ieri, in una nota inviata e firmata dal Procuratore di Messina ANTONIO D’AMATO, il Gip del Tribunale di Messina CLAUDIA MISALE ha disposto 9 misure cautelari reali e personali per peculato e corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio. Sono stati i carabinieri del Comando provinciale ad eseguirli. Per quanto concerne le misure personali, per 4 indagati c’è il divieto temporaneo di contrattare con la Pubblica amministrazione ed esercitare impresa in ambito sanitario. Con la misura reale è stato disposto, nei confronti dei 9 indagati, a vario titolo, il sequestro preventivo di denaro, beni mobili e immobili, per l’importo complessivo di 11 milioni di euro, pari ai fondi pubblici distratti. Al centro dell’inchiesta il Centro Clinico Nemo Sud al Policlinico chiuso nel 2021 e attivo dal 2012. Il servizio con TUTTI I NOMI DEGLI INDAGATI dove spicca quello dell’attuale assessore regionale alla Salute GIOVANNA VOLO (foto in alto) ma con i fatti contestati risalenti a quando non era assessore…

Il Gip del Tribunale di Messina Claudia Misale ha disposto nove misure cautelari reali e personali per peculato e corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio. Sono stati i carabinieri del Comando provinciale di Messina a dare esecuzione all’ordinanza. Per quanto concerne le misure personali, per quattro indagati c’è il divieto temporaneo di contrattare con la Pubblica amministrazione ed esercitare impresa in ambito sanitario. Con la misura reale è stato disposto, nei confronti dei nove indagati, a vario titolo, il sequestro preventivo di denaro, beni mobili e immobili, per l’importo complessivo di 11 milioni di euro, pari ai fondi pubblici distratti.

I NOMI DEGLI INDAGATI

Ho appreso stamattina (ieri per chi legge ndr) di essere sottoposta a indagine da parte della Procura di Messina. Nonostante si tratti di fatti relativi a un periodo precedente al mio incarico di assessore, ho ritenuto opportuno informare subito il presidente della Regione Renato Schifani”. L’assessore regionale alla Salute Giovanna Volo si riferisce all’inchiesta sul centro clinico privato NeMO Sud e sul Policlinico. La Volo all’epoca dei fatti era direttrice sanitaria del Policlinico di Messina e, come lei, sono indagati i dirigenti amministrativi dell’ospedale in quel periodo e i dirigenti della NeMo Sud. “Sono serena e consapevole di avere sempre agito nel pieno rispetto delle regole”, aggiunge Volo.

Gli altri indagati sono: Alberto Fontana, 52 anni, ex presidente della fondazione Aurora onlus (che gestiva il centro clinico Nemo Sud a Messina); Giuseppe Laganga Senzio, 47 anni, originario di Capizzi, ex direttore amministrativo del Policlinico; Mario Giovanni Melazzini, 65 anni, anche lui ex presidente della fondazione Aurora onlus; Giuseppe Pecoraro, 75 anni, commissario straordinario del Policlinico; Paolina Reitano, 64 anni, originaria di San Fratello, ex direttrice sanitaria del Policlinico; Marco Restuccia, 60 anni, direttore generale del Policlinico; Giuseppe Vita, 72 anni, medico dirigente dell’Unità operativa di Neurologia del Policlinico; Michele Vullo, 68 anni, ex direttore amministrativo del Policlinico.

Giuseppe Vita, Mario Giovanni Melazzini, Alberto Fontana, Giuseppe Laganga Senzio hanno la misura cautelare del divieto temporaneo di contrattare con la Pubblica amministrazione e di esercitare impresa in ambito sanitario.

L’INCHIESTA

I provvedimenti sono relativi ad un’indagine avviata nel 2019 dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Messina, coordinata dalla Procura, a seguito della denuncia di un medico, all’epoca in servizio presso l’Azienda Universitaria Policlinico di Messina. Il professionista aveva segnalato svariate irregolarità nella gestione del centro clinico privato “NeMoSUD”, costituito nel 2012, per lo svolgimento di attività di riabilitazione neurologica presso il medesimo sito ospedaliero.

L’inchiesta, dopo i primi riscontri, per effetto di indagini tradizionali e tecniche (acquisizione di documentazione, interrogatori, intercettazioni di conversazioni), si è arricchita di significativi elementi, grazie ai chiarimenti forniti da un dirigente del Policlinico Universitario in ordine all’iter delle convenzioni stipulate tra l’ente pubblico e la fondazione privata costitutiva del centro clinico.

In sostanza, a partire dal 2012 e sino al giugno 2021 (anno di chiusura del centro clinico), l’ipotesi accusatoria assume che, attraverso la stipula di convenzioni, sempre più vantaggiose per il centro clinico, si è consentito ad una clinica privata di operare in un ospedale pubblico, con costi a carico dell’Erario, in assenza dell’autorizzazione e dell’accreditamento della Regione Siciliana. È emerso altresì che i dirigenti dell’epoca del Policlinico avrebbero esternalizzato, arbitrariamente, in favore del centro privato, le prestazioni di neuro-riabilitazione, stornando il rimborso delle spese da parte del Servizio Sanitario Regionale.

Gli indagati, con tali condotte, avrebbero, quindi, distratto fondi pubblici, destinando al centro clinico “NeMO Sud” rilevanti somme di denaro appartenenti alla struttura pubblica. Peraltro, è emerso che il centro clinico privato ha qualificato le prestazioni erogate con un codice, che prevedeva un rimborso, da parte della Regione Sicilia; e ciò nonostante che la medesima Regione non avesse programmato quel tipo di prestazioni da parte del Policlinico universitario.

Nel corso dell’indagine sono emerse anche le condotte (qualificate, allo stato, come corruttive) contestate ad un medico del Policlinico, il quale, preposto al controllo e alla verifica delle attività sanitarie di “NeMoSUD”, avrebbe, dapprima, sostenuto la sua costituzione e poi permesso l’arbitraria erogazione delle prestazioni di neuro- riabilitazione, da parte del centro clinico, ricevendo, in cambio di tale condotta, che si assume contraria ai doveri del proprio ufficio, l’incarico di direttore clinico del centro privato nonché l’assunzione di alcuni familiari all’interno della medesima struttura privata, con contratti di diritto privato, in assenza del concorso pubblico e solo sulla base del gradimento dei responsabili del centro privato.

La nota per la stampa è stata inviata e firmata dal Procuratore di Messina Antonio D’Amato.

             Giuseppe Lazzaro

Edited by, mercoledì 15 maggio 2024, ore 9,06. 

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