
Dopo il sequestro preventivo (24 luglio 2024) arriva anche la confisca dei beni per GIOVAMBATTISTA CUSCINA’ (foto in alto), ritenuto uno dei capi dell’organizzazione di Giostra dedita ad un fiorente traffico di droga a Messina, condannato a 20 anni di reclusione nell’ambito dell’operazione “Impasse”. A deciderlo la Sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Messina. Il servizio…
Dopo il sequestro preventivo (24 luglio 2024) arriva anche la confisca dei beni per Giovambattista Cuscinà, 46 anni, ritenuto uno dei capi dell’organizzazione di Giostra dedita ad un fiorente traffico di droga a Messina. A deciderlo la Sezione Misure di prevenzione del Tribunale peloritano che gli ha inflitto anche la sorveglianza speciale per la durata di 5 anni con divieto di soggiorno nel comune di residenza.
A chiedere il provvedimento era stato il Procuratore aggiunto Vito Di Giorgio che, con i pm della DDA di Messina, aveva coordinato le indagini delle operazioni in cui Cuscinà era stato arrestato.
Nel provvedimento di sequestro i giudici ricostruiscono che nel 2022 Cuscinà è stato coinvolto nell’operazione “Impasse” su un traffico di sostanze stupefacenti. Un’indagine condotta dalla guardia di finanza che aveva portato alla luce un’organizzazione che sarebbe stata capeggiata proprio da Cuscinà, che avrebbe gestito un vasto giro di droga nel quartiere di Giostra. Nel gennaio del 2024 Cuscinà è stato condannato dal Gip del Tribunale di Messina con il rito abbreviato a 20 anni di reclusione in quanto ritenuto il promotore dell’associazione che operava con sede in Vico Bensaia, una sorta di fortino inespugnabile dove veniva spacciata la droga.
A marzo del 2023 Cuscinà è stato poi coinvolto nell’operazione antidroga “Chanel” per la cessione, in concorso, di un chilo di droga dal valore di 37.000 euro. La confisca scaturisce dagli accertamenti patrimoniali eseguiti dalla polizia giudiziaria nell’operazione “Impasse”. Era emerso il suo interesse per la ristrutturazione di un immobile e la fornitura dell’energia elettrica come emerse anche da alcune intercettazioni. Secondo il tribunale, nonostante l’immobile risulti intestato ad una società, è da ricondurre alla disponibilità indiretta di Cuscinà. Un immobile dal valore di 82.500 euro ritenuto sproporzionato rispetto ai redditi del 46enne. Il fabbricato che si trova in via Palermo, un’abitazione di tipo popolare, adesso passa di proprietà dello Stato.
g.l.
Edited by, giovedì 15 maggio 2025, ore 16,32.