
A conclusione delle indagini preliminari sono 22 gli indagati, in una inchiesta coordinata dalla sostituta procuratrice di Patti GIOVANNA LOMBARDO, sul settore zootecnico nebroideo. Al centro dell’attenzione il frigo macello di contrada Cammà a Mirto (foto in alto), per altro chiuso da quasi un anno. Tra gli indagati allevatori, cinque medici veterinari e anche il sindaco di Mirto MAURIZIO ZINGALES. La conclusione delle indagini prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Il servizio con i nomi degli indagati…
GIUSEPPE LAZZARO
A conclusione delle indagini preliminari sono 22 gli indagati, in una inchiesta coordinata dalla sostituta procuratrice di Patti Giovanna Lombardo, sul settore zootecnico nebroideo. Al centro dell’attenzione il frigo macello di contrada Cammà a Mirto, per altro chiuso da quasi un anno. Tra gli indagati allevatori, cinque medici veterinari e anche il sindaco di Mirto Maurizio Zingales.
Le accuse contestate, a vario titolo, sono: maltrattamento di animali, macellazione in luogo non autorizzato, omessa denuncia, omissione di atti d’ufficio, falso, contraffazione dei segni di indicazione geografica e denominazione protetta sino al commercio di sostanze alimentari nocive.
L’indagine è partita nel 2024, a seguito dell’esposto di una associazione animalista ed è stata condotta dai carabinieri del Reparto tutela agroalimentare di Messina e dei Nas (Nucleo antisofisticazione) e mettendo sotto la lente di ingrandimento in particolare la movimentazione dei capi di bestiame, soprattutto suini neri dei Nebrodi, destinati alla macellazione al frigo macello di Mirto.
GLI INDAGATI
Sebastiano Nunzio Agostino Ninone
Manuela Batia
Damiana Costanzo
Davide Di Giorgio Giannitto
Giovanni D’Onofrio
Pasquale Ermio
Nello Calogero Foti
Giuseppe Frusteri
Calogero Galati Capraro
Antonio Galbato
Maria Liuzzo
Natala Li Volsi
Giuseppe Lo Re
Giacomo Milone
Giuseppe Morgana
Fina Oliveri
Salvatore Oliveri
Marco Polino
Daniele Antonino Russo
Felice Russo
Salvatore Valenti
Maurizio Zingales
Il sindaco di Mirto Zingales è accusato di falso nell’attestazione, risalente all’aprile 2025, sulla conformità dell’immissione nella rete fognaria dell’impianto di depurazione del frigo macello, in forza della quale l’Asp di Messina revocò un precedente provvedimento di sospensione dell’attività adottato all’esito dei controlli igienico- sanitari. Gli indagati, dal momento della ricevimento dell’atto, hanno venti giorni di tempo per presentare memorie o atti difensivi. La conclusione delle indagini prelude alla richiesta di rinvio a giudizio da parte del pm inquirente.
Edited by, martedì 29 settembre 2026, ore 10,11.