
La foto pubblicata in alto dice tutto: l’Amministrazione comunale di Mistretta, quindi con decisione del sindaco TATA’ SANZARELLO, ha deciso di occupare un’area, di proprietà della ex Provincia Regionale di Messina, riservandola ad amministratori e responsabili di area, senza emanare alcuna ordinanza. Un vero e proprio abuso “istituzionalizzato”. Il servizio…
TERESA FRUSTERI
È una scena purtroppo frequente sulle strade italiane: parcheggi “prenotati” con sedie, cassette della frutta o altri oggetti di fortuna, messi lì per scoraggiare gli automobilisti e riservarsi arbitrariamente un posto auto. Un’abitudine incivile che contrasta non solo con il buon senso ma, soprattutto, con la legge. Il Codice della Strada vieta espressamente simili comportamenti, e in certi casi può persino intervenire il Codice Penale.
Ma quando a ricorrere a questi espedienti non è il cittadino qualunque, bensì un’amministrazione comunale, la questione assume contorni ancora più gravi e paradossali. È quanto accaduto a Mistretta dove il Comune ha di fatto “occupato” un’area, in buona parte di proprietà dell’ex Provincia Regionale di Messina, riservandola agli amministratori comunali e ai responsabili d’area, senza emanare alcuna ordinanza sindacale. Un atto che non solo è privo di qualsiasi fondamento legale ma dimostra una preoccupante disinvoltura nell’uso (e abuso) del potere pubblico.
L’articolo 7 del Codice della Strada è chiaro: “la regolamentazione della sosta nei centri abitati è possibile solo attraverso ordinanze del sindaco, strumenti che garantiscono trasparenza, motivazione e rispetto della legalità. Ignorare queste regole significa agire al di fuori del perimetro normativo, ledendo i diritti dei cittadini e calpestando il principio di uguaglianza”.
Ciò che indigna, in questo caso, non è solo l’irregolarità dell’atto, ma l’arroganza istituzionale che esso rappresenta: un’amministrazione che, invece di dare l’esempio, si appropria indebitamente di spazi pubblici, sottraendoli alla collettività, come se fossero proprietà privata. Un comportamento inaccettabile che andrebbe sanzionato e non tollerato, soprattutto in un momento in cui la credibilità delle istituzioni è già fortemente messa alla prova.
Edited by, sabato 10 maggio 2025, ore 9,56.