Montagnareale: I tre cacciatori uccisi. Fuoco a bruciapelo, nessuna legittima difesa. Un indagato a piede libero

Importanti novità sul triplice omicidio di Montagnareale, vittime altrettanti cacciatori, avvenuto nelle campagne di contrada Caristia, il 28 gennaio scorso (foto in alto, da sx, le tre vittime: DEVIS PINO, ANTONIO GATANI, GIUSEPPE PINO). I carabinieri del RIS hanno concluso gli esami balistici. L’ipotesi accusatoria resta quella di una reazione a catena. L’unico sopravvissuto avrebbe sparato da distanza ravvicinata ed è indagato a piede libero con l’accusa di omicidio: si tratta di AGOSTINO SEGRETO, 45 anni, di Patti. Il servizio…

GIUSEPPE LAZZARO

Si sono conclusi i lunghi e complessi accertamenti tecnici dei carabinieri del Ris (Raggruppamento investigazioni scientifiche) di Messina disposti dalla Procura di Patti sulla strage di Montagnareale costata la vita, lo scorso 28 gennaio, a tre cacciatori: Giuseppe e Devis Pino, fratelli di San Pier Niceto, e Antonio Gatani, di Patti che, probabilmente per un tragico incidente, avrebbero fatto fuoco l’uno contro l’altro.

Nel registro degli indagati, a piede libero, con l’accusa di omicidio è stato iscritto Agostino Segreto, 45 anni, di Patti, amico del Gatani e unico sopravvissuto. Dalle indagini e dalle consulenze medico-legali, è emerso che Segreto avrebbe sparato a bruciapelo e da distanza ravvicinata contro Devis Pino, la più giovane delle vittime (26 anni), e poi sarebbe fuggito. Una circostanza che, secondo la Procura, esclude l’ipotesi della legittima difesa. Sentito nell’immediatezza dei fatti come testimone (a lui gli investigatori erano risaliti grazie ai familiari di Gatani che avevano raccontato di averlo visto conm il padre la mattina della strage), ha prima fatto mezze ammissioni, poi si è chiuso nel silenzio.

Secondo le ricostruzioni degli investigatori, a sparare per primo sarebbe stato l’82enne Gatani probabilmente tratto in errore da un rumore o dal movimento di un cespuglio e avrebbe fatto fuoco col fucile da caccia pensando di colpire una preda. La rosa dei pallettoni avrebbe ucciso sul colpo Giuseppe Pino, la cui arma è l’unica a non aver sparato, e ferito di striscio il fratello Devis. Lo stesso Devis, a quel punto, con la sua carabina avrebbe colpito l’anziano al torace ammazzandolo. Segreto sarebbe arrivato dopo qualche istante e avrebbe reagito facendo fuoco a sua volta contro Devis e poi scappando.

Le indagini sono coordinate dal Procuratore facente funzioni di Patti Andrea Apollonio e condotte dai carabinieri della Compagnia di Patti al comando del capitano Marcello Pezzi.

Edited by, venerdì 5 giugno 2026, ore 12,27. 

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