Naso: Violenza sessuale e maltrattamenti. Sentenza ribaltata in appello, assolto un 46enne

La Corte d’Appello di Messina ha ribaltato la sentenza di condanna, a 7 anni e mezzo, per il 46enne G.I., di Naso. L’uomo, accusato di violenza sessuale e maltrattamenti nei confronti di una donna affetta da disabilità psichica e difeso dall’avvocato DANIELE LETIZIA (foto in alto), è stato assolto. Il servizio…

Giuseppe Lazzaro, da Gazzetta del Sud

Verdetto ribaltato nel giro di sette mesi. La Corte d’Appello di Messina ha annullato la pesante sentenza a 7 anni e mezzo di reclusione emessa, il 12 ottobre 2022, nei confronti di G.I., 46 anni, di Naso, accusato di violenza sessuale e maltrattamenti nei confronti di una donna affetta da disabilità psichica. Finisce così l’incubo giudiziario per l’imputato, difeso dall’avvocato Daniele Letizia. Il procedimento penale venne avviato d’ufficio dopo la segnalazione della direzione sanitaria dell’ospedale “Barone Romeo” di Patti alla Procura della Repubblica di Patti a seguito del parto di una giovane ragazza affetta da grave disturbo cognitivo e ritardo mentale. La vicenda fece molto discutere nel centro nebroideo in quanto l’episodio, verificatosi a Naso nel gennaio 2015, presentava molti aspetti oscuri ed ambigui sul periodo di gestazione della donna che addirittura partorì in casa in condizioni estemporanee, tanto da necessitare l’immediato ricovero presso il reparto di rianimazione dell’ospedale di Patti a causa dei postumi del parto. Le indagini portate avanti dai carabinieri si concentrarono subito su G.I., il quale all’epoca dei fatti viveva con la ragazza e la madre di quest’ultima, che venne subito ritenuto responsabile di avere costretto la donna a subire atti di violenza a sfondo sessuale abusando dello stato di minorità psichica di quest’ultima, senza tuttavia essere sottoposto ad alcuna misura cautelare. Dopo un lungo e complesso iter dibattimentale il collegio giudicante del Tribunale di Patti condannava in primo grado l’imputato per il reato di maltrattamenti e violenza sessuale, infliggendogli la pena di 7 anni e 6 mesi di reclusione, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e a quella legale per tutta la durata della pena, nonché al risarcimento dei danni subiti dalla costituita parte civile, la famiglia della ragazza con l’assistenza dell’avvocato Decimo Lo Presti. Avverso la sentenza di condanna G.I. proponeva appello con l’avvocato Letizia facendo leva sull’incapacità a testimoniare della persona offesa e sulla contraddittorietà dei motivi della sentenza che si poneva in evidente contrasto con tutte le altre risultanze processuali. Nell’accogliere integralmente le eccezioni difensive del legale, la Corte d’Appello di Messina ha riformato la sentenza impugnata, assolvendo l’imputato dal reato di maltrattamenti con la formula più ampia, perché il fatto non sussiste e, al contempo, ha dichiarato di non doversi procedere in ordine al delitto di violenza sessuale perché nel ritenere cessata qualunque forma di connessione con il primo reato, ciò rendeva improcedibile il delitto dell’imputazione per mancanza della querela, essendo il reato di violenza sessuale procedibile a querela di parte. Nel processo di primo grado il pm Alice Parialò aveva chiesto l’assoluzione per l’imputato.

Edited by, lunedì 15 maggio 2023, ore 9,11. 

 

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