Riposto: L’omicidio delle due donne e il suicidio. Il killer era un ergastolano in permesso premio. Arrestato un favoreggiatore

Era un ergastolano in permesso premio SALVATORE LA MOTTA (foto in alto nel riquadro insieme ai luoghi dei due delitti) che sabato mattina a Riposto ha commesso il quinto e sesto omicidio del 2023 in Sicilia uccidendo due donne a colpi di pistola e che si è poi suicidato. In serata arrestato un presunto favoreggiatore. I dettagli nel servizio sul link Sicilia News…

Follia a Riposto: un uomo, Salvatore “Turi” La Motta, di 63 anni, ha ucciso sabato mattina due donne a colpi di pistola e si è suicidato. Il killer si è tolto la vita con la stessa arma vicino alla caserma dei carabinieri. La Motta era un ergastolano in licenza premio e sarebbe dovuto rientrare sempre ieri nel carcere di Augusta, come si apprende dai carabinieri del Comando provinciale di Catania che indagano sul caso. L’uomo era stato condannato per associazione mafiosa e per un omicidio commesso prima del 2000. Era detenuto in regime di semi libertà: lavorava di giorno e la sera rientrava in carcere. Ieri era l’ultimo giorno di un permesso premio di una settimana.

In serata la Procura di Catania ha disposto il fermo per concorso in omicidio di Luciano Valvo, di 55 anni. Secondo l’accusa, con la sua Volkswagen Golf nera avrebbe accompagnato Salvatore La Motta, che poi si è suicidato, sul luogo del delitto del primo delitto, nel lungomare della città ionica. Valvo, bloccato da militari dell’Arma mentre stava abbandonando la propria abitazione, nell’interrogatorio davanti al sostituto procuratore di Catania titolare delle indagini si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’uomo è stato condotto in carcere.

La prima donna che La Motta ha ucciso, la 48enne Carmelina Marino, è stata trovata verso le 9 al lungomare: era dentro la sua macchina, una Suzuki Ignis, vicino al porto turistico, ammazzata da un colpo di pistola alla testa. La seconda donna, la cinquantenne Santa Castorina, è stata trovata in una zona diversa del paese della riviera ionica, in via Roma, verso le ore 10,45. Era ferita gravemente per terra. Scesa dalla sua auto, una Fiat Panda, sarebbe stata centrata da colpi di pistola. E’ morta poco dopo: sono stati inutili i tentativi di rianimarla sul marciapiede da parte di personale del 118. Nell’auto è rimasto il suo cane, un barboncino.

Il primo omicidio, quello sul lungomare, secondo il Procuratore di Catania Carmelo Zuccaro è “certamente collegato al suicidio”; sul secondo si sta “cercando di capire il movente” anche se, “al 90 per cento c’è un’unica dinamica. L’uomo che si è ucciso è una persona con precedenti penali”. Il giallo sui due femminicidi non si chiude con la morte del presunto assassino. Restano ancora non a fuoco il movente e alcuni aspetti della dinamica. La prima voce che gira in paese è che La Motta avesse una relazione con almeno una delle due donne ma nessuna conferma ufficiale è arrivata fino a sera. Da chiarire anche se c’erano rapporti di conoscenza tra le due vittime. Dettagli e particolari che potranno emergere dalla visione di tutti i sistemi di videosorveglianza delle due zone dove sono stati commessi i delitti e dal controllo dei tabulati di telefonini delle due donne e del presunto omicida-suicida.

Salvatore La Motta, ritenuto esponente di spicco del clan mafioso Santapaola, era stato arrestato a Riposto da carabinieri del Nucleo operativo di Catania il 16 giugno 2000. Otto giorni prima era stato condannato all’ergastolo dalla Terza sezione della Corte d’Assise d’Appello di Catania. Era stato riconosciuto colpevole di essere uno dei componenti del gruppo di fuoco che il 4 gennaio del 1992, davanti a un bar del paese, uccise Leonardo Campo, di 69 anni, ritenuto dagli investigatori uno dei capi storici della malavita di Giarre. Nel giugno del 1999 era stato tra i destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Catania, su richiesta della Dda della Procura, nei confronti di 71 presunti appartenenti alla cosca mafiosa Santapaola che opera tra i comuni di Fiumefreddo di Sicilia e Giarre. L’operazione, denominata “Cold River”, fu eseguita dai carabinieri della Compagnia di Giarre e del Reparto operativo del Comando provinciale di Catania.

          g.l.

Edited by, domenica 12 febbraio 2023, ore 7,57. 

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