S.Agata M.: Violenza sessuale ed esercizio abusivo della professione. Condanna riderminata a 2 anni e 10 mesi per il maestro Zingales Botta

La Corte d’Appello di Messina (nella foto Palazzo Piacentini) ha rideterminato la pena a 2 anni e 10 mesi di reclusione nei confronti del maestro FRANCESCO ZINGALES BOTTA, 66 anni, di Sant’Agata Militello, condannato a 3 anni e 8 mesi in primo grado con l’abbreviato. L’imputato è accusato di violenza sessuale ed esercizio abusivo della professione ai danni di una ragazza di 21 anni al tempo dei fatti (2024). Il servizio…

GIUSEPPE LAZZARO

La Corte d’Appello di Messina (presidente Carmelo Blatti, consigliere estensore Bruno Sagone, consigliere Daniela Urbani) ha rideterminato la pena a 2 anni e 10 mesi di reclusione nei confronti del maestro Francesco Zingales Botta, 66 anni, di Sant’Agata Militello, difeso dall’avvocato Alessandro Pruiti Ciarello. L’imputato è stato condannato anche al pagamento delle spese in favore delle costituite parti civili per 2.000 euro (l’eventuale pagamento del danno lo si avrà in sede civile o per conciliazione, solo se ci sarà la condanna definitiva). Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni.

LA VICENDA

Il maestro Zingales Botta, nel dicembre 2024, dopo l’accusa formulata dalla Procura di Patti per violenza sessuale ed esercizio abusivo della professione, era stato sottoposto alla misura cautelare dei domiciliari con dispositivo elettronico di controllo. Inoltre gli era stata inibita l’attività di istruttore di karate, massaggiatore e di ogni attività all’interno della struttura dove si sarebbero verificate le condotte contestate dagli inquirenti. Nel febbraio del 2025 era stato alleggerito il trattamento cautelare con l’applicazione dell’obbligo di dimora, pur mantenendo intatta la misura interdittiva, mentre il 20 giugno 2025, al termine di giudizio con il rito abbreviato, il Gup del Tribunale di Patti Ugo Domenico Molina, lo aveva condannato in primo grado a 3 anni e 8 mesi di reclusione.

All’alba del 12 dicembre 2024 gli agenti di polizia del Commissariato di Sant’Agata Militello diedero esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Patti, Eugenio Aliquò, su richiesta della Procura di Patti, nei confronti del maestro Francesco Zingales Botta con l’accusa di violenza sessuale aggravata ai danni di una ragazza di 21 anni, L.M.O. le iniziali delle generalità, che frequentava la palestra, la Sporting Island e, allo stesso, venne contestato anche il reato di esercizio abusivo della professione di massaggiatore fisioterapista. La giovane donna, nel mese di novembre 2024, aveva presentato denuncia-querela presso il Commissariato di polizia di Sant’Agata Militello sostenendo di avere subito pesanti atti sessuali dal gestore di quella palestra che, fra l’altro, si professava massaggiatore-fisioterapista. La ragazza riferiva di avere accusato un dolore al braccio sinistro a seguito di un allenamento in palestra e di avere comunicato la situazione al maestro che la informava poi di avere riportato con tutta probabilità una contrattura e le proponeva di effettuare dei massaggi nella zona cervicale, alla spalla ed ai glutei, da eseguirsi nell’apposita sala massaggi della palestra. Una volta rimasti soli nella sala massaggi l’imputato, secondo l’accusa, dopo avere chiuso la porta a chiave, avrebbe fatto spogliare la ragazza e l’avrebbe fatta distendere sul lettino, invece di eseguire dei normali massaggi decontratturanti nelle zone specificatamente indicate come doloranti dalla donna, avrebbe effettuato ripetuti ed insistenti palpeggiamenti nelle parti intime, approfittando della comprensibile sorpresa della giovane e della sua inesperienza, in ogni caso senza fornire alcuna spiegazione e senza acquisire in alcun modo il suo consenso.

La 21enne del tempo, esterrefatta dall’anomala condotta del Zingales Botta, non sarebbe stata in grado di reagire immediatamente e, solo dopo qualche giorno, anche confortata dai familiari, decise di incontrare nuovamente il maestro, anche al fine di chiedergli spiegazioni sul comportamento tenuto; nell’occasione la ragazza aveva usato l’accortezza di registrarne le dichiarazioni, ovviamente ad insaputa dell’uomo. Dall’ascolto della registrazione, acquisita al procedimento, emergeva come il massaggio fosse stato realmente praticato con modalità del tutto anomale, in zone completamente diverse da quelle effettivamente indicate come doloranti dalla ragazza; l’imputato, fra l’altro, ammetteva espressamente di aver “sbagliato” nel non averla avvisata preventivamente sul particolare tipo di massaggi effettuati, di “essersi dimenticato” di trattare la zona (braccio sinistro e spalla) che gli era stata specificatamente segnalata come dolorante e di “essere stato poco professionale”.

Edited by, martedì 28 luglio 2026, ore 12,08. 

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