S.Agata Militello: Il dibattito con Lavardera e Faraone. Ring politico e scambio di accuse

Si è tenuto venerdì sera un dibattito pubblico a Sant’Agata Militello molto partecipato, complice anche la presenza del deputato regionale ISMAELE LA VARDERA, capace di attirare una numerosa platea incuriosita dal suo intervento. Più che un dibattito, è stato un ring politico con scambio di accuse e repliche, via social, del sindaco BRUNO MANCUSO. Seppur organizzato dal loro capogruppo, il consigliere PAOLO STARVAGGI, erano assenti gli altri consiglieri di minoranza. Il servizio (foto in alto, da sx: l’on. LA VARDERA, il consigliere STARVAGGI e il senatore DAVIDE FARAONE)…

TERESA FRUSTERI

Si è tenuto venerdì sera un dibattito pubblico a Sant’Agata Militello molto partecipato, complice anche la presenza del deputato regionale Ismaele La Vardera, capace di attirare una numerosa platea incuriosita dal suo intervento. Va precisato che l’ex inviato de “Le Iene” alle elezioni regionali del 2022 è stato eletto con la lista di Cateno De Luca “Sud chiama Nord”, salvo poi staccarsi aderendo al Gruppo Misto all’Ars e costituendo un nuovo movimento politico, “Controcorrente” che, alle prossime regionali del 2027, potrebbe avere successo ma anche naufragare. L’incontro, organizzato dal consigliere comunale di minoranza Paolo Starvaggi, ha visto seduti al tavolo l’ex europarlamentare Pietro Bartolo, il capogruppo al Senato di Italia Viva Davide Faraone, oltre allo stesso La Vardera. Da precisare che, alle elezioni politiche del 2022, il senatore Faraone è stato eletto solo grazie all’allenza Italia Viva-Azione, cioè tra i leader Renzi e Calenda, utile a superare la soglia del 5%: ormai nel dimenticatoio, e con scarso seguito, sia Italia Viva che Azione, sarebbero rimaste fuori dal parlamento, compresi Renzi, Calenda (poi separatasi) e Faraone.

La locandina annunciava temi di forte impatto: “Liberare Sant’Agata”, con focus sull’ospedale pubblico in condizioni critiche, sul porto incompiuto, sul lungomare che cede e sulle controversie legate al Parco dei Nebrodi. Un dibattito che molti cittadini si aspettavano tecnico, approfondito e incentrato sulle urgenze del territorio. Tuttavia sul palco questi argomenti sono stati solo sfiorati.

A parte qualche accenno dello stesso La Vardera – che da un lato ha accusato il sindaco Bruno Mancuso di essere “amico di Cuffaro”, dall’altro ha puntato il dito contro la deputata regionale Bernadette Grasso per le sue presunte influenze sul Parco dei Nebrodi, citando l’assessore e neo presidente del Parco Domenico Barbuzza, i relatori hanno preferito concentrarsi su una panoramica generale della sanità siciliana, senza entrare nel merito delle criticità locali né su porto e né sul lungomare. Per molti presenti la sensazione è stata quella di un appuntamento politico più che tecnico, una vetrina utile a lanciare segnali e posizionamenti attraverso la forte presenza mediatica di La Vardera. A colpire diversi osservatori anche l’assenza di quasi tutti i consiglieri di minoranza: un dettaglio che, secondo alcuni, potrebbe anticipare nuovi equilibri politici in città.

La Vardera accende la miccia

Durante il suo intervento e in un post pubblicato poco dopo, l’on. La Vardera non ha usato mezzi termini: «Mentre Schifani e compagnia sono chiusi dentro il palazzo reale a studiare strategie per salvarsi la poltrona, io continuo a girare la Sicilia in lungo e in largo. Sono a Sant’Agata per parlare della situazione disastrosa dell’ospedale e di un sindaco vicino a Cuffaro, che ha lasciato che lo stesso venisse smantellato. Non ci possiamo arrendere, abbiamo l’obbligo di creare una reale alternativa». Parole dure che hanno creato un immediato effetto domino.

La replica di Bruno Mancuso

La risposta del sindaco Mancuso è arrivata poche ore dopo, tramite un post pubblico: «Mi riferiscono di un post dell’on. La Vardera in cui sono accusato come vicino a Cuffaro. In effetti ho un’antica e semplice amicizia con Totò Cuffaro, a prescindere dalle appartenenze e dalle dinamiche politiche ma non vedo alcun nesso con i ruoli e i comportamenti di ciascuno, che appartengono alla sfera personale.» Mancuso parla apertamente di un attacco costruito: «È chiaro l’intento dell’inquisitore La Vardera, adeguatamente istruito e pilotato, di accostare il mio nome a quello di Cuffaro per muovere accuse infamanti nei miei confronti» E contesta la vaghezza delle affermazioni: «Quando si tirano in ballo persone perbene come il sottoscritto, le accuse andrebbero almeno specificate e circostanziate. Le subdole e generiche insinuazioni di cui è artefice La Vardera hanno invece il carattere di accuse gratuite e infamanti». Infine, un passaggio di rammarico: «Sono dispiaciuto perché apprezzo molto le battaglie per la legalità che l’on. La Vardera conduce con coraggio. Ma prestare il fianco a discutibili suggeritori e “sparare nel mucchio” solo per fare rumore certamente non gli fa onore».

Un dibattito che lascia strascichi

Il confronto, nato per parlare di sanità, legalità e futuro del territorio, si è trasformato nel giro di poche ore in un caso politico. Se l’obiettivo del Comitato “Cambio di Rotta” era aprire una discussione sulle emergenze locali, il risultato è stato un altro: la scena è stata occupata dalla polemica La Vardera-Mancuso, con toni che hanno rapidamente polarizzato il clima cittadino. Intanto, tra i cittadini cresce la domanda iniziale: si tornerà mai a discutere davvero dei problemi di Sant’Agata? Ed è qui che si apre l’interrogativo più amaro: dobbiamo rassegnarci all’idea che ogni confronto pubblico si trasformi nell’ennesima passerella politica, fatta di accuse incrociate e sceneggiate mediatiche, oppure c’è ancora spazio per una politica capace di ascoltare, proporre e lavorare davvero per il bene della comunità?

Edited by, lunedì 17 novembre 2025, ore 14,54. 

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