
In parziale riforma della sentenza di primo grado (7 anni e 7 mesi), la Corte d’Appello di Messina (nella foto Palazzo Piacentini sede del Palazzo di Giustizia) ha lievemente ridotto la condanna a 7 anni, 4 mesi e 15 giorni di reclusione, nei confronti di FAYEZ ABDEL HADI, nato a Zarka (Giordania) e residente a Caronia, accusato di violenza sessuale aggravata e continuata con abusi sessuali che sarebbero avvenuti, contro 14 donne, quando era in servizio all’ospedale di Sant’Agata Militello. Il servizio con i fatti della vicenda che, al tempo, ebbe grande clamore…
GIUSEPPE LAZZARO
La Seconda Sezione Penale della Corte d’Appello di Messina (presidente Carmelo Blatti), in parziale riforma della sentenza di primo grado (7 anni e 7 mesi, emessa dal collegio giudicante del Tribunale di Patti il 28 ottobre 2024), ha ridotto lievemente la condanna, a 7 anni, 4 mesi e 15 giorni di reclusione, nei confronti dell’ostetrico Fayez Abdel Hadi, nato nella città di Zarka (Giordania) l’1 ottobre 1957 e residente a Caronia, accusato di violenza sessuale aggravata e continuata con abusi sessuali. L’imputato è difeso dagli avvocati Massimiliano Fabio e Giuseppe D’Anna.
La riforma della condanna va rilevata poiché il medico è stato assolto da due capi di imputazione (B e M) perché il fatto non sussiste. Nel contempo la Corte d’Appello ha revocato le statuizioni civili nei confronti di G.S. e J.O., costituite al dibattimento.
Nel resto confermata la refusione in favore delle parti civili costituite con 1890 euro per C.G.D.; 946 euro per C.M.; 631 euro per L.V., G.T.C., B.V.D., A.S.D., V.B.; 820,30 euro per V.V. ed E.M.; 1260 euro per M.G. I risarcimenti civili sono da liquidarsi in separata sede solo se e quando la sentenza di condanna diventerà definitiva. Le motivazioni saranno depositate entro novanta giorni.
LA VICENDA
La vicenda venne a galla nel 2018 quando l’ostetrico giordano, che lavorava all’ospedale di Sant’Agata Militello, fu sospeso per un anno dall’attività medica perché avrebbe commesso una serie di violenze sessuali nei confronti di ben 14 pazienti. A rendere nota l’esecuzione del provvedimento cautelare furono i carabinieri della Compagnia di Santo Stefano di Camastra che eseguirono l’ordinanza del Gip del Tribunale di Patti su richiesta della locale Procura. Ricostruiti numerosi episodi di violenza nei confronti di giovani donne, anche minorenni, di cui il medico avrebbe approfittato nelle fasi antecedenti al parto. Gli atti sessuali, consistenti in palpeggiamenti, a mani nude, delle zone erogene delle presunte vittime, venivano dissimulati quali necessarie procedure da attuare per monitorare le fasi pre-parto.
Le vittime, quasi sempre al primo parto e non conoscendo le procedure, benché imbarazzate, subivano quelle violenze preferendo non reagire, sicure del fatto che “dopo il parto sarebbe finito tutto”. L’ostetrico pretendeva l’assenza di familiari durante le visite.
Dopo la chiusura del Punto nascita a Sant’Agata Militello, il 26 settembre 2019, l’ostetrico giordano venne trasferito all’ospedale “Barone Romeo” di Patti e andò in pensione poco prima della sentenza di primo grado.
LE PARTI CIVILI, LE ACCUSE, IL PROCESSO
Sono state 14 le parti civili costituite al dibattimento, tutte donne sottoposte a controlli e visite dal dott. Hadi. Leggendo il capo di imputazione, a C.G.D., classe 2000, nata a Messina, il medico avrebbe palpeggiato il seno infilando la mano sotto la veste: era il 26 febbraio 2017, la giovane era minorenne al tempo.
Il 28 giugno 2017 toccò a G.S., classe 1991, nata a Catania, vedersi toccare nella parte inguinale mentre si trovava ricoverata anche se la donna reagì chiamando il marito.
Il 25 aprile 2017 L.V., nata a Milano, classe 1997, avrebbe subito il continuo palpeggiamento dei seni durante un monitoraggio.
Il 6 aprile 2017 avrebbe subito il palpeggiamento del seno anche G.T.C., classe 1998, nata a Messina.
Il 15 aprile 2017, sempre con il continuo palpeggiamento del seno, vittima fu B.V.D., classe 1992, nata a Sant’Agata Militello così come nei confronti di C.M., classe 1998, nata a Sant’Agata Militello, non ancora diciannovenne al tempo, per fatti avvenuti l’1 maggio 2017 e analoghi episodi sarebbero avvenuti ai danni anche di A.S.D., nata a Sant’Agata Militello, classe 1991, il 9 gennaio 2017.
Sempre palpeggiando il seno, il 10 dicembre 2016, vittime furono anche V.V., classe 1981, nata a Sant’Agata Militello e M.G., nata a Sant’Agata Militello, classe 1983.
Il 16 giugno 2017, invece, sarebbe stata palpeggiata nelle cosce L.M., classe 1990, nata a Mistretta.
Quindi, in data antecedente e prossima al giugno 2016, l’ostetrico, per un monitoraggio, avrebbe penetrato con la mano, senza guanti, l’organo genitale di J.O., classe 1991, nata a Sant’Agata Militello (omettiamo di riportare in merito qualche altro particolare che viene scritto nel capo di imputazione nd.r.).
Il 18 luglio 2017 avrebbe subito palpeggiamenti nelle cosce, nei glutei, nella schiena e sul seno, V.B., nata a Messina, classe 1990, così come l’1 febbraio 2017, su cosce e gambe, E.M., classe 1986, nata a Sant’Agata Militello. Infine palpeggiamenti al seno per V.R., classe 1992, nata a Ponte San Pietro (Bergamo).
Le suddette donne si sono costituite parte civile (ecco perché riportiamo i loro nomi) con l’assistenza degli avvocati: Santino Trovato; Giuseppe Allò; Decimo Lo Presti; Sebastian Calcò; Giuseppe Faraci; Stefania Scaffidi Muta; Rosario Di Blasi; Mariangela Caputo e Giovanni Mannuccia. Due erano le parti offese e l’Asp di Messina costituita responsabile civile con l’assistenza dell’avvocato Alberto Calzavara. Il processo di primo grado era iniziato il 4 febbraio 2021.
Edited by, giovedì 23 aprile 2026, ore 15,39.