
Il Gup del Tribunale di Patti EUGENIO ALIQUO’, con il rito abbreviato, ha condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione oltre al pagamento di 1.000 euro di multa, ANTONIO SAPIENTE, 48 anni, di Catania. L’uomo è stato accusato di truffa, quella nota come il “finto carabiniere”, ai danni di una donna anziana di Sant’Agata Militello. I fatti avvennero lo scorso 30 aprile. Il servizio…
Il Gup del Tribunale di Patti Eugenio Aliquò, con il rito abbreviato, ha condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione oltre al pagamento di 1.000 euro di multa, Antonio Sapiente, 48 anni, di Catania. L’uomo è stato accusato di truffa, quella nota come il “finto carabiniere”, ai danni di una donna anziana di Sant’Agata Militello. Il giudice ha condannato inoltre l’imputato etneo al pagamento delle spese legali e al risarcimento del danno alla parte civile costituita, la vittima appunto, in questo caso quando e se la condanna dovesse essere definitiva.
Al termine della requisitoria la pm Antonietta Ardizzone, titolare dell’indagine, aveva chiesto per l’imputato la condanna a 2 anni e 6 mesi di reclusione.
I fatti contestati risalgono allo scorso 30 aprile quando, dopo una chiamata al 112, il 48enne era stato arrestato in flagranza di reato grazie all’intervento dei carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Sant’Agata di Militello. Vittima una donna ultraottantenne che era stata contattata telefonicamente da un presunto complice dell’imputato che, spacciandosi come un colonnello dei carabinieri, le avrebbe fatto credere che la propria figlia fosse stata coinvolta in un gravissimo incidente stradale, in cui era rimasta ferita una persona che era in fin di vita e per questo si trovava in stato di fermo. Secondo l’ormai noto clichè all’anziana sarebbe stata prospettata la necessità di pagare una cauzione per poter ottenere il rilascio della figlia. Alla sua porta di casa si sarebbe presentato quindi il Sapiente che sarebbe riuscito a farsi consegnare la somma di poco meno di 5.000 euro. Il presunto truffatore si sarebbe poi allontanato a bordo di un’auto. Resasi conto di essere caduta in un tranello, alla vista della figlia, che nel frattempo era rientrata a casa, la donna ha chiamato il 112. Il tempestivo intervento dei carabinieri aveva permesso di intercettare subito l’auto con a bordo il 48enne nei pressi dell’abitazione della vittima. Addosso all’uomo i militari trovarono la stessa somma sottratta all’anziana e scattarono l’arresto e la misura cautelare degli arresti domiciliari mentre i soldi erano stati subito restituiti all’anziana. Tra gli elementi di prova raccolti dai carabinieri anche le immagini dei sistemi di videosorveglianza installati nell’area dove risiede la vittima. L’imputato, rinviato a giudizio immediato lo scorso 12 giugno, difeso dall’avvocato Carlo Failla, del foro di Catania, aveva chiesto di essere ammesso al rito abbreviato. Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra quindici giorni.
g.l.
Edited by, venerdì 5 settembre 2025, ore 10,16.