SALUTE&BENESSERE: CAMBIANO LE SCADENZE DEGLI ALIMENTI?

E’ un argomento anche burocratico, ma quanto mai importantissimo, quello che la dottoressa ISABELLA SALVIA, nutrizionista con studio in Torrenova ed esperta di medicina in generale, propone nella settimanale rubrica di grande seguito “Salute&Benessere”: stanno cambiando le date di scadenza, dell’UE, degli alimenti. Di cosa si tratta?…

In questi giorni è presente sui media la notizia che l’Unione Europea stia cambiando le date di scadenza degli alimenti. Cerchiamo di capire cosa sta succedendo. È un argomento importante perché interessa direttamente la nostra salute, che dipende da quello che mangiamo. La Commissione UE ha presentato l’8 marzo agli esperti degli Stati membri una proposta di revisione delle norme sulla data di scadenza degli alimenti, con l’inserimento in etichetta della dicitura «spesso buono oltre» in aggiunta al consueto «da consumarsi preferibilmente entro».

Vi dico subito che è una proposta e nulla, per ora, cambierà sulle etichette.

Il motivo di questa proposta sta nel fatto che, nonostante la crisi economica e le difficoltà di molte famiglie, lo spreco di alimenti continua ad allarmare. Proprio per porre un limite agli sprechi la Commissione ha proposto di rendere ancora più chiara la data di scadenza degli alimenti, aggiungendo una nuova dicitura: “Spesso buono oltre”.

Gli alimenti scaduti finiscono spesso nella spazzatura perché la maggioranza delle persone crede che, superata la data di scadenza, potrebbero far male. Eppure, non sono pochi i cibi che possono essere consumati anche diversi giorni o settimane dopo la scadenza!

Secondo gli esperti europei l’aggiunta “Spesso buono oltre” sarebbe opportuna per ridurre lo spreco alimentare, perché consentirebbe «una migliore comprensione della data di scadenza», e quindi indirizzerebbe meglio «il processo decisionale dei consumatori in merito all’opportunità di consumare o eliminare un alimento». Gli esperti che hanno stilato la bozza che poi sarà discussa al Parlamento partono da un dato di fatto che accomuna molti consumatori: la maggior parte non comprende in pieno la differenza tra l’etichetta “da consumare entro”, che è un indicatore di sicurezza, rispetto a quella “da consumarsi preferibilmente entro”, che è legata alla qualità del prodotto. Non tutti conoscono la differenza tra data di scadenza tassativa e termine minimo di conservazione. Mentre nel primo caso il prodotto non andrebbe consumato perché potenzialmente rischioso soprattutto per le persone più fragili, la seconda indicazione si applica invece ai prodotti non deperibili: consumarli dopo la data di scadenza non espone a un evidente rischio per la salute, ma solo a una perdita di gusto o croccantezza.

La verità è che, in Europa, forse per leggerezza o forse perché si compra più del necessario, si butta troppo cibo. Secondo la Fao oltre un terzo degli alimenti prodotti al mondo va perso. Volendo fare i conti in tasca ai consumatori italiani, stando ai dati degli osservatori internazionali lo spreco alimentare domestico, quantificato in oltre 650 grammi a testa, ci costa annualmente 9,2 miliardi!

Terrò aggiornati i miei affezionati lettori su questo argomento, che, per ora, è solo una proposta. Con l’occasione ricordo un altro elemento che può aiutare, ovvero la corretta conservazione. Come raccomanda lo stesso Ministero della Salute, è sempre opportuno verificare quanto indicato nell’etichetta sulla confezione.

Eventuali quesiti o temi d’interesse mi potranno essere segnalati su su Facebook alla pagina “Dott.ssa Isabella Salvia – Biologa Nutrizionista” o tramite WhatsApp al 320 6556820.

ISABELLA SALVIA

I contenuti di questo articolo hanno esclusive finalità informative e divulgative, non essendo destinati ad offrire consulenza medica/nutrizionale personale. La dottoressa Isabella Salvia consiglia sempre di rivolgersi ad un professionista qualificato della nutrizione (un biologo nutrizionista, un medico dietologo o un dietista) per ricevere un piano alimentare personalizzato, redatto sulla base di una diagnosi individuale, sia per soggetti sani che per le persone affette da patologie accertate.

Edited by, venerdì 10 marzo 2023, ore 19,56. 

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