SALUTE&BENESSERE: CAMMINIAMO, MA QUANTO?

L’importanza di camminare per annullare la sedentarietà, una delle cause dell’obesità. Questo l’argomento presentato nella settimanale rubrica “Salute&Benessere” dalla dottoressa ISABELLA SALVIA, nutrizionista con studio in Torrenova ed esperta di medicina in generale…

La sedentarietà, che è una delle cause dell’obesità, è un’abitudine che comporta rischi per la nostra salute. Spesso per lavoro, o semplicemente per pigrizia, passiamo gran parte del nostro tempo seduti. Basterebbe davvero poco per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e di morte prematura. Sono queste le conclusioni di un importante studio condotto in materia, portato avanti da una equipe di scienziati dell’Università di Cambridge, pubblicato recentemente sul British Journal of Sports Medicine. Cosa dobbiamo fare per stare meglio? Certamente controllare il nostro peso, ma principalmente muoverci e camminare! Si, ma quanto? La ricerca ha svelato che 75 minuti settimanali (sono circa 11 al giorno) di attività fisica moderata, come camminare, sono sufficienti per ottenere risultati importanti.

Camminare poco, ma costantemente, permette di prevenire una morte prematura su dieci. La quota di attività fisica presa in considerazione è pari ad appena la metà dell’obiettivo settimanale raccomandato a livello globale, che è di 150 minuti. Per giungere a questa conclusione, gli esperti hanno esaminato i risultati riportati in 196 articoli scientifici, che comprendevano oltre 30 milioni di partecipanti.

Questa quantità di attività fisica moderata è stata sufficiente anche per ridurre il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari del 17% «Sappiamo che l’attività fisica, come camminare o andare in bicicletta, fa bene, soprattutto se si sente aumentare la frequenza cardiaca. Ma quello che abbiamo scoperto è che ci sono benefici sostanziali per la salute del cuore e in termini di riduzione del rischio di cancro anche se si riescono a fare solo 10 minuti al giorno», sottolinea James Woodcock, dell’Unità di epidemiologia dell’Università di Cambridge.

Cosa conta come attività fisica di intensità moderata? È definibile in questo modo un’attività che aumenta la frequenza cardiaca e fa respirare più velocemente, ma consente comunque di parlare durante il suo svolgimento. Qualche esempio: oltre alla camminata veloce, ballare, andare in bici, giocare a tennis, fare escursionismo. Insomma, ce n’è per tutti i gusti. Basta non stare fermi.

Eventuali quesiti o temi d’interesse mi potranno essere segnalati su su Facebook alla pagina “Dott.ssa Isabella Salvia – Biologa Nutrizionista” o tramite WhatsApp al 320 6556820.

Isabella Salvia

I contenuti di questo articolo hanno esclusive finalità informative e divulgative, non essendo destinati ad offrire consulenza medica/nutrizionale personale. La dottoressa Isabella Salvia consiglia sempre di rivolgersi ad un professionista qualificato della nutrizione (un biologo nutrizionista, un medico dietologo o un dietista) per ricevere un piano alimentare personalizzato, redatto sulla base di una diagnosi individuale, sia per soggetti sani che per le persone affette da patologie accertate.

Edited by, venerdì 24 marzo 2023, ore 16,02. 

 

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