SALUTE&BENESSERE: COS’E’ L’ELETTROFORESI PROTEICA

Cosa è l’elettroforesi proteica? Argomento particolare ma importante e da approfondire nell’analisi del servizio proposto dalla dottoressa ISABELLA SALVIA (foto sopra), nutrizionista con studio in Torrenova ed esperta di medicina in generale, nella settimanale rubrica “Salute&Benessere”…

L’elettroforesi proteica, detto anche protidogramma, costituisce la tecnica più utilizzata in laboratorio per analizzare la composizione qualitativa e quantitativa delle proteine presenti nei liquidi biologici quali siero, urine e liquido cerebrospinale.

Questo esame è usato per identificare la presenza di proteine anomale, l’assenza di proteine normali e per determinare se un gruppo di proteine sia presente in quantità minore o maggiore rispetto alla norma.

Esso permette di separare le proteine in 5 gruppi: albumina, alfa 1, alfa 2, beta e gamma globuline.

Il protidogramma consiste in un tracciato che rappresenta graficamente, attraverso picchi e curve, le singole frazioni delle proteine presenti nel liquido in esame.

In condizioni normali, il picco più alto è rappresentato dall’albumina mentre le globuline sono comprese in frazioni molto più piccole.

Il protidogramma può essere richiesto dal medico tra gli esami di controllo o quando altri esami di laboratorio abbiano dato risultati anomali.

Serve per accertare o seguire nel tempo malattie che hanno tra le loro manifestazioni la produzione o l’assenza anomala di proteine come avviene, ad esempio, nelle malattie a carico del fegato e dei reni, nei casi di infezione o infiammazione, nelle malattie autoimmuni e, nei casi più gravi, quando si sospetta un mieloma multiplo o la sclerosi multipla.

L’elettroforesi del siero consiste in un semplice prelievo di sangue senza che solitamente sia necessario essere a digiuno. Poiché l’assunzione di alcuni farmaci potrebbe alterare l’esito dell’esame è consigliabile segnalare al medico eventuali terapie farmacologiche in corso.

Per l’elettroforesi delle proteine urinarie è necessario raccogliere una piccola quantità di urine in un apposito contenitore sterile. Il campione di urine può essere raccolto senza una tempistica precisa o nell’arco delle 24 ore.

L’analisi del liquido cerebrospinale richiede il prelievo di una piccola quantità di liquor tramite l’inserimento di un ago all’interno della cavità spinale. Non è necessaria alcuna preparazione prima del test.

La diminuzione, o l’aumento, rispetto alla norma, delle proteine presenti nel siero, nelle urine o nel liquor, evidenzia la presenza di malattie che potranno essere diverse in base alla proteina interessata.

L’elettroforesi del siero ha di solito questi valori e viene così interpretata:

albumina 59-69%, valore di riferimento 3,6-4,9 grammi/decilitro (g/dl).

Una sua diminuzione può indicare malnutrizione o malassorbimento, malattie renali , epatiche, infiammatorie, ipertiroidismo o gravidanza, mentre l’aumento può essere indice di disidratazione;

globuline Alfa-1, 2,0-3,5 %, valore di riferimento 0,2-0,4 grammi/decilitro ( g/dl).

Una diminuzione può essere indice di malattie epatiche gravi, enfisema congenito e malattie renali mentre un aumento può indicare un processo infiammatorio o infezione in corso, infarto cardiaco, assunzione pillola contraccettiva e gravidanza;

globuline Alfa-2, 6-11%, valore di riferimento 0,4-0,8 grammi/decilitro (g/dl).

Una diminuzione potrebbe indicare malnutrizione, malattie epatiche gravi, emolisi, mentre un aumento malattie renali, processo infiammatorio o infezione in corso, infarto cardiaco, diabete, sindrome di Down, alcuni tumori maligni;

globuline Beta, 6-12 %, valore di riferimento 0,6-1 grammo/decilitro (g/dl).

La diminuzione può indicare malnutrizione e cirrosi, mentre l’aumento puù essere indice di colesterolo alto nel sangue, anemia da carenza di ferro, alcuni casi di mieloma multiplo e gravidanza;

globuline Gamma, 9-20%, valore di riferimento 0,9-1,4 grammo/decilitro (g/dl).

In caso di diminuzione potrebbero esserci varie malattie genetiche del sistema immunitario e immunodeficienza secondaria, mentre un aumento potrebbe indicare alcune malattie del sistema immunitario, malattie infiammatorie croniche, artrite reumatoride, lupus, malattie croniche del fegato, infezioni acute e croniche, alcuni tumori, mieloma multiplo, linfoma, macroglobulinemia di Waldenstrom.

Per l’elettroforesi delle urine, un significativo aumento, può essere indice di un malfunzionamento dei glomeruli e dei tubuli che normalmente impediscono il passaggio delle proteine nelle urine.

Bisogna sempre tenere in conto che i valori di riferimento possono cambiare in modo piuttosto evidente da un laboratorio a un altro, pertanto è indispensabile consultare il proprio medico di base e, eventualmente, uno specialista per la lettura e l’interpretazione dei risultati.

Eventuali quesiti o temi d’interesse mi potranno essere segnalati su Facebook alla pagina “Dott.ssa Isabella Salvia – Biologa Nutrizionista” o tramite WhatsApp al 320 6556820.

ISABELLA SALVIA

I contenuti di questo articolo hanno esclusive finalità informative e divulgative, non essendo destinati ad offrire consulenza medica/nutrizionale personale. La dottoressa Isabella Salvia consiglia sempre di rivolgersi ad un professionista qualificato della nutrizione (un biologo nutrizionista, un medico dietologo o un dietista) per ricevere un piano alimentare personalizzato, redatto sulla base di una diagnosi individuale, sia per soggetti sani che per le persone affette da patologie accertate.

Edited by, venerdì 26 aprile 2024, ore 17,34. 

 

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